Il continente europeo non sembra pronto ad affrontare le temperature record registrate nelle ultime stagioni estive. Secondo la stima riportata da EUobserver, l’Europa dovrà sostenere una spesa per l’adattamento ai cambiamenti climatici di 70 miliardi di euro all’anno. L’interrogativo cruciale riguarda chi coprirà questi costi.
La commissaria europea per la Preparazione e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha tenuto un discorso al Parlamento europeo sulla risposta di Bruxelles a questa emergenza climatica. ‘’Le conseguenze dell’ultima ondata di caldo sono state gravi. La produttività del lavoro è diminuita, scuole e luoghi di lavoro sono stati costretti a chiudere, gli ospedali sono stati messi sotto pressione, strade e infrastrutture ferroviarie hanno subito danni e i raccolti sono stati devastati’’, ha sottolineato Lahbib. In seguito, la Commissaria ha ricordato le misure già adottate, come la nuova base regionale europea antincendio a Cipro, e ha annunciato la presentazione, prevista per l’autunno, di un Piano europeo di adattamento climatico. ‘’Dobbiamo proteggere i nostri cittadini, in particolare coloro che vivono nelle aree urbane, rendendo le nostre città, gli edifici e gli spazi pubblici più resilienti’’, ha affermato Lahbib.
La Commissione europea ha proposto un bilancio dell’UE per il periodo 2028-2034 pari a quasi 2.000 miliardi di euro, destinando il 35% delle risorse alle politiche climatiche. Tuttavia, l’accordo non è stato ancora raggiunto. Alcuni Stati membri, tra cui Germania, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia, ritengono infatti eccessiva l’entità delle risorse previste. Il piano annunciato da Lahbib al Parlamento prevede nuovi strumenti per aumentare la consapevolezza dei rischi legati alle ondate di calore e promuovere il volontariato. Il contributo dei vigili del fuoco volontari è fondamentale, in quanto rappresentano più del 70% delle forze antincendio complessive in molti Paesi europei. Inoltre, è importante ricordare che, nell’ambito del Meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, gli Stati membri possono richiedere l’assistenza coordinata da Bruxelles.
EUobserver riporta anche le dichiarazioni di alcuni eurodeputati che si sono espressi sulla questione. ‘’Dobbiamo incoraggiare un numero maggiore di persone a diventare volontarie’’, ha affermato l’europarlamentare belga del Partito Popolare Europeo (PPE), Pascal Arimont, durante l’ultima sessione plenaria di Strasburgo prima della pausa estiva.
‘’L’Europa non può aspettare. Attendiamo con interesse il prossimo bilancio e sarà in quelle trattative che vedremo chi vuole davvero proteggere le persone’’, ha dichiarato al Parlamento di Strasburgo la presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), Iratxe García Pérez. Il suo gruppo ha chiesto l’adozione di una normativa specifica per tutelare i lavoratori esposti al caldo.
I Verdi e il gruppo di estrema destra Europa delle Nazioni Sovrane (ESN) hanno invece proposto l’introduzione di soglie di temperatura massima nei luoghi di lavoro e di un fondo dedicato all’adattamento climatico nel prossimo bilancio dell’UE. ‘’Esiste una rigida norma industriale secondo cui un server in un data center non deve mai superare i 27 gradi… ma non abbiamo mai scritto una regola equivalente per proteggere le persone’’, ha dichiarato l’eurodeputata belga dei Verdi Sara Matthieu, interpellata da EUobserver. ‘’Vogliamo standard vincolanti contro le ondate di calore per abitazioni, scuole e ospedali, finanziati da coloro che hanno creato questa crisi attraverso il loro inquinamento’’, ha concluso Matthieu. I Verdi propongono che siano gli utili di TotalEnergies, BP, Chevron, Exxon Mobil e Shell a coprire il fabbisogno annuo di 70 miliardi di euro necessario per rendere l’Europa più resiliente alle ondate di calore.
Martedì 7 luglio il Parlamento europeo ha dato il via libera a 144,1 milioni di euro di aiuti destinati a Spagna, Romania e Cipro. Questi fondi sostengono la ripresa dopo le calamità naturali che hanno colpito i tre Paesi nel 2025. Il giorno successivo l’assemblea, in larga parte vuota, ha discusso delle future emergenze legate alle ondate di calore. La stagione degli incendi boschivi è iniziata con anticipo rispetto al passato e sta già causando gravi disagi, con migliaia di persone evacuate in Francia, Spagna, Portogallo e Grecia. Nonostante livelli massimi di allerta e vari provvedimenti di tutela dell’ordine pubblico, sono stati stimati 1.300 decessi in Europa dovuti al caldo estremo di fine giugno. Tuttavia, attualmente il Parlamento non ha ancora trovato soluzioni concrete, arrivando al consenso soltanto su una misura preventiva che concerne il rafforzamento della preparazione antincendio. Nel frattempo, le previsioni meteorologiche non sono rassicuranti: nelle prossime settimane nuove ondate di calore colpiranno l’Europa, il continente che si riscalda più rapidamente al mondo.

