Le autorità turche hanno arrestato oltre cento partecipanti a una manifestazione contro la NATO organizzata ieri (6 luglio) dal Partito Comunista di Turchia (TKP). Oggi ad Ankara prenderà il via il vertice dell’Alleanza Atlantica.

In vista del summit di due giorni, le autorità hanno rafforzato le misure di sicurezza in tutta la capitale, vietando le manifestazioni, transennando ampie aree della città e chiudendo numerose strade.

In un comunicato, il Partito Comunista di Turchia ha riferito di aver organizzato una marcia di protesta nella centrale piazza Kızılay di Ankara, aggiungendo che sono stati arrestati oltre 100 membri del partito, compresi alcuni dirigenti.

I manifestanti sventolavano bandiere e scandivano slogan come “NATO assassina, fuori dal nostro Paese” e “La NATO non passerà”. La polizia ha tentato di disperdere la protesta facendo ricorso ai gas lacrimogeni.

Nel quadro di un’altra iniziativa promossa dal TKP, centinaia di persone hanno marciato da piazza Taksim fino a Dolmabahçe, a Istanbul. Altre due manifestazioni, organizzate da gruppi della sinistra nella zona di Kadıköy, si sono svolte senza incidenti.

“Oggi ci siamo riuniti in molte parti della Turchia per protestare contro la NATO. Avevamo promesso che non avremmo consegnato Ankara ai sostenitori della NATO e che non avremmo permesso alla capitale di restare in silenzio. Abbiamo mantenuto quella promessa”, ha dichiarato a Istanbul il segretario generale del TKP, Kemal Okuyan.

Lo scorso mese, nell’ambito di una serie di operazioni antiterrorismo ad Ankara, le autorità turche avevano già arrestato 103 persone, secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters.

L’opposizione: “Il Paese trasformato in una prigione”

Il co-presidente del partito filo-curdo DEM, Tuncer Bakırhan, e il presidente ad interim del principale partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (CHP), Kemal Kılıçdaroğlu, hanno criticato gli arresti dei manifestanti, definendoli misure inaccettabili che limitano i diritti fondamentali.

“Con il pretesto del vertice NATO, il Paese è stato trasformato in un centro di detenzione”, ha scritto Bakırhan sulla piattaforma X, parlando di uno “stato di guerra non dichiarato”.

La procura turca aveva in precedenza spiegato che le operazioni rientravano in attività volte a individuare gruppi armati e militanti, senza però collegarle direttamente al vertice della NATO.

Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Alleanza inizierà domani e si concluderà mercoledì 8 luglio. Ad Ankara è atteso anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che durante la visita del segretario generale della NATO Mark Rutte a Washington il mese scorso aveva dichiarato che avrebbe partecipato al summit esclusivamente dopo una telefonata del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, che gli aveva chiesto di essere presente.

La Polonia sarà rappresentata dal presidente Karol Nawrocki, per il quale si tratterà del primo vertice NATO dalla sua entrata in carica nell’agosto dello scorso anno.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

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