L’instabilità internazionale rafforza le aspettative dei cittadini nei confronti dell’Unione europea. È quanto emerge dall’Eurobarometro del Parlamento europeo condotto nella primavera del 2026. Dal sondaggio, pubblicato mercoledì, emerge un rafforzamento della fiducia dei cittadini nei confronti dell’UE con il 75% degli intervistati che ha dichiarato di considerare l’UE “un’oasi di stabilità” in un mondo segnato da conflitti e mutamenti nelle alleanze geopolitiche. Il dato cresce di otto punti percentuali rispetto all’autunno del 2025 e rappresenta il secondo valore più alto registrato nell’ultimo decennio.
La percezione è ancora più marcata in Italia, dove l’81% dei cittadini individua nell’Unione un elemento di stabilità nel contesto internazionale, con un aumento di undici punti rispetto alla precedente rilevazione autunnale.
Il sondaggio, realizzato dall’agenzia Verian tra il 9 aprile e il 4 maggio in tutti i 27 Stati membri, registra tuttavia un peggioramento delle aspettative sul futuro a livello globale. Infatti, il 58% degli europei si dichiara pessimista, sei punti in più rispetto all’autunno 2025, mentre gli ottimisti rappresentano solamente il 38% degli intervistati. Le emozioni più diffuse restano l’incertezza, indicata dal 44% degli intervistati, e la speranza, al 43%.
In Italia il pessimismo sul futuro mondiale coinvolge il 57% degli intervistati, ma l’atteggiamento nei confronti del futuro dell’Unione è più favorevole rispetto alla media europea. Il 63% degli italiani si dichiara infatti ottimista sul futuro dell’UE, contro il 58% rilevato nell’insieme dei Ventisette. Resta però elevato il livello di incertezza: lo segnala il 56% dei cittadini italiani, dodici punti sopra la media europea.
L’appartenenza all’UE resta un vantaggio
Nel contesto di una maggiore attenzione alla sicurezza e all’autonomia strategica, il 74% degli europei ritiene che l’appartenenza del proprio Paese all’Unione sia un vantaggio. Il risultato eguaglia il massimo storico raggiunto per la prima volta nel 2025 dall’Eurobarometro, che pone questa domanda dal 1983. Tra i principali benefici percepiti dell’adesione, il 40% cita il contributo dell’UE alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza, tre punti in più rispetto alla primavera del 2025. Segue la cooperazione più stretta tra gli Stati membri, indicata dal 34% degli intervistati.
In Italia, il 68% ritiene che il Paese abbia tratto vantaggio dall’appartenenza all’Unione: un valore inferiore alla media europea, ma in aumento di tre punti rispetto alla primavera dello scorso anno. Gli italiani appaiono inoltre più inclini della media UE a collegare l’integrazione europea alla sicurezza e alla pace, indicate dal 43% contro il 40% dell’insieme degli intervistati. Tra i Paesi in cui cittadini hanno espresso un parere particolarmente favorevole all’appartenenza all’UE spicca Malta con il 94%, seguita da Danimarca (91%), Lussemburgo (91%) e Portogallo (90%). La percentuale è inferiore invece in Germania (74%) e in Francia (62%), con Parigi che si piazza dopo l’Italia risultando in penultima posizione prima della Bulgaria (57%).

“I cittadini europei vedono sempre più l’Unione europea come un punto di riferimento e di stabilità”, ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “In un mondo attraversato da crisi, questa fiducia rappresenta la più grande risorsa dell’Europa. Ma comporta anche una chiara aspettativa: che agiamo con determinazione per garantire sicurezza, prosperità e opportunità ai nostri cittadini”.
La domanda di un’Unione più capace di intervenire sulle crisi è esplicita. Il 68% degli europei ritiene che Bruxelles dovrebbe assumere un ruolo più significativo nella protezione dei cittadini dai rischi per la sicurezza e dalle crisi globali, mentre il 73% chiede maggiori risorse per affrontare le sfide internazionali. Il 90% degli intervistati auspica inoltre una maggiore unità tra gli Stati membri e il rispetto del diritto internazionale da parte di tutti i Paesi.
Difesa, scurezza e indipendenza energetica
Difesa e sicurezza sono considerate la prima priorità per rafforzare la posizione globale dell’UE, indicate dal 39% degli europei. Segue l’indipendenza energetica, le risorse e le infrastrutture, al 35%, con un incremento di sei punti rispetto all’autunno 2025. In Italia la gerarchia è rovesciata: il 44% mette al primo posto l’autonomia energetica, davanti alla difesa e alla sicurezza, ferme al 35%.
Nonostante la percezione positiva del ruolo europeo sul piano geopolitico, le preoccupazioni economiche restano centrali. Il 47% degli europei chiede al Parlamento europeo di dare priorità all’inflazione, all’aumento dei prezzi e al costo della vita, sei punti in più rispetto all’autunno 2025. Economia e creazione di posti di lavoro seguono al 35%, mentre difesa e sicurezza dell’UE sono indicate dal 34%.
In Italia il costo della vita è segnalato come priorità dal 51% degli intervistati, davanti all’economia e all’occupazione, indicate dal 39%. Il dato riflette una tensione che attraversa l’intera rilevazione: l’83% degli europei si dichiara soddisfatto della propria qualità della vita, ma quasi tre cittadini su dieci, il 29%, prevedono un peggioramento del proprio tenore di vita nei prossimi anni.
Il sondaggio mostra infine una tenuta degli indicatori di fiducia nelle istituzioni europee. Il 59% degli intervistati dichiara di essere soddisfatto del funzionamento della democrazia nell’UE, cinque punti in più rispetto al novembre 2025 e allo stesso livello del massimo registrato nel 2022.

