Gli Stati membri dell’Unione europea hanno nominato giovedì (23 luglio) la diplomatica danese Birgitte Nygaard Markussen come nuova Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel. Assumerà l’incarico il 1° settembre per un mandato della durata di un anno, rinnovabile.

Il Consiglio dell’Unione europea ha annunciato che Markussen assisterà l’alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, nell’attuazione del nuovo approccio dell’Unione nei confronti del Sahel, adottato nel 2025.

Il suo mandato comprenderà le iniziative volte a promuovere una pace duratura, la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo sostenibile in Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e nell’intera regione del Sahel. Collaborerà con le autorità nazionali, i Paesi vicini, le organizzazioni regionali, l’Unione Africana, le Nazioni Unite e altri partner internazionali, contribuendo inoltre a rafforzare la cooperazione regionale in materia di sicurezza, assistenza umanitaria e governance.

Markussen vanta una lunga esperienza negli affari africani e nella politica estera dell’Unione europea. Attualmente ricopre l’incarico di inviata speciale della Danimarca per il Sahel e la regione dei Grandi Laghi. Tra il 2016 e il 2023 ha occupato diversi incarichi di vertice all’interno del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), tra cui quello di capo della Delegazione dell’Unione europea presso l’Unione Africana. In precedenza è stata ambasciatrice della Danimarca in Burkina Faso, Niger, Ciad e Repubblica Centrafricana.

La nomina arriva dopo il ritiro della candidatura dell’ex ministra degli Esteri slovena Tanja Fajon. Kaja Kallas aveva inizialmente indicato Fajon per l’incarico al termine di una procedura di selezione competitiva. Tuttavia, il nuovo governo sloveno guidato dal primo ministro Janez Janša si è opposto con decisione alla sua nomina.

Il ministro degli Esteri Tone Kajzer ha sollevato obiezioni di carattere procedurale, sostenendo che il processo interno con cui il precedente governo di Robert Golob aveva proposto Fajon fosse stato viziato da irregolarità e non avesse ottenuto la necessaria approvazione dell’esecutivo.

Di fronte alla netta opposizione manifestata dallo stesso Stato membro della candidata, Kallas ha deciso di ritirare la candidatura di Fajon e di proporre Birgitte Nygaard Markussen, risultata seconda nella graduatoria finale del processo di selezione.

Gli ambasciatori dei Paesi dell’Unione hanno approvato la candidatura della diplomatica danese mercoledì, ponendo fine a settimane di incertezza e controversie politiche sia a Lubiana sia a Bruxelles.

In Slovenia, l’intera vicenda è stata ampiamente interpretata come il riflesso dello scontro politico tra il governo uscente di centrosinistra e la nuova amministrazione di centrodestra. In questo contesto, le ambizioni europee di Tanja Fajon sono finite per diventare una vittima collaterale del confronto politico interno.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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