L’ondata di caldo estremo che sta colpendo l’Europa occidentale continua a creare enormi disagi. Tra ospedali e scuole sotto pressione, blackout e decessi per annegamento, molti Paesi europei non sembrano preparati ad affrontare questa emergenza, con temperature previste fino a 40°C anche nei prossimi giorni.
In Francia, pare che il picco sia stato raggiunto martedì 23 giugno. Euronews riporta che in quel giorno il servizio meteorologico nazionale Météo-France ha registrato la giornata più calda dall’inizio delle misurazioni, rilevando 44,3°C a Pissos. Le autorità di Parigi stanno cercando di contrastare l’effetto delle ‘’isole urbane di calore”, fenomeno per cui le città restano più calde rispetto alle aree rurali circostanti, rimuovendo dalle strade cemento e asfalto che trattengono il calore. Secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), dal 2020 a Parigi sono stati piantati più di 100.000 alberi, di cui 40.000 nell’inverno 2023, offrendo più zone d’ombra potenzialmente decisive per la salute.
Nel Regno Unito, i cittadini si preparano a temperature fino a 38°C, mentre hanno già affrontato il giorno di giugno più caldo mai registrato, con temperature che hanno raggiunto i 36,1°C. Centinaia di scuole sono state chiuse per il timore che gli alunni non fossero al sicuro in edifici inadeguati a sopportare queste condizioni estreme. Dal canto suo, l’Italia ha posto le principali città sotto il massimo livello di allerta per il caldo, mentre i Paesi Bassi hanno vissuto la notte di giugno più calda dall’inizio delle rilevazioni.
Per quanto concerne invece la Spagna, le temperature dovrebbero diminuire leggermente nei prossimi giorni. Nonostante la permanenza del clima caldo e afoso, si tratta di un miglioramento molto atteso dopo le giornate da 44°C che martedì hanno colpito l’Andalusia meridionale. La Spagna dispone già di una delle più grandi reti al mondo di rifugi climatici, che offrono alle comunità vulnerabili uno spazio dove rinfrescarsi e idratarsi. Il Paese ha inoltre modificato le condizioni di lavoro all’aperto, con l’obiettivo di rafforzare le tutele per i lavoratori.
La riunione dei ministri europei dell’ambiente
Oggi, venerdì 26 giugno, i ministri europei dell’Ambiente si riuniscono in Lussemburgo. Intanto il Partito Verde Europeo chiede che questo incontro prepari una riunione d’emergenza dei leader di governo dell’UE per rafforzare con urgenza le protezioni climatiche e il Green Deal.
In una nota sul sito European Greens sono state pubblicate le dichiarazioni dei vertici del partito. ‘’Questa ondata di caldo si sta rapidamente trasformando in una grave crisi europea di salute pubblica. L’Organizzazione mondiale della sanità ha già dichiarato all’inizio di questo mese che, negli ultimi quattro anni, più di 200.000 persone in Europa sono morte a causa del caldo estremo. L’Europa si trova davanti a una scelta chiara: indebolire o rafforzare le protezioni del Green Deal che tengono le persone al sicuro’’, ha affermato il co-presidente del Partito Verde Europeo, Ciaran Cuffe. Secondo Cuffe, la strada che l’Europa deve percorrere è chiara: rafforzare ulteriormente le politiche di prevenzione e contenimento degli eventi meteorologici estremi, dagli investimenti nelle energie rinnovabili al ripristino della natura piantando alberi.
Anche l’altra co-presidente dei verdi, Vula Tsetsi, si è espressa sul tema. ‘’L’OMS ci ricorda che quasi tutti i decessi legati al caldo sono prevenibili. Prevenibili. Questa singola parola dovrebbe guidare la risposta dell’Europa, perché questa crisi non riguarda soltanto il meteo; riguarda anche gli errori politici che sono stati commessi’’, ha dichiarato Tsetsi, accusando poi il Partito Popolare Europeo e l’estrema destra di lavorare per smantellare parti del Green Deal fondamentali per la tutela dei cittadini dalle ondate di caldo estremo. ‘’I capi di Stato e di governo devono riunirsi in un vertice d’emergenza ad alto livello per rafforzare con urgenza le protezioni climatiche dell’Europa e il Green Deal. La storia giudicherà le scelte politiche compiute oggi e nei prossimi mesi’’, ha concluso la co-presidente.
L’ondata di caldo inizia a spostarsi
Nel frattempo, secondo i meteorologi, la configurazione atmosferica nota per la sua forma come “blocco Omega”, e responsabile della cupola di calore che sta surriscaldando l’Europa occidentale, si sposterà presto verso est, raggiungendo Paesi ancora meno preparati al caldo intenso.
In Ungheria, ad esempio, le temperature dovrebbero raggiungere i 40°C a Budapest durante il fine settimana. Secondo le ultime previsioni del servizio meteorologico globale WFY24, il caldo estremo non risparmierà neanche la Repubblica Ceca. Nella capitale Praga sono infatti attesi 39°C.
Anche Bratislava, in Slovacchia, si prepara a massime fino a 39°C, mentre le temperature nella pianura danubiana in Bulgaria potrebbero raggiungere i 41°C domenica 28 giugno. In generale, le temperature previste nei prossimi giorni in Europa centrale e orientale dovrebbero essere di circa 15°C sopra la media di una normale giornata di giugno, con notti tropicali (mai sotto i 20°C nell’arco di 24 ore) che interesseranno tutta la regione.
L’Europa centrale e orientale può far fronte all’ondata di caldo?
Nel bacino del Mediterraneo, nonostante anni di preparazione e maggiore consapevolezza riguardo temperature estive estreme, il caldo anomalo ha provocato disagi, vittime e danni economici. Pertanto, i rischi associati alla gestione del clima estremo nei Paesi dell’Europa centrale e orientale sono ancora maggiori. Le aree interessate da un clima tradizionalmente più fresco oggi restano gravemente impreparate ad affrontare temperature roventi.
Su questo tema si è espressa ad Euronews Earth la fondatrice di WFY24, Ioanna Vergini. ‘’I nuclei urbani in muratura dell’Europa centrale risalenti al periodo precedente alla guerra e i blocchi di cemento prefabbricati dell’era comunista hanno una massa termica molto elevata, ma non sono mai stati progettati per disperdere il calore estivo’’, ha dichiarato Vergini. ‘’Con poca ombra, ventilazione limitata e assenza di sistemi di raffrescamento, assorbono calore durante il giorno e lo rilasciano negli ambienti interni fino a notte inoltrata’’, ha poi concluso la fondatrice di WFY24.
Un altro elemento distintivo è la diffusione degli impianti di aria condizionata, in grado di salvare vite durante i periodi estivi. Tali impianti risultano molto meno diffusi in Europa centrale e orientale rispetto alle destinazioni più soleggiate del Mediterraneo, anche se confrontati con i bassi livelli di installazione registrati ad esempio in Francia.
Inoltre, nonostante i picchi diurni facciano registrare nuovi record, l’impatto delle notti tropicali non è da sottovalutare. Per la maggior parte delle famiglie di questa regione viene così a mancare l’unico sollievo quotidiano, rappresentato dall’aprire la finestra durante la notte. Recenti studi citati da Vergini a Euronews Earth dimostrerebbero come l’impossibilità di sfuggire al caldo dopo il tramonto costituisca un fattore indipendente di mortalità non secondario.
Gli esperti prevedono una forte pressione su ospedali, servizi di emergenza, scuole e istituzioni pubbliche di questa parte di Europa, con possibili chiusure straordinarie o modifiche agli orari di apertura. In particolare, Ioanna Vergini individua i punti più critici nell’edilizia, nell’agricoltura e nella rete ferroviaria nelle pianure del Danubio. Il quadro conferma come anche i Paesi dell’Europa centrale e orientale siano chiamati ad affrontare nuove sfide di adattamento ai cambiamenti climatici.
Articolo scritto da Pierre Sergio Balbo


[…] L’ondata di caldo estremo si sposta verso est, ma l’Europa centrale e orientale non è preparata… […]