Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, si infila nello scontro tra Stati Uniti e Italia seguito alle dichiarazioni del presidente USA, Donald Trump, su Giorgia Meloni che hanno scosso le relazioni tra Washington e Roma. In un’intervista rilasciata all’emittente statunitense Fox News, Rutte ha tentato di difendere il ruolo degli alleati europei dagli attacchi di Trump, affermando, in merito all’Italia che le basi statunitensi presenti sul territorio italiano avrebbero svolto un ruolo di primo piano nel supporto alle recenti operazioni americane in Medio Oriente.

Il segretario generale della NATO Mark Rutte incontrerà mercoledì il presidente Donald Trump alla Casa Bianca, nel tentativo di allentare le tensioni sulla guerra con l’Iran e sulle minacce statunitensi di ritirare le truppe dall’Europa in vista dell’importante vertice dei leader della NATO che si terrà a luglio ad Ankara.

“Dall’Italia sono decollati 500 aerei americani dalle basi degli Stati Uniti presenti nel Paese per sostenere l’operazione Epic Fury”, ha dichiarato il Segretario generale, evidenziando il valore strategico del supporto logistico garantito dagli alleati europei.

L’ex premier olandese che sin dal suo arrivo alla guida della NATO è stato criticato per la sua eccessiva vicinanza al tycoon statunitense ha anche sottolineato il contributo fornito dalla Romania, utilizzandolo come ulteriore esempio della cooperazione assicurata dagli alleati. “Un Paese come la Romania ha dovuto ridurre il traffico dei voli commerciali per consentire l’utilizzo dell’aeroporto a supporto delle capacità di rifornimento in volo”, ha affermato, riferendosi all’impiego delle infrastrutture necessarie alle operazioni dei velivoli tanker statunitensi.

Nel rivendicare il sostegno offerto dagli alleati, il Segretario generale ha attribuito il risultato alla guida politica della Casa Bianca, concludendo che “tutto questo è stato possibile grazie alla sua leadership”, in riferimento al presidente Donald Trump.

Il ministero della Difesa italiano ha respinto la ricostruzione di Rutte sull’uso delle basi italiane, sottolineando che l’Italia ha autorizzato esclusivamente attività “tecniche e logistiche, non cinetiche”. “Al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche”, il ministero guidato da Guido Crosetto ha ribadito “senza tema di smentita” che l’Italia e il ministero della Difesa hanno “sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti”.

Il ministero ricorda quanto già chiarito dal ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso dell’informativa al Parlamento: il governo “ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere” e ha autorizzato “esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti”. La Difesa sottolinea inoltre che, nei casi in cui si è prospettata una richiesta al di fuori di questo perimetro, “l’Italia non ha concesso l’autorizzazione”. “Per questo sorprende che il segretario della NATO, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati”, afferma ancora la Difesa.

Secondo il ministero, “sarebbe bastato un approfondimento alla fonte” per avere “la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto e avviene ogni giorno”: l’Italia autorizza “esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche”. Una linea che, conclude la Difesa, Roma ha sempre seguito e continuerà a seguire “in vigenza degli attuali accordi”.

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Rutte mette in ulteriore difficoltà la posizione di Meloni

Se da un lato Rutte ha cercato di difendere il ruolo italiano e di altri Paesi UE di fronte a Trump, dall’altro ha creato un problema per il governo Meloni che in questi mesi ha rivendicato di aver mantenuto il punto sull’utilizzo delle basi USA nell’operazione Epic Fury contro l’Iran, non appoggiata dagli alleati NATO.

Le dichiarazioni di Rutte hanno immediatamente alimentato le critiche delle opposizioni, che chiedono a Palazzo Chigi di chiarire portata e condizioni dell’utilizzo delle installazioni statunitensi in Italia durante l’operazione contro l’Iran.

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha sostenuto che le parole del segretario generale della NATO “ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto”, parlando di “500 aerei partiti dall’Italia per una guerra illegittima in Iran”. Per l’ex presidente del Consiglio, il riferimento di Trump a Meloni sarebbe stato “solo un richiamo all’ordine per un governo che ha sempre detto sì”, nonostante la premier avesse affermato di non condividere né condannare l’operazione. Conte ha quindi chiesto che Meloni riferisca in Parlamento e “al Paese” su quanto avvenuto.

Sulla stessa linea Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, secondo cui Rutte avrebbe “sbugiardato Giorgia Meloni”. I 500 voli militari americani decollati dalle basi presenti in Italia dimostrerebbero, a suo giudizio, un sostegno operativo italiano a Epic Fury mai venuto meno. Bonelli ha accusato la premier di avere “ingannato gli italiani e il Parlamento” e ha chiesto chiarimenti immediati sulle modalità con cui le basi sono state impiegate.

Il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha definito la vicenda “gravissima”, sostenendo che dalle dichiarazioni del segretario generale dell’Alleanza emerga un “contributo significativo” dell’Italia all’operazione militare. “Esigiamo chiarezza dal governo Meloni: o hanno mentito al Parlamento o Rutte ha preso un colpo di calore”, ha affermato il leader di Avs, chiedendo all’esecutivo di chiarire quale delle due versioni corrisponda ai fatti.

Anche il responsabile Esteri del Partito democratico Giuseppe Provenzano ha chiesto un chiarimento immediato da parte del governo. Secondo il deputato dem, Giorgia Meloni aveva assicurato che l’Italia non sarebbe stata coinvolta, mentre le parole di Rutte indicherebbero che almeno 500 aerei statunitensi sarebbero decollati dal territorio italiano. Provenzano ha sostenuto che le rassicurazioni ricevute in Parlamento fossero rimaste vaghe e ha accusato il governo di dover spiegare con urgenza “queste gravi affermazioni”, al di là dei “botta e risposta sui social network” e del richiamo al “momento Sigonella”.

Dal governo, tuttavia, è arrivata una prima lettura opposta. La sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, di Forza Italia, ha sostenuto che Rutte stesse facendo riferimento a “operazioni logistiche e di supporto”, coperte da autorizzazioni permanenti relative all’utilizzo delle basi militari.

La sottosegretaria ha ricordato che l’Italia avrebbe invece negato a velivoli militari americani l’uso di Sigonella in assenza delle procedure previste e ha distinto tale ipotesi dall’impiego delle basi per “missioni offensive direttamente collegate ad azioni di guerra”, che richiederebbe autorizzazioni specifiche con il coinvolgimento del Parlamento.

[a cura di Simone Cantarini]

 

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