Una nuova ondata di caldo investe l’Europa e la mette a dura prova. Mentre le temperature roventi stanno iniziando a rallentare la vita quotidiana, misure preventive e provvedimenti straordinari sono stati adottati per mitigare i rischi alla salute e contenere i danni alle attività produttive e alla rete energetica. In tutta Europa, centinaia di scuole sono state chiuse o hanno terminato le lezioni in anticipo, mentre i servizi ferroviari in città molto trafficate come Bruxelles sono stati ridotti per diminuire il rischio di guasti.

Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, l’Europa si sta riscaldando a una velocità più che doppia rispetto alla media globale, rendendo sempre più probabili episodi di caldo prolungato. L’attuale ondata di calore è causata da una configurazione meteorologica nota come “blocco Omega”, chiamata così perché richiama la forma della lettera greca, con una massa di aria calda al centro e aria più fresca ai lati. I meteorologi ritengono che questo sistema stia creando una cosiddetta “cupola di calore”, intrappolando aria calda sull’Europa occidentale e centrale.

Scuole chiuse e trasporti rallentati 

La Francia ha già posto più della metà dei suoi 96 dipartimenti in allerta rossa per rischio mortale. Le autorità di Parigi hanno invitato i cittadini a evitare l’esposizione diretta al sole e a mantenere “assoluta vigilanza”. Dal 18 giugno, quaranta persone che cercavano di sfuggire alle temperature elevate sono annegate in Francia mentre nuotavano in aree non sorvegliate. Reuters riporta che in diverse zone della capitale i negozi hanno esaurito i ventilatori elettrici a causa dell’impennata della domanda. Inoltre, la Fête de la Musique si è svolta regolarmente nel fine settimana, ma il governo ha vietato il consumo di alcol nei luoghi pubblici per ridurre il rischio di disidratazione.

In Italia, il ministero della Salute ha emesso il livello massimo di allerta per 15 città, tra cui Milano e Roma, e consiglia di consumare pasti leggeri, rimanere in casa nelle ore più calde della giornata e rinfrescarsi bagnandosi con acqua fresca. Il governo italiano ha adottato misure per sospendere o ridurre il lavoro in alcuni settori. Per quanto concerne invece la Spagna, l’agenzia meteorologica statale ha emesso allerte rosse in diverse aree del Paese, avvertendo del rischio di caldo pericoloso, con temperature previste fino a 44°C.

Il caldo che sta colpendo il Mediterraneo e l’Europa occidentale non risparmia neanche il Regno Unito. Oltremanica, il Met Office britannico avverte che nei prossimi giorni le temperature massime diurne nel sud dell’Inghilterra potrebbero raggiungere i 38°C, accompagnate da “pericolose” notti tropicali, ossia periodi di 24 ore in cui la temperatura non scende mai sotto i 20°C. Decine di scuole hanno annunciato la chiusura anticipata, a causa di edifici datati e non adatti a ospitare classi con più di 30 bambini in condizioni di caldo estremo. Network Rail ha avvertito i passeggeri di viaggiare in treno soltanto se strettamente necessario. Infine, una serie di forti temporali ha provocato l’interruzione temporanea di alcuni collegamenti nell’area dell’aeroporto di Heathrow.

L’impatto sulla rete energetica europea

Uno degli effetti collaterali spesso sottovalutati delle temperature estreme riguarda il loro impatto sulla rete elettrica.

Durante le ondate di caldo, l’Europa registra un incremento dell’utilizzo di elettricità a causa della maggiore domanda di raffrescamento. Come riportato da Euronews, nel 2022 il raffreddamento degli ambienti, principalmente attraverso impianti di aria condizionata e ventilatori, ha rappresentato circa il 7% del consumo mondiale di elettricità. Pertanto, il caldo genera picchi nella domanda di aria condizionata e nei consumi di elettricità, i quali a loro volta possono alimentare un circolo vizioso di aumento delle emissioni di gas serra, contribuendo a rendere il pianeta ancora più caldo.  Ad esempio, all’inizio dell’estate 2025, la Francia ha registrato un picco serale di domanda elettrica superiore del 25% rispetto alla media della bassa stagione, nonostante nel Paese la diffusione degli impianti di aria condizionata sia relativamente limitata.

Il sito di comparazione dei prezzi Compare the Market ha analizzato 85 Paesi, che rappresentano circa il 90% del consumo globale di elettricità, per comprendere come cambi la domanda elettrica durante i mesi caratterizzati da temperature estreme. Lo studio ha confrontato la domanda durante il 10% dei mesi più caldi in ciascun Paese con quella registrata nei mesi con temperature nella norma. I ricercatori hanno rilevato che la Grecia si colloca al primo posto a livello globale per aumento della domanda di elettricità, pari al 38,62% durante i periodi di caldo estremo. Il Montenegro si posiziona al secondo posto, con una crescita della domanda del 22,49%, seguito da Turchia (21,91%), Croazia (17,76%), Italia (14,22%) e Spagna (8,86%).

Quando la domanda complessiva di elettricità supera la capacità di generazione disponibile o i limiti fisici della rete elettrica, la frequenza del sistema può diminuire, provocando un blackout. Utilizzando i dati disponibili sulle interruzioni di corrente relativi ai cinque anni più recenti, Compare the Market ha analizzato la durata media e il costo stimato per le famiglie delle interruzioni elettriche in alcuni Paesi selezionati. In Europa, l’Ungheria ha registrato la durata media più lunga delle interruzioni, pari a 2,92 ore all’anno, seguita dalla Slovenia con 2,16 ore e dalla Grecia con 1,63 ore. Tuttavia, sebbene presenti una durata media delle interruzioni inferiore rispetto alla Grecia, l’Italia registra il costo annuo complessivo più alto tra i Paesi europei oggetto di studio, a causa dell’elevato numero di famiglie. Tale costo è stimato intorno a 154,7 milioni di euro all’anno, seguito dalla Polonia con circa 152,1 milioni di euro.

L’impennata della domanda di energia elettrica, se combinata alle interruzioni degli impianti termoelettrici, può determinare un aumento dei prezzi medi giornalieri dell’elettricità. Tuttavia, secondo il think tank energetico Ember, la produzione solare record nell’Unione europea ha contribuito a mantenere stabile l’approvvigionamento elettrico nonostante il picco della domanda. Nei giorni più intensi dell’ondata di caldo del 2025, il solare ha fornito fino a 50 GW di potenza nella sola Germania, generando tra il 33% e il 39% dell’elettricità tedesca. Il dato conferma come le rinnovabili possano contribuire alla stabilità della rete, ma anche come l’aumento della domanda elettrica legata al caldo estremo renda sempre più urgente rafforzare capacità di accumulo, infrastrutture e resilienza dei sistemi energetici europei.

Articolo scritto da Pierre Sergio Balbo

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