Il Partito Progressista Serbo (SNS), attualmente al governo, ha apertamente chiesto al presidente Aleksandar Vučić di guidare la propria lista elettorale e di candidarsi alla carica di primo ministro nelle prossime elezioni parlamentari, una mossa che esponenti dell’opposizione hanno criticato aspramente come prova della debolezza del partito e dell’estrema centralizzazione del potere nelle mani di un unico individuo.

Il presidente dell’SNS Miloš Vučević ha dichiarato che il partito si aspetta che Vučić figuri nella lista dei candidati per le elezioni parlamentari e si augura che ne sia il capolista. In caso di vittoria, Vučević ha descritto Vučić come la “scelta naturale” per la carica di primo ministro. “Ci aspettiamo che Aleksandar Vučić sia con noi nella lista. Si tratta di un invito aperto e attendiamo la sua decisione definitiva. Vorremmo che fosse il capolista, il numero uno della lista”, ha affermato Vučević.

Questo sviluppo fa seguito all’annuncio di Vučić in occasione di un grande comizio dell’SNS a Belgrado il 27 giugno, durante il quale ha dichiarato che si sarebbe dimesso dalla carica di presidente “entro poche settimane”. Il suo secondo e ultimo mandato presidenziale avrebbe dovuto scadere, in origine, a metà del 2027. Si prevede ormai diffusamente che le elezioni parlamentari e presidenziali anticipate si terranno entro i prossimi 3–4 mesi.

La reazione dell’opposizione: un segno di debolezza

Stefan Janjić, deputato e segretario generale del partito di opposizione Serbia Centre (SRCE), ha criticato aspramente l’idea. Ha sostenuto che la nomina di Vučić a primo ministro dimostrerebbe la debolezza dell’SNS, sostenendo che non esistono né un governo né istituzioni autonomi e funzionanti e che tutto il potere è concentrato nelle mani di un solo uomo.

“Paradossalmente, l’uomo che è già presidente della Repubblica, che decide tutto quotidianamente – dalla politica estera al prezzo del pane – sta ora cercando un’altra carica per nascondere il fatto che alle sue spalle non ci sono più risultati né quadri in grado di assumersi autonomamente le responsabilità”, ha affermato Janjić. Ha esortato le forze dell’opposizione filoeuropee a non partecipare a quello che ha definito “il reality show di Vučić”, in cui le elezioni ruotano attorno a un unico individuo.

Janjić ha aggiunto che alla Serbia non mancano candidati alla carica di primo ministro, ma soffre piuttosto di un eccesso di potere da parte di un unico uomo che si è arrogato quasi tutte le funzioni statali: “Quando arriverà il momento di scegliere un primo ministro, i cittadini avranno l’opportunità di vedere la differenza tra persone che vogliono guidare il governo e un uomo che da 14 anni cerca di essere contemporaneamente presidente, primo ministro, ministro, procuratore e direttore di tutte le emittenti televisive”.

Contesto e implicazioni

Il potenziale passaggio di Vučić al ruolo di primo ministro gli consentirebbe di mantenere una significativa influenza esecutiva pur dimettendosi dalla presidenza (che, secondo la Costituzione, non ammette un terzo mandato). Gli analisti lo considerano una mossa strategica per consolidare il potere in vista delle elezioni, soprattutto in un contesto di proteste antigovernative prolungate. Se dovesse dimettersi dalla presidenza, si potrebbe formare un nuovo governo senza indire immediatamente nuove elezioni, anche se sembra probabile che si proceda a elezioni anticipate.

Il comizio dell’SNS del 27 giugno era all’insegna dello slogan «Serbia unita», e Vučić ha fatto capire che aiuterà il partito ad assicurarsi la vittoria sia alle elezioni parlamentari che a quelle presidenziali. Continuano le speculazioni sulla tempistica esatta delle sue dimissioni e sul calendario elettorale, con alcuni osservatori che prevedono le elezioni entro la fine del 2026.

Questo scenario mette in luce i dibattiti di lunga data nella politica serba sulla concentrazione del potere, l’indipendenza istituzionale e la personalizzazione della governance sotto il lungo dominio di Vučić da quando l’SNS è salito al potere intorno al 2012.

Le voci dell’opposizione sostengono che ciò evidenzi una mancanza di successori capaci all’interno del partito di governo, mentre i fedelissimi dell’SNS lo interpretano come una naturale continuazione di una leadership collaudata. Mentre i preparativi elettorali si intensificano, l’attenzione rimane concentrata sul fatto che Vučić accetterà formalmente la candidatura e su come gli elettori reagiranno alla prospettiva del suo ritorno alla carica di primo ministro. Si prevede che le prossime settimane porteranno chiarezza sulla tempistica delle dimissioni, sui nomi delle liste e sulle date delle elezioni.

Leggi qui l’articolo originale di EUAlive.

, , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *