Giovedì (17 settembre), Trump ha scritto che i colloqui con il presidente polacco Karol Nawrocki hanno avvicinato “molto presto” l’idea di una base permanente dell’esercito statunitense in Polonia a un annuncio sulla sua possibile ubicazione. La Polonia ospita già circa 10.000 militari americani, per lo più a rotazione, e da anni cerca di trasformare questa presenza in qualcosa di più stabile e difficile da ridimensionare.

Varsavia è tra i maggiori Paesi della NATO per spesa militare e si è offerta di contribuire ai costi. È questo il punto centrale. Una vera e propria base renderebbe più stabile la presenza di infrastrutture militari statunitensi sul fianco orientale dell’Alleanza e darebbe alla Polonia il risultato politico che cerca fin dall’invasione russa dell’Ucraina del 2022.

La prospettiva si inserisce inoltre nel rapporto personale tra Trump e Nawrocki, che il tycoon ha elogiato come partner affidabile mentre Washington sta rivedendo la presenza delle proprie forze in altre parti d’Europa.

La credibilità dell’annuncio è però meno solida. Le stesse parole di Trump erano condizionali: “se ciò accadrà”. A maggio, il Pentagono aveva annullato una rotazione di 4.000 militari in Polonia, salvo poi fare marcia indietro dopo le reazioni negative. Trump ha inoltre ridimensionato una promessa pubblica di consentire all’Ucraina di produrre su licenza i sistemi Patriot e ha annunciato “accordi” tra Ucraina e Russia che nessuna delle due parti ha confermato pienamente. Anche il discorso sull’eventuale fornitura di missili Tomahawk a Kyiv ha seguito lo stesso schema: ipotesi avanzata, poi condizionata e infine accantonata.

Una telefonata di Putin potrebbe cambiare le cose? È possibile. Trump tende a utilizzare questi annunci come offerte iniziali nella diplomazia personale. Una base permanente è più difficile da smantellare rispetto a una presenza a rotazione, ed è proprio per questo che la Polonia la vuole. Finché non ci saranno un sito individuato, uno stanziamento di bilancio e un accordo firmato sullo status delle forze, tuttavia, l’annuncio resta un titolo destinato ad avere una scadenza.

L’annuncio arriva mentre emergono indiscrezioni secondo cui il Pentagono starebbe contemporaneamente valutando il ritiro di almeno 25.000 militari statunitensi dall’Europa, compresi contingenti consistenti dalle basi dell’Europa occidentale.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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