Migliorare l’utilizzo della tecnologia per contrastare la tratta di esseri umani, aumentare la collaborazione con le imprese e gli ispettorati del lavoro, intensificando al contempo le azioni contro le reti criminali. Sono questi alcuni punti della nuova strategia per combattere la tratta di esseri umani, presentata dall’esecutivo comunitario il 16 ottobre.
In una nota che accompagna la strategia, Bruxelles ricorda che solamente tra il 2023 e il 2024, nell’UE sono state registrate oltre 20.000 vittime, con un aumento del 16,1%, sebbene molti casi rimangano sconosciuti.
Come sottolinea la Commissione UE, la tratta assume molte forme, tra cui lo sfruttamento sessuale, lo sfruttamento lavorativo, la criminalità forzata, l’accattonaggio e i matrimoni forzati. A essere più colpite sono le persone che versano in situazioni di vulnerabilità con donne e ragazze che, in base ai dati UE rappresentavano il 63% delle vittime registrate, principalmente per sfruttamento sessuale, mentre i bambini hanno costituito il 15%. A essere sfruttati sul lavoro sono invece gli uomini, rappresentando circa il 74% delle vittime.
“La tratta di esseri umani continua a rappresentare una grave sfida nell’Unione europea. I criminali sfruttano persone vulnerabili per i loro crudeli profitti”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen, sottolineando come le organizzazioni criminali siano riuscite a utilizzare “la tecnologia e le piattaforme online per favorire lo sfruttamento”. Secondo Virkkunen, il nuovo quadro contribuirà a prevenire gli abusi, ridurre i rischi nell’ambiente digitale e rafforzare il contrasto ai trafficanti.
“I trafficanti stanno adattando i loro metodi, online e lungo le rotte migratorie, e di conseguenza anche la nostra risposta deve adeguarsi”, ha dichiarato il commissario per gli Affari interni e la Migrazione, Magnus Brunner. Il commissario ha richiamato la necessità di intensificare la cooperazione internazionale e lo scambio di informazioni, insieme al rafforzamento di Europol e all’attuazione della direttiva antitratta rivista.
Per la nuova strategia, Bruxelles definisce sei pilastri strategici. Il primo prevede lo sfruttamento di moderne tecnologie per migliorare la prevenzione, l’individuazione e le indagini, partendo dall’utilizzo di strumenti già esistenti, come il Digital Services Act e l’EU Internet Forum, nonché di iniziative future, tra cui il piano d’azione dell’UE contro le frodi digitali. Inoltre, attraverso la piattaforma multidisciplinare europea contro le minacce criminali (EMPACT), l’UE sosterrà approcci innovativi alle indagini digitali, compresi gli hackathon.
Il secondo pilastro prevede invece il coinvolgimento del settore privato per ridurre i rischi di sfruttamento e migliorare l’individuazione precoce. Per fare ciò, la Commissione istituirà una coalizione europea di imprese contro la tratta di esseri umani, sostenendo gli Stati membri nel rafforzamento della cooperazione tra gli ispettori del lavoro attraverso l’Autorità europea del lavoro.
Il terzo pilastro riguarda il contrasto del traffico transnazionale legato alla criminalità organizzata. Su questo aspetto la strategia prevede la promozione della cooperazione transfrontaliera, le attività di polizia basate sull’intelligence, le indagini finanziarie e il recupero efficace dei beni. Secondo Bruxelles, il nuovo regime sanzionatorio contro la criminalità organizzata, compresi il traffico di migranti e la tratta di esseri umani, consentirà all’UE di congelare i beni dei criminali, limitarne la libertà di movimento, interromperne i profitti e smantellarne i modelli di business. La Commissione invita poi gli Stati membri ad ampliare la cooperazione operativa transfrontaliera attraverso squadre investigative congiunte con il supporto di Europol ed Eurojust.
Il pilastro successivo è quello della prevenzione dello sfruttamento legato alla migrazione. Secondo gli ultimi dati, il 36% delle vittime registrate erano cittadini dell’UE, mentre il 64% erano cittadini extracomunitari. Come ricordato da Bruxelles, il Patto sulla migrazione e l’asilo introduce nuovi strumenti per affrontare i rischi di tratta, tra cui lo screening, la nuova procedura di frontiera e le garanzie nelle condizioni di accoglienza.
Anche il rafforzamento delle capacità di gestione delle frontiere per individuare e prevenire la tratta in una fase precoce può svolgere un ruolo chiave. In questo contesto, secondo Bruxelles, un “mandato rafforzato per Frontex consentirà all’agenzia di supportare meglio gli Stati membri nello smascherare le reti criminali e nell’identificare le vittime”.
L’esecutivo comunitario precisa poi che continuerà a sostenere le discussioni tra i colegislatori sulla proposta di direttiva anti-contrabbando e sul regolamento Europol, quest’ultimo volto a rafforzare il ruolo di Europol nella lotta contro il traffico e la tratta di migranti.
Il quinto pilastro riguarda invece il potenziamento della prevenzione, della preparazione e della risposta rapida nelle situazioni di crisi. Bruxelles cerca di fare tesoro delle esperienze del passato, a partire dagli insegnamenti imparati dalla guerra in Ucraina, che ha dimostrato l’importanza di meccanismi di protezione efficaci per le persone in situazioni di vulnerabilità. Basandosi sul piano antitratta con l’Ucraina, la Commissione precisa che elaborerà orientamenti operativi per i vari attori coinvolti nell’individuazione e nella gestione dei rischi di tratta durante le crisi, con il supporto delle agenzie dell’UE, degli Stati membri e della società civile.
Infine, il sesto e ultimo pilastro prevede il miglioramento della protezione delle persone vulnerabili alla tratta. Su questo aspetto, la Commissione ricorda in particolare che il sostegno e la protezione delle vittime devono “rimanere parte integrante delle risposte delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario”.
Un altro elemento ritenuto “chiave” nella lotta contro la tratta di esseri umani è rappresentato dalla cooperazione internazionale. La strategia prevede, infatti, il rafforzamento delle relazioni con i Paesi partner e le organizzazioni internazionali, anche con il sostegno delle agenzie dell’UE, nella prevenzione e nella lotta contro la tratta di esseri umani.

