Il Regno Unito dovrebbe “fare di più insieme” all’Unione europea in materia di difesa, anche attraverso un’iniziativa a livello di blocco per rafforzare le scorte di armamenti alla quale Londra non ha ancora aderito, ha dichiarato il primo ministro Keir Starmer.

Le dichiarazioni arrivano dopo che, lo scorso anno, i colloqui per consentire a Londra di accedere al programma di prestiti per il riarmo dell’Unione europea da 150 miliardi di euro si sono conclusi senza successo a causa di un disaccordo sulla quota di ingresso.

A margine di una visita in Cina questa settimana, Starmer ha detto ai giornalisti domenica di restare aperto all’ipotesi di una cooperazione più stretta.

“Penso davvero che, sia sul fronte della spesa, sia delle capacità e della cooperazione… dobbiamo fare di più insieme”, ha affermato il leader britannico. “Ho sostenuto che questo dovrebbe portarci a esaminare schemi come SAFE e altri, per vedere se non esista un modo per lavorare più da vicino”.

I Paesi europei si sono affrettat’ a rafforzare le proprie forze armate dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, con Bruxelles che ha lanciato l’iniziativa di prestiti SAFE (Security Action for Europe) in risposta.

Il meccanismo ha visto Londra e Bruxelles confrontarsi per mesi sul livello di contributo che il Regno Unito avrebbe dovuto versare per aderire, senza però riuscire a chiudere un accordo.

Si è trattato di una battuta d’arresto nel tentativo di Starmer di ricostruire le relazioni con l’UE dopo la Brexit, da quando ha vinto le elezioni nel luglio 2024, con l’obiettivo di rilanciare l’economia britannica.

Londra e Bruxelles hanno firmato lo scorso maggio un accordo di partenariato strategico, che includeva un patto per approfondire la cooperazione in materia di difesa e misure per rafforzare gli scambi commerciali.

Il commissario europeo per il Commercio Maroš Šefčovič sarà a Londra oggi (2 febbraio) per incontrare diversi ministri britannici, in vista del prossimo vertice bilaterale previsto per la fine dell’anno.

Starmer ha escluso un ritorno del Regno Unito nell’unione doganale del blocco a 27 membri, preferendo legami più stretti con il mercato unico.

“Credo che ci siano altre aree del mercato unico in cui dovremmo verificare se possiamo fare ulteriori progressi”, ha detto durante il viaggio all’estero di questa settimana. “Questo dipenderà dalle nostre discussioni e da ciò che riterremo essere nel nostro interesse nazionale. Ma quello che sto indicando qui è che, a mio avviso, possiamo andare oltre”.

Il leader laburista di centro-sinistra ha inoltre indicato che proseguono i negoziati su un programma di mobilità giovanile che includerebbe un tetto al numero di visti concessi e alla durata dei soggiorni autorizzati.

Londra e Bruxelles hanno già raggiunto un accordo per il rientro del Regno Unito nel popolare programma di scambio studentesco Erasmus, a partire dal 2027.

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