Europa e Cina coronano il successo del lancio della nuova missione SMILE, frutto di una rara collaborazione durata un decennio tra l’ESA e l’Accademia cinese delle scienze (CAS), e che avrà il compito di mappare il modo in cui i venti solari interagiscono con lo scudo magnetico terrestre, che protegge satelliti, astronauti e infrastrutture.
SMILE, acronimo di Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer, è stata lanciata a bordo di un razzo Vega-C dal cosmodromo europeo nella Guyana francese. Il satellite è entrato nell’orbita preimpostata con i pannelli solari dispiegati, segnando il successo della missione di lancio. Il lancio di martedì è avvenuto dopo che un precedente tentativo, previsto per il 9 aprile, era stato rinviato a causa di un problema tecnico.
“Stiamo per assistere a qualcosa di mai visto prima: l’armatura invisibile della Terra in azione”, ha affermato in una nota il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher.
“Con Smile, stiamo spingendo i confini della scienza nel tentativo di rispondere a grandi interrogativi rimasti irrisolti da quando abbiamo scoperto, oltre settant’anni fa, che la Terra si trova al sicuro all’interno di un’enorme bolla magnetica”, ha aggiunto.
“L’ESA e la Cina vantano una lunga e consolidata collaborazione che dura da 25 anni, dai primi accordi di condivisione dei dati negli anni ’90 alla missione Smile, sviluppata congiuntamente”, ha affermato Aschbacher, secondo cui la “missione testimonia l’impegno dell’ESA nella collaborazione internazionale, nel progresso della conoscenza scientifica e nella promozione dell’uso pacifico dello spazio”.
La missione SMILE è la prima missione di esplorazione scientifica spaziale di livello internazionale, frutto di una cooperazione approfondita tra ESA e la CAS cinese e rappresenta inoltre la missione culminante del Programma di Priorità Strategica per le Scienze Spaziali (Fase II) dell’Accademia Cinese delle Scienze.
La missione principale del satellite è quella di effettuare una imaging completa a raggi X molli della magnetosfera terrestre più esterna, rivelando i processi e i meccanismi fisici delle interazioni del vento solare con la Terra.
Il vento solare, un flusso di plasma ad alta velocità proveniente dal Sole, può innescare eventi meteorologici spaziali come tempeste e sotto-tempeste geomagnetiche durante periodi di intensa attività solare. Tali eventi possono minacciare direttamente la sicurezza dei satelliti in orbita, la precisione dei sistemi di navigazione, la stabilità dei collegamenti di comunicazione e il funzionamento delle reti elettriche nelle regioni ad alta latitudine. La magnetosfera terrestre agisce come uno scudo naturale contro il vento solare, proteggendo il pianeta come un guscio esterno. Comprendere i meccanismi di accoppiamento tra il vento solare e la magnetosfera è fondamentale per mitigare questi effetti negativi.
Il satellite SMILE trasporta quattro strumenti scientifici. Lo imager a raggi X molli e lo imager a ultravioletti sono i due strumenti di imaging principali. Essi possono acquisire immagini globali a raggi X molli della magnetopausa e delle cuspidi terrestri, monitorando al contempo l’attività aurorale per mostrare le dinamiche dei confini magnetosferici e l’evoluzione delle aurore. Gli altri due strumenti – il magnetometro e l’analizzatore di ioni leggeri – effettuano misurazioni in situ, che monitoreranno in tempo reale le proprietà degli ioni del vento solare, le variazioni del campo magnetico e l’ambiente ionico e magnetico ai confini della magnetosfera. Essi possono catturare con precisione i cambiamenti dinamici di materia ed energia nell’ambiente spaziale.
Le due agenzie spaziali hanno collaborato intensamente nello sviluppo, nel lancio, nel monitoraggio delle missioni e nella condivisione dei dati, stabilendo un modello per la cooperazione spaziale sino-europea e un nuovo punto di riferimento per la collaborazione internazionale nel campo delle scienze spaziali.
Come previsto, dopo aver raggiunto l’orbita, il satellite arriverà alla sua orbita di osservazione dopo circa 42 giorni di manovre orbitali, seguiti da due mesi di test in orbita. In seguito, inizierà un periodo di osservazione scientifica regolare della durata di tre anni.
Si prevede che i dati stabili a lungo termine del satellite faranno progredire in modo fondamentale la comprensione delle interazioni tra vento solare e magnetosfera e dei meccanismi del meteo spaziale, fornendo un supporto cruciale per migliorare l’accuratezza delle previsioni meteorologiche spaziali e garantire la sicurezza dello spazio circumterrestre.
“Smile farà luce sui misteri dello scudo magnetico terrestre”, ha affermato David Agnolon, responsabile del progetto Smile dell’ESA. “La missione è resa possibile grazie a una proficua collaborazione tra l’ESA e l’Accademia Cinese delle Scienze (CAS), con il contributo di partner provenienti da tutta Europa. È la prima volta che l’ESA e la Cina selezionano, progettano, implementano, lanciano e gestiscono congiuntamente una missione, e siamo tutti entusiasti delle importanti scoperte scientifiche che ci aspettiamo da Smile nei prossimi tre anni”, ha aggiunto in una nota diramata dall’Agenzia spaziale europea.

