Due piattaforme molto lontane che sono finite nel mirino della Commissione per motivi simili: possibili violazioni del Digital Service Act. L’esecutivo ha avviato un’indagine sulla tutela dei minori da parte dell’app americana di messaggistica Snapchat e dei siti pornografici PornHub, Stripchat, XNXX e XVideos.

Secondo la Commissione, Snapchat potrebbe aver violato il Digital Service Act (DSA) esponendo i minori a tentativi di adescamento e reclutamento a fini criminali, nonché a informazioni relative alla vendita di beni illegali, come le droghe, o sigarette elettroniche e alcolici, comunque prodotti il cui uso è sottoposto a limiti di età.

I siti del porno, invece, sono finiti sotto indagine dell’esecutivo europeo per non aver applicato misure efficaci per impedire ai minori di accedere ai propri servizi – è sufficiente cliccare “ho più di 18 anni” per entrare su Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos.

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“I bambini accedono a contenuti per adulti in età sempre più giovane e queste piattaforme devono mettere in atto misure solide, efficaci e volte a tutelare la privacy per impedire ai minori di accedere ai loro servizi” ha commentato Hanna Virkunnen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. Se l’indagine della Commissione dovesse accertare le mancate tutele per i minori, i siti del porno saranno costretti a pagare una multa non superiore al 6% del fatturato annuo mondiale complessivo. La Commissione potrebbe anche imporre sanzioni periodiche per obbligare le piattaforme a conformarsi.

Snapchat fa acqua da tutte le parti

Anche Snapchat è finita nel mirino della Commissione, che sospetta violazioni del DSA su cinque fronti.

Il primo riguarda la verifica dell’età, poiché l’applicazione si affida alla semplice autodichiarazione da parte dell’utente, il che non impedirebbe ai minori di 13 anni di accedere al servizio, né consentirebbe di verificare se gli utenti abbiano meno di 17 anni, soglia necessaria per garantire un’esperienza adatta all’età.

Un altro problema riguarda l’adescamento e il reclutamento per attività criminali alle quali i minori potrebbero essere esposti. Sono frequenti, infatti, i casi in cui adulti si fingono minorenni – semplicemente alterando l’età indicata al momento della registrazione – per chattare con minori.

Terza questione è il sistema “Trova amici”, in cui bambini e adolescenti vengono automaticamente suggeriti ad altri utenti, le notifiche push rimangono attive per default. Inoltre, al momento della registrazione non vengono fornite indicazioni adeguate sulle funzioni di privacy e sicurezza.

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La quarta area di indagine riguarda la diffusione di informazioni sulla vendita di prodotti vietati, come droghe, sigarette elettroniche e alcolici, che gli strumenti di moderazione della piattaforma non sembrano in grado di bloccare efficacemente.

Infine, i meccanismi di segnalazione dei contenuti illegali risulterebbero poco accessibili e poco intuitivi, con possibile ricorso a dark pattern, e senza che gli utenti vengano adeguatamente informati sulle possibilità di ricorso.

La Commissione procederà ora con un’indagine approfondita, raccogliendo ulteriori prove tramite richieste di informazioni a Snapchat, interviste e ispezioni. L’apertura del procedimento formale consentirà all’esecutivo europeo di adottare misure cautelari, emettere una decisione di non conformità e, nel caso, accettare impegni da parte di Snapchat per rimediare alle criticità riscontrate.

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