Il Consiglio dell’Ue e il Parlamento europeo hanno raggiunto nella notte un accordo politico sulla revisione delle norme europee per il materiale riproduttivo vegetale, ovvero i semi e gli altri materiali utilizzati per produrre nuove piante. Si tratta del primo aggiornamento sostanziale di un quadro normativo che risale agli anni Sessanta e che fino ad oggi era frammentato in una serie di direttive settoriali distinte.
Il nuovo regolamento unifica in un unico testo le norme finora sparse in direttive separate che riguardavano sementi di cereali, barbabietole, piante foraggere, piante oleaginose e tessili, piante da frutto, materiale per la propagazione della vite, patate da seme, sementi orticole e materiale di propagazione delle orticole. L’obiettivo dichiarato è quello di dare maggiore chiarezza giuridica sia agli operatori del settore che alle autorità pubbliche, riducendo la complessità di un sistema che nel corso dei decenni si era stratificato in modo disomogeneo.
Sul piano sostanziale, l’accordo mantiene il sistema esistente per l’immissione sul mercato dei prodotti riproduttivi vegetali, che prevede la valutazione e la registrazione delle nuove varietà e un sistema di certificazione per garantire la qualità. A questo si aggiungono nuove deroghe pensate per facilitare l’accesso al mercato a produttori di dimensioni minori e per ampliare la disponibilità di prodotti più diversificati, in particolare per gli utenti non professionali, per scopi di conservazione e per soddisfare esigenze locali specifiche.
Il testo introduce anche misure per incentivare l’adozione delle tecnologie digitali nel settore e promuovere l’innovazione, con l’obiettivo di trasformare il comparto del materiale riproduttivo in un settore più orientato al futuro. Un altro asse riguarda il rafforzamento della conservazione delle risorse genetiche vegetali, attraverso una maggiore disponibilità di materiali geneticamente diversificati, con ricadute attese sulla resilienza delle colture rispetto ai cambiamenti climatici e alle nuove pressioni di parassiti e malattie.
Il commissario europeo per la Salute e il Benessere degli animali, Olivér Várhelyi, ha commentato l’accordo sottolineando che i semi sono “il cuore dell’agricoltura” e che le nuove norme “riflettono le realtà moderne, rispettando al contempo la necessità di conservare le risorse genetiche vegetali.”
L’accordo politico deve ora essere formalmente adottato da Consiglio e Parlamento. Una volta entrato in vigore il nuovo regolamento, i produttori e le autorità avranno quattro anni di tempo per adeguarsi alle nuove regole.

