Per salvaguardare il suo ruolo al centro del sistema finanziario, la Banca centrale europea (BCE) dovrebbe adottare la tecnologia blockchain. È il consiglio dato dall’economista tedesca e membro del Consiglio direttivo della BCE, Isabel Schnabel, che parlando il 28 agosto al Simposio di politica economica di Jackson Hole (Stati Uniti) sul tema “Innovazione finanziaria: implicazioni per i pagamenti e le politiche” si è detta convinta che tale cambiamento potrebbe sostenere la BCE a rispondere in modo più rapido alle tensioni del mercato.
Negli ultimi anni si è assistito a una forte crescita dell’impiego della tecnologia blockchain e, più in generale, dei registri digitali distribuiti (DLT) nel settore finanziario, soprattutto per l’emissione, la negoziazione e il regolamento di attività tokenizzate. In Europa, secondo dati citati dalla BCE, dal 2021 sono stati emessi quasi 4 miliardi di euro di strumenti a reddito fisso basati su DLT, comprese le prime emissioni di debito sovrano digitale da parte di Stati membri. Nel solo programma sperimentale condotto dall’Eurosistema nel 2024, operatori di nove Paesi hanno effettuato transazioni per circa 1,6 miliardi di euro, alcune delle quali regolate realmente in moneta di banca centrale.
Il fenomeno resta ancora limitato rispetto alle dimensioni complessive dei mercati finanziari, ma sta rapidamente passando dalla fase sperimentale a quella operativa. La Banca dei regolamenti internazionali stimava nel 2025 in circa 8 miliardi di dollari le emissioni complessive di obbligazioni governative tokenizzate a livello mondiale. Negli Stati Uniti, nel luglio 2026 la Depository Trust & Clearing Corporation (DTCC), che gestisce una parte centrale dell’infrastruttura dei mercati finanziari americani, ha per la prima volta utilizzato titoli tokenizzati in vere transazioni di mercato, in vista del lancio commerciale del proprio servizio di tokenizzazione previsto per ottobre.
Con Appia, la BCE accelera la tokenizzazione finanziaria europea
In questo contesto, secondo Schnabel, le banche centrali non dovrebbero quindi limitarsi a collegare le infrastrutture tradizionali ai nuovi mercati tokenizzati, ma dovrebbero progressivamente portare la stessa moneta di banca centrale “on-chain”, rendendo le riserve bancarie un asset programmabile sulle piattaforme DLT.
“Per trarne tutti i benefici, anche le banche centrali devono passare alla tecnologia on-chain”, ha affermato l’economista tedesca. “Ciò significa trasferire la moneta delle banche centrali nell’ambiente tokenizzato e modernizzare gli strumenti di attuazione delle politiche”, ha aggiunto.
Secondo Schnabel ciò consentirebbe di preservare il ruolo della moneta della banca centrale, piuttosto che delle alternative private come le stablecoin, ovvero token ancorati a valute tradizionali come il dollaro, sempre più utilizzati per regolare le transazioni.
Citando ricerche recenti, Schnabel ha affermato che la capacità di programmare transazioni su reti blockchain potrebbe rendere le banche centrali più agili nel fornire liquidità. Ad esempio, potrebbero applicare tassi di interesse differenziati o automatizzare i requisiti di garanzia, ha affermato.
Per l’economista tedesca tale passo avanti potrebbe essere realizzato attraverso un registro unico europeo sul quale vengano regolati i fondi delle banche centrali e quelli privati, nonché le attività finanziarie, citando come esempio il Progetto Hangang della Corea del Sud. In alternativa, è possibile collegare più registri e consentire loro di comunicare ed elaborare transazioni tra piattaforme diverse.
La BCE è già da tempo al lavoro per integrare la tecnologia blockchain nel suo sistema di pagamento, articolando la propria strategia sulla finanza tokenizzata su due livelli lanciando le iniziative Pontes e Appia. Annunciato nel luglio 2025 dalla BCE e parzialmente operativo già da questo mese Pontes rappresenta la soluzione di breve periodo. Il suo obiettivo sarà quello di collegare le piattaforme DLT utilizzate dagli operatori finanziari ai servizi TARGET dell’Eurosistema, consentendo di regolare transazioni su asset tokenizzati in moneta di banca centrale. Il progetto più ampio è invece Appia annunciato lo scorso 11 marzo e che si pone come vera e propria iniziativa strategica mirata a costruire entro il 2028 l’architettura di un futuro ecosistema finanziario europeo basato sulla tokenizzazione e sulla DLT, mentre i tempi della successiva implementazione restano ancora da stabilire.

