La Trump Organization ha diffuso il primo rendering ufficiale della Trump Tower Tbilisi, un grattacielo multifunzionale di 70 piani progettato per diventare l’edificio più alto della Georgia e dell’intera regione del Caucaso.

L’annuncio è arrivato lunedì tramite un post su X di Eric Trump, vicepresidente esecutivo della Trump Organization. Nel post, Eric Trump ha scritto: “Sono entusiasta di condividere il rendering ufficiale della Trump Tower Tbilisi. Grazie alla sua posizione privilegiata, nel cuore di Tbilisi, questa torre diventerà rapidamente un simbolo della città come edificio più alto della Georgia. Questo è il nostro primo progetto nella regione e siamo felicissimi di realizzarlo!”.

Il grattacielo, progettato dallo studio internazionale di architettura Gensler, sarà il fulcro del progetto “Tbilisi Downtown”, dal valore di 2 miliardi di dollari. Sorgerà affacciandosi sul Central Park della città e includerà residenze di lusso, negozi di fascia alta, ristorazione di livello internazionale, uffici e servizi lifestyle all’interno di un complesso composto da sei edifici. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Trump Organization (che concede il proprio marchio), gli sviluppatori georgiani Archi Group, Biograpi Living, Blox Group e Finvest Georgia, oltre alla newyorkese Sapir Organization.

Eric Trump ha sottolineato l’importanza del progetto, dichiarando in precedenti commenti che porterà “questo standard di eccellenza riconosciuto a livello globale in Georgia” e rifletterà “i più elevati standard qualitativi” della Trump Organization.

Il governo filorusso della Georgia

L’annuncio arriva nel pieno della crisi politica georgiana sotto il partito di governo monocolore di Sogno Georgiano, accusato diffusamente di allineamento filorusso.

Sogno Georgiano, fondato dal miliardario Bidzina Ivanishvili – ex primo ministro con profondi legami economici con la Russia risalenti agli anni Novanta – è al potere dal 2012. Dopo le controverse elezioni parlamentari dell’ottobre 2024, il Paese ha assistito a proteste continue fino al 2026 per presunti brogli elettorali, per l’approvazione di una legge sugli “agenti stranieri” modellata sulla normativa russa, per il deterioramento democratico e per il percepito allontanamento dall’integrazione europea.

I critici – tra cui opposizione, funzionari dell’Unione europea e analisti occidentali – descrivono il governo, attualmente guidato dal primo ministro Irakli Kobakhidze, come sempre più autoritario e vicino alla Russia.

Ivanishvili resta il leader de facto del partito ed è soggetto a sanzioni statunitensi. Il governo nega di essere “filorusso”, sostenendo invece di appoggiare l’adesione all’Unione “alle condizioni della Georgia”, pur dando priorità alla “normalizzazione” dei rapporti con Mosca ed evitando il coinvolgimento nel conflitto tra Russia e Ucraina. I rapporti con l’Occidente si sono deteriorati, mentre le proteste descrivono il regime come “sostenuto dalla Russia” e chiedono nuove elezioni e la liberazione dei prigionieri politici.

Alcuni osservatori interpretano l’accordo per la Trump Tower come un tentativo di sviluppatori legati a Sogno Georgiano di ingraziarsi l’amministrazione Trump in un momento di tensioni tra Stati Uniti e Georgia.

Gli affari immobiliari della famiglia Trump nell’Europa orientale: tra ambizioni e fallimenti

Questo rappresenta il primo progetto attivo a marchio Trump nella regione. La famiglia Trump persegue da tempo opportunità negli ex Stati sovietici e nell’Europa orientale, spesso con risultati controversi e partner discussi.

Gli interessi immobiliari della famiglia Trump nell’Europa orientale si sono concentrati su progetti di lusso ad alta visibilità, spesso intrecciando ambizioni economiche e considerazioni geopolitiche.

Il caso più noto ha riguardato Jared Kushner e la sua società Affinity Partners, impegnata in un progetto da 500 milioni di dollari a marchio Trump a Belgrado, finalizzato alla riqualificazione dell’ex quartier generale dello Stato Maggiore dell’esercito jugoslavo – bombardato dalla NATO nel 1999 – in hotel di lusso, appartamenti e strutture culturali. Il piano, che prevedeva una concessione a lungo termine da parte del governo serbo, ha suscitato forti polemiche per le sensibilità storiche coinvolte, per accuse di corruzione e per irregolarità procedurali, portando a proteste, incriminazioni di funzionari serbi e all’abbandono del progetto nel dicembre 2025.

Oltre alla Serbia, la famiglia Trump – in particolare Ivanka Trump e Jared Kushner – è stata associata ad ambizioni immobiliari in Albania, inclusi piani per trasformare l’ex isola militare di Isola di Sazan in un resort ultra-lusso e possibili sviluppi nella penisola di Zvërnec.

Sebbene alcuni di questi progetti balcanici siano ancora in fase di discussione o agli inizi, il fallimento del progetto di Belgrado evidenzia le difficoltà di intrecciare gli interessi economici della famiglia Trump con contesti politicamente e storicamente sensibili nella regione.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

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