La Commissione europea ha pubblicato il 5 ottobre, in occasione della Giornata mondiale degli insegnanti, la prima analisi a livello Ue dei risultati dell’indagine Pisa 2025 dell’Ocse. Il documento, intitolato “EU PISA 2025: First results – European Education Policy Brief”, rileva che nell’Unione il 33,9% degli studenti non raggiunge il livello minimo di competenza in matematica, il 31,3% in lettura e il 25,9% in scienze. L’UE si allontana quindi dall’obiettivo fissato per il 2030, che stabilisce una quota di studenti con risultati insufficienti inferiore al 15% in ciascuna delle tre materie.
L’analisi precede il pacchetto sull’istruzione che la Commissione presenterà a novembre, attraverso il quale intende proporre misure per aiutare gli Stati membri a invertire la tendenza e adattare i sistemi scolastici all’era dell’intelligenza artificiale. La vicepresidente esecutiva responsabile di diritti sociali e competenze, Roxana Mînzatu, ha sottolineato che gli insegnanti hanno bisogno di “tempo, formazione e risorse” per svolgere il proprio lavoro e che il pacchetto avrà l’obiettivo di sostenere i paesi nel rafforzamento delle competenze di base.
Anche i dati sull’eccellenza mostrano un peggioramento in tutte e tre le materie. Gli studenti che raggiungono i livelli più alti sono il 4,8% in lettura, il 6,4% in scienze e il 6,8% in matematica, a fronte di un obiettivo UE per il 2030 di almeno il 12% in ciascun ambito. Nessun paese dell’Unione raggiunge il traguardo in lettura o in scienze, mentre soltanto due lo raggiungono in matematica. Dal 2015 la percentuale di studenti eccellenti è diminuita in tutti i domini, mentre l’insufficienza è aumentata in maniera significativa soprattutto in matematica e lettura. Il rapporto evidenzia inoltre come l’Ue continui a essere indietro rispetto ad altre economie avanzate.
Restano marcate le differenze legate al contesto socioeconomico. Gli studenti svantaggiati hanno una probabilità circa quattro volte superiore di ottenere risultati insufficienti in scienze rispetto a quelli avvantaggiati, mentre questi ultimi hanno una probabilità circa otto volte maggiore di rientrare tra gli studenti migliori. La Commissione rileva tuttavia che i paesi con i risultati complessivamente più elevati in scienze tendono a unire buone performance a livelli più contenuti di disuguaglianza.
Fattori associati ai risultati più bassi
Il documento prende in esame quattro fattori associati a risultati più deboli, precisando che i dati Pisa non permettono di stabilire un rapporto di causalità. Il primo riguarda la distrazione digitale: un terzo degli studenti dell’Ue afferma di essere spesso distratto dagli strumenti digitali durante le lezioni. Il secondo è legato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che può favorire l’apprendimento quando incoraggia il lavoro intellettuale ma, se impiegata per evitare lo sforzo, può avere effetti sullo sviluppo cognitivo e sul pensiero critico. Un terzo degli studenti dichiara di utilizzarla frequentemente per riassumere i testi da leggere.
Gli altri due fattori riguardano il coinvolgimento dei genitori e la carenza di insegnanti. La percentuale di genitori interessati a ciò che i figli studiano a scuola è passata dal 66% del 2022 al 57% del 2025. Quattro studenti su dieci frequentano inoltre scuole che registrano gravi carenze di personale docente, una situazione che, secondo la Commissione, rischia di compromettere la qualità e la continuità dell’insegnamento.
Il quadro per l’Italia
L’Italia è indicata dalla Commissione, insieme a Estonia, Irlanda, Polonia e Slovacchia, tra i Paesi che dimostrano come sia possibile migliorare i risultati. I risultati nazionali diffusi dal ministero dell’Istruzione e del Merito collocano gli studenti italiani a 483 punti in scienze, contro una media Ocse di 482, a 474 in lettura, contro 461, e a 468 in matematica, contro 463. In un quadro in cui le medie Ocse sono scese ai livelli più bassi della serie, l’Invalsi rileva per l’Italia una sostanziale stabilità rispetto al 2022.
Permangono però forti divari interni. Tra il quarto socioeconomicamente più avvantaggiato e quello più svantaggiato la differenza è di circa 80 punti in scienze e 79 in lettura e matematica, mentre le aree del Nord Ovest e del Nord Est registrano risultati superiori rispetto a Sud e Isole. Gli studenti ai livelli più alti sono circa il 4% in scienze e il 4% in lettura, contro il 7% e il 6% della media Ocse, mentre in matematica sono il 7% rispetto all’8%, secondo l’analisi di Agenda Digitale.

