Questa è la terza lezione del secondo modulo del corso di formazione per insegnanti “EUPress”, che tratta il tema “Le Politiche europee sull’economia e la società digitale”.
L’obiettivo di questa lezione è esaminare le strategie di cybersicurezza e le politiche di inclusione digitale dell’Unione Europea.
Mentre l’Europa accelera la trasformazione digitale, due sfide fondamentali rimangono al centro della sua visione di una società digitale: la cybersicurezza e l’inclusione digitale.
Un’UE più connessa non solo offre opportunità, ma comporta anche maggiori rischi. Nel frattempo, milioni di persone non hanno ancora accesso o le competenze necessarie per beneficiare delle tecnologie digitali. L’Unione europea sta intervenendo con due strategie per costruire un mondo digitale sicuro, aperto e inclusivo per tutti.
Rafforzare la sicurezza informatica: la fiducia come fondamento della vita digitale
Il passaggio al lavoro a distanza, all’e-commerce e ai servizi online ha accentuato la dipendenza dalle infrastrutture digitali, mettendone a nudo le vulnerabilità. Gli attacchi informatici non prendono più di mira solo i singoli individui; possono paralizzare gli ospedali, interrompere le catene di approvvigionamento e penetrare nelle istituzioni pubbliche.
La Strategia UE per la cibersicurezza mira a garantire che cittadini e imprese possano godere appieno dei vantaggi della digitalizzazione senza timori. I suoi tre pilastri principali sono:
- Resilienza, sovranità tecnologica e leadership – Potenziare la capacità dell’UE di individuare e rispondere alle minacce informatiche
- Prontezza operativa – Rafforzare la cooperazione tra le unità informatiche nazionali e a livello UE
- Cooperazione globale – Promuovere un cyberspazio sicuro e aperto, basato sul diritto internazionale e sui valori democratici
Queste iniziative sono sostenute dal programma Europa digitale, che destina finanziamenti significativi alla formazione, alle infrastrutture e al coordinamento in materia di cybersicurezza. Una nuova politica dell’UE sulla cyberdifesa, elaborata congiuntamente dalla Commissione europea e dall’Alto rappresentante, rafforza la collaborazione transfrontaliera, riconoscendo che le minacce digitali sono per loro natura globali.
Colmare il divario digitale: inclusione per tutte le età, abilità e lingue
L’inclusione digitale è l’impegno dell’UE a garantire che tutti possano beneficiare delle nuove tecnologie e dei servizi online, indipendentemente dal reddito, dalla disabilità, dalla posizione geografica o dal livello di istruzione.
Alcuni ostacoli includono:
- Mancanza di dispositivi accessibili o di connessione internet ad alta velocità
- Competenze digitali limitate, soprattutto tra gli anziani
- Difficoltà di accessibilità per le persone con disabilità
- La diversità linguistica dell’UE, con 24 lingue ufficiali e oltre 60 lingue regionali o minoritarie
Per affrontare questi problemi, l’UE ha lanciato:
- Iniziative TIC accessibili – per rendere disponibili a tutti strumenti e servizi digitali
- Tecnologie assistive – a supporto delle persone con disabilità, dal riconoscimento vocale ai lettori di schermo
- Programmi di competenze digitali – per dare ai cittadini gli strumenti necessari a prevenire l’esclusione sociale o professionale
- Servizi digitali multilingue – con un investimento di oltre 200 milioni di euro, incluso il servizio di traduzione multilingue in tempo reale del Connecting Europe Facility
- servizio di traduzione multilingue in tempo reale
Un decennio digitale basato su diritti e responsabilità
Che si tratti di proteggere dagli attacchi informatici o di promuovere l’accesso all’istruzione e al lavoro, l’approccio dell’UE si fonda in definitiva sulla fiducia. Mira a costruire una società digitale in cui le persone si sentano sicure e in cui nessuno venga lasciato indietro.
“Mentre l’Europa si digitalizza, deve farlo in modo equo”, conclude la lezione, a ricordare che il futuro del decennio digitale non si misurerà solo in termini di velocità o portata, ma in base a quanto sarà equo e sicuro per tutti gli europei.

