L’ondata di calore che ha investito gran parte dell’Europa tra il 22 e il 28 giugno avrebbe provocato oltre 10.000 morti in eccesso. È quanto emerge dai dati di EuroMOMO, la rete europea di monitoraggio della mortalità, riportati dal quotidiano spagnolo Ara. Secondo le rilevazioni, proprio nei giorni in cui le temperature hanno raggiunto livelli eccezionali si è registrato un incremento significativo dei decessi rispetto a quelli normalmente attesi nello stesso periodo dell’anno.

Il dato è particolarmente rilevante perché mostra l’impatto sanitario delle ondate di calore, fenomeni sempre più frequenti e intensi in Europa. La mortalità in eccesso misura infatti il numero di decessi registrati oltre la media stagionale e rappresenta uno degli indicatori utilizzati dagli epidemiologi per valutare gli effetti di eventi eccezionali sulla popolazione. Secondo quanto riportato, oltre 9.000 delle circa 10.500 morti in eccesso hanno riguardato persone con più di 65 anni, confermando come gli anziani siano la categoria più esposta agli effetti delle temperature estreme.

L’aumento della mortalità coincide con una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni, che ha interessato gran parte dell’Europa occidentale. In diversi Paesi le temperature hanno superato abbondantemente i 40 gradi, mentre anche le minime notturne sono rimaste particolarmente elevate, rendendo più difficile per l’organismo recuperare dallo stress termico. Secondo la ricostruzione di Ara, proprio questa combinazione di caldo persistente e notti tropicali ha contribuito ad aggravare le condizioni di salute delle persone più fragili.

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EuroMOMO monitora l’impatto sulla salute

I dati pubblicati da EuroMOMO non attribuiscono direttamente ogni singolo decesso al caldo, ma evidenziano un aumento anomalo della mortalità rispetto ai valori normalmente attesi. Questo metodo permette di valutare l’impatto complessivo di eventi come le ondate di calore, che spesso aggravano patologie cardiovascolari, respiratorie o croniche senza essere indicate come causa diretta della morte.

L’articolo sottolinea inoltre che l’incremento dei decessi si è verificato proprio nella settimana in cui gran parte dell’Europa è stata interessata dall’ondata di caldo, rafforzando il legame tra l’evento meteorologico e l’aumento della mortalità. Le autorità sanitarie di diversi Paesi avevano già attivato piani di emergenza per proteggere la popolazione più vulnerabile, invitando i cittadini a limitare gli spostamenti nelle ore più calde e a prestare particolare attenzione agli anziani.

I dati rilanciano il dibattito sulle capacità dell’Europa di adattarsi agli effetti del cambiamento climatico. L’invecchiamento della popolazione europea rende infatti sempre più urgente rafforzare le strategie di prevenzione, dalla diffusione dei sistemi di allerta ai piani sanitari per affrontare le ondate di calore, che secondo gli esperti potrebbero diventare sempre più frequenti nei prossimi anni.

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