Serhii Kuznietsov, l’ex ufficiale ucraino a processo ad Amburgo per il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, sarebbe stato sotto il “comando diretto” dell’esercito ucraino, secondo le dichiarazioni giurate dei suoi superiori presentate a un tribunale tedesco martedì riportate dal Financial Times. La notizia arriva nel giorno in cui il tribunale tedesco ha respinto la richiesta della difesa di chiudere il procedimento.
Il processo è iniziato il 14 ottobre davanti alla Corte d’appello anseatica di Amburgo. Kuznietsov, 50 anni, è accusato di aver causato un’esplosione, danneggiato beni, interrotto un servizio pubblico e di concorso in crimini di guerra per l’attacco a infrastrutture civili. Secondo l’accusa guidava il gruppo che nel settembre 2022 piazzò gli ordigni sui gasdotti Nord Stream 1 e 2 vicino all’isola danese di Bornholm. L’imputato nega ogni addebito.
La procura federale tedesca aveva già sostenuto, nell’atto d’accusa presentato a luglio, che Kuznietsov elaborò il piano insieme ad altri militari e su incarico di autorità statali ucraine. L’uomo era stato arrestato in Italia nell’agosto 2025, a Rimini, ed estradato in Germania a novembre.
Martedì 27 ottobre la corte ha respinto la richiesta di porre fine al processo. I legali sostenevano che Kuznietsov fosse ancora un militare in servizio e quindi vincolato dalla legge ucraina al segreto per ragioni di sicurezza nazionale, e che secondo il diritto tedesco chi non può parlare non può essere condannato. Il presidente del collegio ha risposto che l’imputato ha il diritto di difendersi liberamente e che la possibilità di testimoniare in un tribunale tedesco non può essere limitata dalle norme di servizio di un altro Stato. Le autorità ucraine hanno confermato che Kuznietsov era un soldato ucraino.
Kiev ha sempre negato qualsiasi responsabilità e il presidente Volodymyr Zelensky ha smentito il coinvolgimento del suo governo. Alcuni media hanno attribuito la supervisione dell’operazione all’allora capo dell’esercito Valerii Zaluzhnyi, all’insaputa di Zelensky. La difesa sostiene che i gasdotti fossero un obiettivo legittimo.
Il procedimento dovrebbe proseguire fino a febbraio 2027. Un secondo cittadino ucraino è stato arrestato in Croazia: le autorità croate hanno autorizzato l’estradizione verso la Germania, ma il suo legale ha annunciato un possibile ricorso.

