L’ex giudice della Corte penale internazionale Navanethem “Navi” Pillay è stata insignita del Premio Nobel per la Pace 2026 “per il suo impegno nella promozione della pace e del diritto internazionale”. Ad annunciarlo è stato il Comitato norvegese per il Premio Nobel con sede che nelle sue motivazioni ha affermato che “il vincitore di quest’anno ha svolto un ruolo determinante nel garantire che i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio vengano perseguiti”.
Il premio Nobel per la pace è il quinto assegnato questa settimana, dopo quelli per la letteratura, la chimica, la fisica e la medicina. La leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado lo ha vinto nel 2025. Il Premio Nobel per la Pace, del valore di 12 milioni di corone svedesi, pari a circa 1,2 milioni di dollari, sarà assegnato a Oslo il 10 dicembre, anniversario della morte dell’industriale svedese Alfred Nobel, fondatore del premio nel suo testamento del 1895.
Ex giudice della Corte penale internazionale, Navi Pillay ha supervisionato un rapporto delle Nazioni Unite in cui si concludeva che Israele aveva commesso un genocidio a Gaza. “Il sistema del diritto internazionale è sottoposto a una pressione enorme e le sue istituzioni sono sotto attacco”, si legge nel comunicato del Comitato norvegese per il Nobel. “Assistiamo a una deriva verso la politica di potenza a scapito dei quadri giuridici e del rispetto globale per la legge e la giustizia. Ogni volta che la forza prevale sul diritto, mina la stabilità, la fiducia e la coesistenza pacifica”.
Con l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace di quest’anno, il Comitato norvegese per il Nobel ha affermato di voler “ricordare al mondo che lo stato di diritto – nazionale e internazionale – è alla base del sistema che abbiamo creato per garantire la pace e risolvere i conflitti in modo non violento. La pace richiede giustizia”. Nella nota, il Comitato ha sottolineato che “la storia ha dimostrato che un mondo che opera senza lo stato di diritto è ingiusto, imprudente e disumano”, osservando che i giudici, ovvero “coloro che custodiscono la sottile linea rossa tra ordine e caos”, meritano “quindi la nostra massima lode”. Ma oggi, prosegue, “mentre questi stessi giudici vengono sanzionati e le loro istituzioni attaccate, abbiamo bisogno di persone coraggiose, lungimiranti e determinate – qualità che Navi Pillay dimostra nel suo lavoro in magistratura”.

