“C’è una disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti dell’Unione europea”: è questa la denuncia lanciata nel suo intervento dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia organizzata il 15 dicembre Farnesina. Un intervento che arriva pochi giorni dopo la pubblicazione della controversa Strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dopo una serie di dichiarazioni del presidente Donald Trump apertamente ostili all’Unione europea e ai suoi leader.

“Appare, a dir poco, singolare”, osserva il capo dello Stato, “che, mentre si affacciano, in ambito internazionale, esperienze dirette a unire Stati e a coordinarne le aspirazioni e le attività, si assista a una disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti della Unione europea, alterando la verità e presentandola anziché come una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e per i diritti, sviluppatasi anche con la condivisione e con l’apprezzamento dell’intero Occidente, come una organizzazione oppressiva se non addirittura nemica della libertà”.

La Commissione UE respinge le accuse di Trump: “Siamo orgogliosi dei nostri leader e della nostra unità”

La Commissione europea ha risposto alle nuove e dure critiche rivolte all’Europa dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che, dopo le accuse contro l’UE inserite nella nuova Strategia sulla sicurezza nazionale pubblicata lo scorso 4 dicembre, ha definito l’Unione …

Nel suo discorso – pronunciato a pochi giorni dal cruciale Consiglio europeo del 18 dicembre – il presidente ha poi compiuto una riflessione più ampia sulla fase storica attraversata dalla comunità internazionale, che Mattarella definisce senza esitazioni una stagione di “poli-crisi”. “Il mondo contemporaneo è attraversato da molteplici crisi che si sovrappongono l’un l’altra e si alimentano a vicenda”, ha sottolineato Mattarella, osservando come ciò stia combinando scelte politiche consapevoli e fattori solo apparentemente esogeni, “come le emergenze climatiche e sanitarie, che spesso sono “effetti collaterali delle stesse attività umane”.

In questo quadro, per il presidente della Repubblica, si collocano i principali focolai di tensione globale: l’aggressione russa contro l’Ucraina, che continua a produrre “vittime e immani distruzioni” e mira a “infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa”; la tragedia di Gaza, con “il suo carico di sofferenza civile e il persistente alto rischio di escalation”; le instabilità del Sahel e del Corno d’Africa; le crescenti frizioni in Asia orientale; fino alle tensioni in America Latina e nei Caraibi, segnate dal riaffacciarsi di una logica riconducibile alla dottrina Monroe.

Crisi che, ha avvertito Mattarella, sono aggravate da fenomeni trasversali come il cambiamento climatico, le disuguaglianze economiche, le crisi energetiche e il riaffiorare di radicalismi ed estremismi. A tutto questo si aggiunge una dimensione nuova e insidiosa: quella dei conflitti informativi e ibridi. “Una condizione”, ha sottolineato, “che viene alimentata da flussi informativi manipolativi che, nell’ambito di conflitti ibridi condotti con vari strumenti ostili, congiungono fronte interno e fronte esterno”.

Il presidente ha poi messo in guardia dall’emergere di “inediti ma opachi centri di potere”, sottratti “alla capacità normativa e giurisdizionale degli Stati sovrani e degli organismi sovranazionali”, capaci di esercitare una vasta influenza sui cittadini e, di riflesso, sulle scelte politiche nazionali e internazionali. Un fenomeno che interpella direttamente anche la diplomazia, chiamata – insieme alle altre articolazioni dello Stato – a contribuire “alla salvaguardia del sistema di libertà e democrazia della Repubblica”.

Mattarella lancia un monito sul ritardo nella difesa comune UE

“La mancata realizzazione della Difesa comune europea… manifesta oggi tutte le drammatiche conseguenze dell’inazione nel processo d’integrazione”: questo il monito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento al 21° Foro di Dialogo Italia-Spagna, che si è tenuto il …

In questo contesto torna centrale il ruolo delle istituzioni multilaterali e dell’Unione europea, indicate da Mattarella come luoghi essenziali di condivisione dei valori e di difesa dei diritti. La tentazione della frammentazione, ha fatto presente Mattarella, si accompagna al ritorno di una visione delle relazioni internazionali “a somma zero”, in cui “se qualcuno ci guadagna significa che qualcun altro ci perde”, in aperto contrasto con la logica cooperativa che ha consentito decenni di sviluppo e stabilità.

Nell’intervento di Mattarella, non è mancato un richiamo severo a chi oggi mette in discussione il diritto internazionale e il funzionamento delle Corti. Il presidente ha, infatti, denunciato come “pretese di un mondo volto pericolosamente indietro, al peggiore passato” i tentativi di punire giudici internazionali per aver indagato su crimini di guerra e violazioni dei diritti umani, ricordando che la pace, dopo la Seconda guerra mondiale, fu concepita come “un’architettura politica complessa, giuridica, morale che va realizzata giorno per giorno”.

In questa fase, ha insistito il capo dello Stato agli ambasciatori, la diplomazia non è affatto una funzione residuale o notarile. “Non è così”, ha affermato Mattarella, respingendo l’idea che essa si limiti a certificare rapporti di forza. Al contrario, ha aggiunto, serve oggi “una diplomazia competente e ben formata, capace di comprendere e gestire questa complessità”, in grado di colmare “il preoccupante deficit di fiducia reciproca tra gli Stati” e di affermare “i principi irrinunciabili della legalità internazionale”.

Mattarella al Bundestag: “Non lasciamo che il sogno europeo venga lacerato da epigoni di tempi bui”

Non lasciare che il sogno europeo “venga lacerato da epigoni di tempi bui”. È questo l’appello lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso al Bundestag tedesco in occasione del Volkstrauertag, il Giorno del lutto nazionale tedesco.
Nel suo …

Una diplomazia che per il presidente della Repubblica, deve diventare nell’epoca delle poli-crisi “poli-diplomazia”, come suggerisce anche la recente riforma della Farnesina, chiamata a promuovere gli interessi nazionali con una visione integrata. Un compito reso ancora più urgente dall’esistenza, ha poi aggiunto Mattarella, di un’”operazione, diretta contro il campo occidentale”, che mira ad “allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni”. Di fronte a questo scenario, ha inoltre osservato “non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori”.

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