Il prossimo Consiglio europeo a Bruxelles sarà decisivo per la sicurezza e il ruolo dell’Europa nel mondo. I capi di stato e di governo dei paesi membri devono mostrare se l’Unione Europea prenderà la via dell’unità e della rilevanza internazionale o della divisione e del vassallaggio.

Il punto più importante e divisivo della riunione sarà la decisione sull’utilizzo dei fondi russi congelati, già rimandata varie volte. La settimana scorsa l’UE ha deciso a maggioranza qualificata – con il voto contrario di Ungheria e Slovacchia, che hanno già minacciato di impugnare le basi legali della decisione proposte dalla Commissione (cioè l’art. 122 che permette di aggirare l’unanimità con la maggioranza qualificata) – di congelarli a tempo indeterminato e non più per 6 mesi, da rinnovare ogni volta all’unanimità. Era un passo necessario, ma non sufficiente, per poterne decidere l’utilizzo come garanzia per un prestito all’Ucraina o per un debito pubblico europeo, i cui proventi andrebbero a finanziare l’Ucraina per i prossimi 2 anni. La settimana scorsa Belgio, Bulgaria, Italia e Malta hanno votato a favore del congelamento, ma segnalando che ciò non pregiudicava la decisione sull’utilizzo. A testimonianza delle divisioni ancora presenti.

I Paesi UE approvano il blocco a tempo indeterminato degli asset russi. Quattro Stati, tra cui l’Italia, chiedono una decisione politica sul loro utilizzo

I Paesi UE hanno votato in modo favorevole al blocco indeterminato degli asset russi detenuti in Europa, evitando in questo modo che la procedura per immobilizzare i beni congelati venga ripetuta ogni sei mesi. Il voto ha …

Tale decisione è fondamentale. Di fatto da essa dipende in larga misura il destino dell’Ucraina. Avendo gli USA tagliato ogni aiuto all’Ucraina, questa rischia di rimanere senza fondi fra pochi mesi, se l’UE non garantirà un sostegno significativo. Questa è l’ultima occasione per il Consiglio Europeo di decidere e dare il tempo alla Commissione di emettere gli Eurobonds per finanziare l’Ucraina per i prossimi 2 anni usando i fondi russi congelati. Tale scelta darebbe il messaggio alla Russia che gli europei saranno davvero accanto dell’Ucraina per tutto il tempo che serve. Cioè che la Russia – il cui PIL è inferiore a quello dell’Italia – non può vincere questa guerra e dunque le conviene iniziare finalmente a trattare, a negoziare davvero per una pace giusta.

La maggior parte dei fondi congelati sono in Belgio, che chiede una responsabilità in solido degli altri Stati membri, in caso di cause legali, se mai si dovesse giungere a dover restituire tali fondi. Alcuni Paesi sembrano restii a questa condivisione del rischio – e quindi della sovranità – che pure è logica rispetto a una decisione comune sull’utilizzo di tali fondi. I Paesi più indebitati, come l’Italia, hanno paura a rilasciare tale garanzia, sebbene al momento non prevederebbe alcun esborso, essendo del tutto ipotetica e collegato all’eventuale esito negativo di cause legati ancora inesistenti.

Meloni non capisce che l’interesse nazionale italiano è l’Europa

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, continua a proporre una retorica nazionalista accanto a una politica pragmatica, ma senza avere una visione e una proposta efficaci, che possano permetterle di capitalizzare la stabilità politica italiana assumendo un ruolo di leadership …

L’alternativa è che i governi nazionali ancora una volta non trovino un accordo e non permettano all’UE di agire come soggetto unitario. Senza un aiuto sufficiente dall’UE, l’Ucraina sarebbe costretta a cedere ai diktat di Putin e di Trump. Sarebbe un segnale devastante all’indomani della National Security Strategy Americana che individua nell’UE e nella Cina i rivali, mentre la Russia viene vista sostanzialmente come un partner degli Stati Uniti, mentre la NATO viene messa da parte. Se cade l’Ucraina si rafforzerà la volontà di Putin di ricostruire l’ex impero sovietico, mettendo a rischio altri Paesi, come i baltici, che fanno parte dell’UE e della NATO. Dunque la riunione sarà decisiva per il futuro della pace e della stabilità in Europa.

L’altro aspetto decisivo riguarda i temi geoeconomici e in particolare la possibilità che l’UE concluda gli accordi commerciali con il Mercosur e con l’India, cioè con due grandi mercati in ascesa. Di fronte ai dazi di Trump e alle restrizioni mirate della Cina, per l’UE è essenziale stringere questi accordi per garantire mercati al nostro apparato produttivo.

Due accordi commerciali, una scadenza: la corsa di Bruxelles di fine anno ad alto rischio

Il tempo stringe a Bruxelles. Entro la fine dell’anno, la Commissione europea vuole chiudere due negoziati commerciali di lunga durata – con il blocco sudamericano del Mercosur e con l’India – accordi che potrebbero contribuire a consolidare, o a destabilizzare, …

Eppure ci sono resistenze corporative, in particolare dagli agricoltori, nonostante che questi accordi prevedano meccanismi di salvaguardia, come la sospensione del libero scambio sull’agricoltura se le importazioni europee superassero una certa soglia per tutta una serie di beni. Senza questi accordi staremo tutti peggio, consumatori e produttori. Mentre il commercio internazionale rallenta a causa delle politiche americane e cinesi, creare nuovamente un sistema di scambi regolati è fondamentale per garantire il commercio e lo sviluppo delle nostre economie.

La Francia chiede di rinviare la firma dell’accordo commerciale UE-Mercosur

La Francia ha sollecitato domenica (14 dicembre) l’Unione europea a posticipare le scadenze fissate per la firma di un accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur, respingendo l’intesa nella sua forma attuale.
In una dichiarazione diffusa dall’ufficio del …

Ci sono due temi centrali su cui il Consiglio europeo dovrà esprimersi, riguardo il ruolo che l’Europa vuole avere nel mondo. Da un lato l’utilizzo dei beni russi congelati per sostenere l’Ucraina, dall’altro i grandi accordi commerciali col Mercosur e con l’India che farebbero l’Unione Europea il pivot del commercio internazionale a livello mondiale e quindi darebbero una grande spinta all’economia e alla crescita.

Un successo mostrerebbe che gli europei hanno la forza di rispondere alle sberle di Trump e di avviarsi verso l’unità. Un fiasco che Trump ha ragione nel deridere gli attuali leader europei come stupidi e deboli, responsabili di guidare i propri Paesi verso il declino.

Europa, reagisci!

Pubblichiamo volentieri un appello al Governo Italiano, in vista del prossimo Consiglio Europeo del 18-19 dicembre, proveniente dalla società civile.

Noi europei crediamo che il futuro del nostro continente debba essere costruito sulla liberta, sulla democrazia e sulla solidarietà, come immaginato …

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