Diverse decine di persone, tra cui Dijana Hrka – madre di una delle sedici vittime del crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad del novembre 2024 – hanno fatto irruzione nella sede della televisione Informer a Belgrado nella serata di ieri (26 ottobre). Il gruppo ha interrotto la diretta del programma Kolegijum, ha affrontato il direttore editoriale e proprietario Dragan J. Vučićević e ha chiesto delle scuse a quello che ha definito il “popolo serbo libero”.
L’episodio è avvenuto il giorno dopo che ls lista di opposizione guidata dagli studenti ha sconfitto nettamente il Partito Progressista Serbo (SNS | PPE) di Aleksandar Vučić, al potere da lungo tempo, nelle elezioni parlamentari anticipate serbe.
Secondo quanto riportato da Beta e da altri media serbi, il gruppo si era inizialmente radunato all’esterno dell’edificio. Intorno alle 18:40, i manifestanti sono entrati nei locali. All’interno della redazione si è verificato un acceso confronto verbale con Vučićević e con il personale, accompagnato da alcuni episodi di spintoni. Le immagini trasmesse dalla stessa diretta di Informer mostravano uno studio affollato, con persone che filmavano con i telefoni e sventolavano bandiere.
Dopo circa dieci minuti, il gruppo ha lasciato l’area principale dello studio; immagini diffuse sui social media li mostravano mentre accompagnavano Vučićević e altri dipendenti attraverso altre parti dell’edificio, mentre il confronto proseguiva.
All’esterno, la polizia in tenuta antisommossa è successivamente intervenuta quando alcune persone presenti nella folla hanno lanciato pietre e altri oggetti; sono state segnalate violazioni dei cordoni di sicurezza, l’uso di spray al peperoncino e accuse secondo cui Hrka sarebbe stata colpita con un manganello. Informer e i media filogovernativi hanno riferito di danni alle porte e alle apparecchiature e hanno sostenuto che il gruppo avrebbe tentato di appiccare un incendio o di strappare dei cavi.
Vučićević, intervenendo dopo l’episodio, ha descritto gli intrusi come una “folla assetata di sangue” di hooligans, anziché studenti, e ha affermato che per poco non lo avrebbero ucciso. Ha dichiarato che erano state danneggiate apparecchiature per un valore di decine di migliaia di euro e che nell’edificio erano presenti dei bambini.
Aleksandar Vučić ha definito l’episodio una “violenza mostruosa” contro la libertà di espressione e il giornalismo, sottolineando il relativo silenzio di alcune organizzazioni internazionali e professionali rispetto alle reazioni suscitate da episodi precedenti che avevano coinvolto altre testate. L’avvocato Čedomir Stojković, in un post su X, ha accusato la polizia di aver aggredito cittadini senza motivo. L’azione è stata collegata alle assemblee civiche locali – cosiddetti zborovi – e ai sostenitori del più ampio movimento di protesta che da quasi due anni esercitava pressioni sul governo.
La tempistica dell’episodio è inscindibile dalle elezioni del 25 ottobre. I risultati preliminari hanno mostrato che la Lista degli Studenti – nata dal movimento di protesta anticorruzione iniziato dopo la tragedia di Novi Sad – avrebbe ottenuto circa il 52,5-52,7% dei voti e una netta maggioranza dei seggi nel Parlamento composto da 250 membri, circa 135-140. La lista guidata dall’SNS di Vučić avrebbe ricevuto circa il 39%.
Informer, fondato da Vučićević nel maggio 2012, poco dopo che l’SNS era arrivato al potere, è da tempo uno dei tabloid più costantemente filogovernativi della Serbia. Di proprietà quasi interamente di Vučićević attraverso Insajder Tim, combina una copertura sensazionalistica con una costante rappresentazione positiva di Vučić e dell’SNS e una linea fortemente ostile nei confronti delle figure dell’opposizione, dei media indipendenti, delle ONG e degli organizzatori delle proteste.
Durante la recente campagna elettorale ha pubblicato materiale che in seguito è stato dimostrato essere manipolato dai fact-checker, tra cui un documento contraffatto che pretendeva di dimostrare che un candidato della Lista degli Studenti possedesse una proprietà in Croazia. Gli osservatori dei media hanno ripetutamente registrato un’ampia quantità di tempo televisivo favorevole alle liste di governo e documentato violazioni dei codici deontologici giornalistici.
I critici lo hanno a lungo descritto come uno strumento per i “linciaggi mediatici” e per amplificare narrazioni favorevoli al partito di governo; i suoi sostenitori lo hanno invece presentato come un necessario contrappeso a quelli che considerano media indipendenti o finanziati dall’estero e caratterizzati da pregiudizi.
L’irruzione nella sede di Informer rappresenta una delle manifestazioni più visibili della rabbia pubblica rivolta contro i media considerati pilastri del precedente ordine politico. L’episodio ha inoltre sollevato immediatamente interrogativi sui confini tra protesta e interferenza con l’attività dei media, sul ruolo della polizia nella protezione delle sedi giornalistiche e su come la nuova maggioranza sostenuta dagli studenti gestirà la regolamentazione dei media e i meccanismi di responsabilità nei prossimi mesi.
In foto: Irruzione di manifestanti serbi nella sede della televisione Informer [24.hu, X]
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

