Il primo ministro slovacco Robert Fico ha espresso un forte sostegno ad Aleksandar Vučić e alla lista Uniti per la Serbia durante un comizio del Partito Progressista Serbo (SNS | PPE) tenutosi a Novi Sad venerdì (16 ottobre), elogiando quella che ha definito la politica di unità delle autorità serbe e dichiarando che la Slovacchia non riconoscerà mai l’indipendenza del Kosovo.

Parlando in serbo durante l’incontro organizzato in vista delle elezioni parlamentari del 25 ottobre, Fico ha descritto la Serbia come un Paese con un’economia che “sta facendo grandi passi avanti ed è più forte di quella di molti Paesi europei”.

Ha ricordato i suoi precedenti incontri con Vučić, allora un politico più giovane con “una visione chiara per il suo Paese, affinché la Serbia avesse successo e fosse ricca”. Fico ha presentato le prossime elezioni come una scelta sul fatto che la Serbia debba continuare a percorrere una strada “retta e incrollabile” in tempi difficili, aggiungendo di sostenere Vučić perché “difende la sovranità della Serbia affinché possa decidere autonomamente le proprie elezioni”.

“La sovranità non ha prezzo”, ha dichiarato Fico. “A coloro che vorrebbero trasformare la Serbia in un’ombra, questo non piace”. Fico ha inoltre ringraziato le autorità serbe per l’attenzione riservata alla minoranza slovacca in Serbia e ha osservato che la comunità “riceverà presto la Casa slovacca, grazie a Vučić”.

Sul Kosovo, il premier slovacco è stato categorico. “La Slovacchia continuerà a rispettare l’integrità territoriale della Serbia. Per quanto riguarda il Kosovo e la Metohija, non vi abbandoneremo mai. In Slovacchia, Aleksandar e la Serbia avranno sempre un amico sincero”, ha dichiarato. Ha concluso invitando la folla a “preservare la pace, preservare la stabilità. Sono tempi troppo difficili per scegliere l’incertezza”.

La scelta di Novi Sad ha avuto un peso particolare nel contesto elettorale. La città è il capoluogo della provincia autonoma e multietnica della Vojvodina, dove vivono importanti comunità minoritarie, tra cui quella slovacca, ed è da tempo considerata un ambiente politico più competitivo e meno uniformemente dominato dall’SNS rispetto a gran parte della Serbia centrale.

Novi Sad è stata teatro del crollo della pensilina della stazione ferroviaria del 1* novembre 2024, che uccise 16 persone e diede origine a grandi proteste guidate dagli studenti, che chiedevano di fare luce sulle responsabilità legate a presunta corruzione e negligenza, essendo stata la struttura recentemente ristrutturata per volere del governo.

A quasi due anni di distanza, le manifestazioni hanno ottenuto la convocazione di elezioni anticipate. Il comizio di venerdì ha rappresentato la prima grande apparizione di Vučić in città dall’inizio delle proteste; i gruppi studenteschi avevano invitato i residenti a non partecipare.

La presenza di Fico al fianco di Vučić ha consentito all’SNS di cercare sia di proiettare un’immagine di fiducia in un luogo dal forte valore simbolico, sia di sottolineare i legami con un partner europeo che condivide la sua posizione sul Kosovo e sul principio di sovranità statale.

Per quanto riguarda il riconoscimento del Kosovo, sono cinque Paesi dell’Unione europea – Slovacchia, Romania, Grecia, Cipro e Spagna – a non riconoscere l’ex provincia serba come Stato indipendente, principalmente perché non intendono creare precedenti che potrebbero incoraggiare movimenti separatisti nei propri Paesi.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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