La Commissione europea ha avviato un’indagine antitrust formale per valutare se Google abbia violato le norme UE sulla concorrenza utilizzando i contenuti degli editori web, nonché i contenuti caricati sulla piattaforma di condivisione video online YouTube, per scopi di intelligenza artificiale. Secondo quanto riferisce l’esecutivo UE in una nota, l’indagine esaminerà in particolare se Google stia distorcendo la concorrenza imponendo termini e condizioni iniqui agli editori e ai creatori di contenuti, o concedendosi un accesso privilegiato a tali contenuti, svantaggiando così gli sviluppatori di modelli di IA concorrenti.
“Una società libera e democratica si basa su media diversificati, libero accesso alle informazioni e un vivace panorama creativo. Questi valori sono fondamentali per definire chi siamo come europei”, ha affermato la vicepresidente esecutiva per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, Teresa Ribera.
“L’intelligenza artificiale sta apportando innovazioni straordinarie e numerosi vantaggi per le persone e le imprese in tutta Europa, ma questo progresso non può avvenire a scapito dei principi fondamentali delle nostre società”, ha proseguito la commissaria spagnola, osservando che è proprio per questo motivo che la Commissione ha avviato l’indagine per “verificare se Google abbia imposto termini e condizioni iniqui a editori e creatori di contenuti, svantaggiando al contempo gli sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale concorrenti, in violazione delle norme UE sulla concorrenza”.
I timori dell’esecutivo UE riguardano l’eventuale utilizzo da parte Google dei contenuti degli editori web che forniscono servizi basati sull’intelligenza artificiale generativa (“Panoramiche AI” e “Modalità AI”) nelle pagine dei risultati di ricerca senza un adeguato compenso per gli editori e senza offrire loro la possibilità di rifiutare tale utilizzo dei loro contenuti. La Commissione UE teme inoltre che Google abbia utilizzato video e altri contenuti caricati su YouTube per addestrare per addestrare i modelli di intelligenza artificiale generativa senza un adeguato compenso per i creatori e senza offrire loro la possibilità di rifiutare tale utilizzo dei propri contenuti.
La Commissione precisa che se saranno provate, “le pratiche oggetto di indagine potrebbero violare le norme dell’UE sulla concorrenza che vietano l’abuso di posizione dominante (articolo 102 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (“TFUE”)) e l’articolo 54 dell’accordo sullo Spazio economico europeo (“SEE”).
La Commissione afferma che ora svolgerà la sua indagine approfondita in via prioritaria.
L’articolo 102 del TFUE vieta l’abuso di posizione dominante. L’attuazione dell’articolo 102 del TFUE è definita nel Regolamento 1/2003.
L’articolo 11, paragrafo 6, del Regolamento 1/2003 stabilisce che l’avvio di un procedimento da parte della Commissione esonera le autorità garanti della concorrenza degli Stati membri dalla loro competenza ad applicare anche le norme dell’UE in materia di concorrenza alle pratiche in questione. L’articolo 16, paragrafo 1, stabilisce inoltre che i giudici nazionali devono evitare di adottare decisioni che siano in contrasto con una decisione presa dalla Commissione nell’ambito di un procedimento da essa avviato.
Un’indagine nata a seguito di un’interrogazione del Movimento cinque stelle
Il Movimento cinque, che al Parlamento europeo è parte del gruppo de La Sinistra, ha rivendicato il proprio ruolo nel sensibilizzare la Commissione ad avviare l’indagine. In una nota congiunta gli europarlamentari Mario Furore e Gaetano Pedullà hanno ricordato che la delegazione aveva presentato lo scorso 21 novembre un’interrogazione alla Commissione UE per denunciare questo abuso di posizione dominante.
“Siamo lieti che la risposta sia stata immediata. Gli editori lamentano un calo significativo dei clic verso fonti esterne dai motori di ricerca fino al 30% e un aumento delle ricerche zero-click negli ultimi sei mesi. È l’effetto AI Overviews, una pratica palesemente scorretta che utilizza indebitamente i contenuti degli editori italiani ed europei attraverso l’uso dell’IA”, affermano gli eurodeputati in una nota. “Aspettiamo fiduciosi l’esito di questa indagine e ci schieriamo a fianco la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e l’ENPA (European Newspaper Publishers’ Association) in questa battaglia di giustizia”, aggiungono gli eurodeputati invitando l’esecutivo UE a presentare al Parlamento europeo una proposta legislativa per regolamentare questa nuova estensione dell’intelligenza artificiale.

