“L’Europa non è debole. Siamo noi che troppo spesso non crediamo abbastanza in noi stessi”, sostiene la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, richiamando con forza l’eredità politica e morale di Alcide De Gasperi in un momento segnato da incertezza geopolitica, tensioni sulla sicurezza e interrogativi sul ruolo dell’Unione nel mondo. Un messaggio pronunciato alla rappresentanza italiana del Parlamento europeo nel corso dell’incontro “L’eredità di De Gasperi: l’Europa della difesa e della libertà” organizzato presso la sede del Parlamento UE a Roma in occasione della visita di Metsola in Italia.

All’evento alla sede italiana del Parlamento europeo hanno partecipato anche le vicepresidenti dell’Eurocamera Pina Picierno e Antonella Sberna. L’intervento romano si inserisce in una più ampia visita istituzionale che ha toccato anche il Vaticano con incontri con Papa Leone XIV, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i presidenti della Camera e del Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa.

Al centro del discorso, la figura di De Gasperi come bussola per il presente. “La storia di De Gasperi è veramente una fonte di ispirazione per tutti coloro che credono nell’Europa”, ha affermato la presidente dell’Eurocamera, avvertendo che “è importante in questi giorni non prenderlo per scontato”.

“Non li dimenticheremo, non li abbandoneremo”: l’appello di Metsola per i giornalisti Premio Sacharov detenuti in Bielorussia e Georgia

La democrazia europea si fonda sulla libertà di pensiero e di espressione, “sappiamo quanto valgono questi principi e non li cederemo mai”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, durante la cerimonia di assegnazione del premio Sacharov …

Ripercorrendone il percorso, Metsola ha ricordato la prigionia e il ruolo decisivo dello statista nel guidare poi l’Italia verso la democrazia, accompagnando il Paese nell’Alleanza Atlantica e nella Comunità europea del carbone e dell’acciaio, contribuendo in modo decisivo al processo di integrazione europea che avrebbe portato all’Unione che conosciamo oggi.

In un “mondo sempre più imprevedibile e incerto”, ha sottolineato, “l’eredità di De Gasperi risuona oggi più che mai”. Già negli anni Cinquanta, ha ricordato Metsola, De Gasperi aveva compreso che “costruire la democrazia europea significa rafforzare le nostre libertà condivise”, un principio che resta centrale anche oggi quando si parla di difesa, sicurezza e libertà. Difendere democrazia e libertà, ha aggiunto, vuol dire anche non separare i valori dalle politiche concrete: “Non prenderlo per scontato significa anche migliorare concretamente la vita delle persone”».

Da qui il richiamo al ruolo del Parlamento europeo, chiamato a “promuovere l’agenda europea su temi che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini”. Un’azione che, secondo Metsola, consente agli europei di rivendicare i risultati raggiunti: “Come europei possiamo essere orgogliosi di chi siamo e da dove veniamo. Possiamo essere orgogliosi dei progressi della nostra Unione”. E ancora: “Lavoriamo tutti insieme, tutti i giorni, per dare risposte alle vostre domande e per rendere la vostra vita migliore”.

Il riferimento a De Gasperi torna come monito all’azione politica. “De Gasperi non ha aspettato che il cambiamento arrivasse da solo”, ha detto la presidente dell’Eurocamera. “Ha agito per creare l’Europa che voleva vedere”. Un passaggio che si lega direttamente all’appello rivolto alle nuove generazioni presenti in sala. “L’Europa è un’idea condivisa, un progetto vivo che ha bisogno del contributo di tutti”, ha affermato la presidente del Parlamento UE, invitando i giovani a “far sentire la propria voce» e ad «accogliere tutte le opportunità” offerte dall’Unione. “Ciascuno di noi ha veramente il potenziale di trasformare l’Europa”, ha aggiunto.

Nella parte finale del suo intervento, Metsola ha respinto con decisione la narrazione di un’Unione fragile. “Oggi un giornalista mi ha chiesto: ma l’Europa è debole? No, non è debole”, ha scandito. “Sette delle dieci economie più forti al mondo sono europee. Abbiamo un mercato unico di 450 milioni di persone. Abbiamo talenti straordinari”. Rivolgendosi all’Italia, ha citato “l’aerospazio, la chimica, il trasporto» come esempi di settori in cui l’Europa «può essere leader nel mondo”, denunciando una carenza di fiducia collettiva: “Non diamo abbastanza fiducia in noi stessi. Dobbiamo essere orgogliosi di chi siamo”.

[a cura di Simone Cantarini]

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