La polizia di Liegi ha registrato 107 arresti dall’inizio di ottobre durante le proteste studentesche, sfociate ripetutamente in disordini, mentre alunni e studenti della parte francofona del Belgio protestano contro l’aumento dei costi dell’istruzione e dei trasporti, oltre che per le condizioni nelle aule.

Il movimento coincide temporalmente e presenta alcune rivendicazioni comuni con una più ampia ondata di proteste nelle scuole superiori francesi, anche se i partecipanti belgi e le cronache locali sottolineano cause specifiche legate alle recenti decisioni della Federazione Vallonia-Bruxelles.

La polizia locale ha riferito mercoledì (7 ottobre) che il totale comprendeva 80 arresti amministrativi e 27 giudiziari. Solo martedì (6 ottobre), gli agenti hanno fermato 53 persone – 46 amministrativamente e 7 giudiziariamente – dopo che alcuni gruppi si erano radunati nei pressi dell’Università di Liegi, avevano danneggiato proprietà e appiccato incendi.

Anche nei giorni precedenti si erano verificati episodi simili: finestre di scuole infrante, cassonetti e scooter incendiati, lancio di oggetti e uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla nel centro della città. La procura ha annunciato che procederà sistematicamente contro i responsabili di violenze e danneggiamenti e ha segnalato l’arresto di un 13enne che aveva pubblicato sui social appelli affinché altri portassero taniche di benzina per dare fuoco a una scuola. Proteste si sono verificate anche a Mons, Charleroi e in alcune zone di Bruxelles, sebbene Liegi sia rimasta il principale epicentro.

Studenti e alunni denunciano i costi dell’istruzione superiore, i forti aumenti degli abbonamenti agli autobus, la carenza di posti in alcune classi, gli orari sovraffollati e le difficoltà nel reperire il materiale didattico. Sostengono che i politici abbiano prestato poca attenzione alle loro preoccupazioni. Il governo della Comunità francese ha recentemente adottato tagli di bilancio e riforme sullo sfondo di un ampio deficit previsto.

Le tasse di iscrizione (minerval) sono aumentate – per molti studenti fino a un massimo di circa 1.194 euro, con un incremento di circa 350 euro – mentre l’abbonamento annuale giovanile “Express” per gli autobus dovrebbe arrivare a 384 euro a partire da febbraio 2027, anche se il ministro vallone della Mobilità ha chiesto all’operatore di ridurre tale cifra. I sindacati avevano già mobilitato i lavoratori contro il più ampio pacchetto di risparmi, stimando che quasi 2.000 posti equivalenti a tempo pieno fossero a rischio e mettendo in guardia da una riduzione del personale e dalla possibile fusione di alcune sedi; circa 13.000 persone avevano manifestato a Liegi a metà settembre.

I media francesi e alcune testate belghe descrivono la mobilitazione come sviluppatasi sulla scia del movimento delle scuole superiori francesi. Gli studenti citati da Le Monde, tuttavia, hanno insistito sul fatto che le loro rivendicazioni siano specifiche del Belgio, pur riconoscendo l’influenza degli eventi oltre confine.

In Francia, le proteste iniziate nella regione parigina a settembre e poi diffusasi a livello nazionale si concentrano sugli edifici scolastici fatiscenti, le classi sovraffollate, la carenza di insegnanti supplenti e le lunghe giornate scolastiche. Il ministero dell’Istruzione ha riferito che, nei giorni di massima partecipazione, centinaia di scuole secondarie sono state interessate dalle proteste, e martedì (6 ottobre) il ministero dell’Interno ha stimato in circa 266.000 i partecipanti alle manifestazioni; gli organizzatori hanno fornito cifre più elevate.

Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha definito il bilancio degli incidenti – più di 200 adolescenti e decine di membri del personale scolastico feriti, oltre a centinaia di agenti di polizia – il più grave per il sistema scolastico degli ultimi decenni. Ha ordinato ai ministri di esaminare la questione delle sostituzioni degli insegnanti, la durata della giornata scolastica e la manutenzione degli edifici, condannando al contempo le violenze.

I due movimenti condividono le lamentele per il sovraffollamento, la scarsità di risorse e il carico di lavoro, ed entrambi hanno visto episodi di violenza marginale sfociare in arresti e nell’uso di gas lacrimogeni. Le differenze sono però evidenti.

Le proteste belghe sono più strettamente legate agli immediati aumenti delle tasse e delle tariffe dei trasporti e a un pacchetto di austerità regionale della Federazione Vallonia-Bruxelles; hanno dimensioni più contenute e alcuni partecipanti le hanno presentate come una mobilitazione radicata nelle problematiche locali, piuttosto che come una copia diretta dei blocchi francesi.

Quelle francesi hanno invece carattere nazionale, durano più a lungo e affondano le loro radici in problemi strutturali; hanno inoltre coinvolto maggiormente sindacati e genitori, con numeri di arresti e feriti molto più elevati.

Il fatto che le proteste belghe si attenuino o si allarghino dipenderà anche da come il governo della Comunità francese risponderà alle questioni relative ai costi e alla disponibilità di posti che, secondo gli studenti, li hanno spinti a scendere in piazza.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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