Il primo ministro ungherese Péter Magyar ha annunciato ieri su Facebook che offrirà alla leggendaria scacchista Judit Polgár la carica di presidente dell’Ungheria. “La nostra patria ha bisogno di unità, pace e di un Presidente di cui ogni ungherese possa essere orgoglioso. La Presidenza della Repubblica non è una professione, non è un posto di lavoro, ma il servizio più alto. Il compito del Presidente è servire e rappresentare. Tutti gli ungheresi” ha affermato Magyar, diventato primo ministro ad aprile dopo aver ottenuto la maggioranza col suo partito Tisza.

Magyar ha proseguito affermando di voler incontrare la scacchista oggi, 20 luglio, per chiederle di persona se sia disposta ad accettare una simile offerta. “Personalmente considererei un enorme onore se accettasse l’invito” ha concluso.

Chi è Judit Polgár

Judit Polgár è una delle scacchiste più famose della storia. Nata a Budapest nel 1976, ha avuto una “carriera straordinaria”, si legge su TVP World. Nel mondo degli scacchi, dominato dagli uomini, ha sconfitto alcuni dei più grandi giocatori di tutti i tempi, tra cui Garry Kasparov e Magnus Carlsen e battuto 11 campioni del mondo maschili.

Nel 1988, insieme alle sorelle Zsuzsa (Susan) e Jófia (Sofia) Polgár, e a Ildikó Madl, guidò la squadra femminile ungherese alla vittoria alle Olimpiadi degli scacchi, vincendo la medaglia d’oro sia nel 1988 e nel 1990. È anche l’unica donna ad aver superato la soglia dei 2700 punti Elo, un punteggio che nel sistema di classificazione scacchistico indica un giocatore di livello mondiale, informalmente definito “Super Grande Maestro” (Super GM – Super Grand Master). Ha raggiunto infine un punteggio massimo di 2735 e la posizione numero 8 nella classifica mondiale della Federazione Internazionale degli Scacchi.

Secondo Magyar, è la persona giusta che possa rappresentare “talento e perseveranza” poiché “la Presidenza della Repubblica non è una professione, non è un posto di lavoro, ma il servizio più alto”. In una citazione pubblicata sul suo sito web, Polgár definisce gli scacchi “un meraviglioso viaggio di strategia, concentrazione e determinazione (…) Il successo richiede lungimiranza che vada ben oltre la tua prossima mossa. È un linguaggio universale, un gioco che ci unisce tutti attraverso la pura potenza della mente umana”.

Prima del suo ritiro nel 2014, Polgár ha mantenuto il titolo di numero uno dello scacchi femminile per 26 anni. Nel 1991, a soli 15 anni, è diventata la più giovane grande maestra di scacchi al mondo fino a quel momento, vincendo inoltre la medaglia d’oro alle Olimpiadi degli scacchi femminili nel 1988 e nel 1990. Polgár si è fatta promotrice della partecipazione di un numero sempre maggiore di ragazze al mondo degli scacchi e la sua fondazione, la Judit Polgár Chess Foundation, promuove lo sviluppo sociale nei settori dell’istruzione, dello sviluppo delle competenze, dell’apprendimento permanente, dello sport e della gestione del talento, attraverso le opportunità offerte dal gioco degli scacchi.

La sua vita e la sua carriera hanno inoltre ispirato il documentario La Regina degli Scacchi, uscito a febbraio 2026 su Netflix.

La scelta di Judit Polgár è giunta dopo che quest’ultima era stata raccomandata in una lettera congiunta firmata domenica da sedici personalità di spicco del mondo scientifico, culturale e sportivo ungherese, tra cui Ernő Rubik, inventore del cubo di Rubik. Lettera era indirizzata alla Presidente del Parlamento, Ágnes Forsthoffer.

I prossimi passi

La nomina di un nuovo presidente dell’Ungheria si è resa necessaria dopo le dimissioni di Tamás Sulyok, presidente ungherese dal 2024. Sulyok aveva resistito per mesi alle pressioni del nuovo primo ministro ungherese, che vedeva necessarie le dimissioni del presidente per porre fine “all’era della distruzione di Fidesz”, il partito di Viktor Orban.

Tuttavia, Sulyok ha poi annunciato sabato sera che avrebbe firmato il 17° emendamento alla Legge fondamentale. L’emendamento, voluto da Magyar e approvato il 13 luglio in parlamento, stabilisce che i parlamentari possono rimanere in carica per un massimo di 12 anni e fissa anche un limite di età di 70 anni per i giudici della Corte Costituzionale. Il suo mandato è dunque terminato il giorno successivo alla promulgazione della legge, dunque la scorsa mezzanotte.

Polgár non ha ancora indicato se sarebbe disposta a diventare presidente dell’Ungheria. Se accetterà, sarà il parlamento ungherese, dominato da Tisza, a votare sulla sua nomina a presidente, poiché, secondo la costituzione ungherese, il presidente viene eletto dal parlamento, non dagli elettori.

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