Domenica 18 ottobre i rappresentanti del Vietnam e di quattro nazioni europee appartenenti all’Associazione europea di libero scambio (EFTA) hanno firmato un accordo di libero scambio globale ad Hanoi. Ciò segna il culmine di un lungo processo negoziale e apre un nuovo capitolo nelle relazioni economiche tra l’Europa e uno dei mercati a più rapida crescita nel Sud-est asiatico. L’accordo non solo agevola le attività commerciali, ma costituisce anche un chiaro indicatore di una tendenza più ampia: i paesi europei sono sempre più alla ricerca di nuovi partner commerciali in tutto il mondo, con l’obiettivo di diversificare le proprie catene di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da potenze economiche come la Cina o gli Stati Uniti.
Cos’è l’associazione EFTA?
Occorre chiarire esattamente con chi il Vietnam abbia instaurato una cooperazione più stretta. L’Associazione europea di libero scambio (EFTA) è un’organizzazione internazionale con sede a Ginevra, istituita nel 1960. Attualmente comprende quattro nazioni europee benestanti che hanno scelto di non aderire all’Unione europea: Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
Sebbene rimangano al di fuori delle strutture dell’UE, questi Paesi sono strettamente integrati nel mercato europeo. Islanda, Liechtenstein e Norvegia fanno parte dello Spazio economico europeo, mentre la Svizzera gestisce le proprie relazioni con Bruxelles attraverso una vasta rete di accordi bilaterali. Agli esordi dell’organizzazione, ne facevano parte anche paesi come il Regno Unito, la Danimarca e l’Austria; tutti questi, nel corso del tempo, sono poi entrati a far parte di quella che oggi è l’Unione Europea.
Il culmine di quattordici anni di impegno
La cerimonia di domenica – alla quale hanno preso parte importanti rappresentanti degli Stati membri, tra cui il Presidente svizzero Guy Parmelin, il Primo Ministro del Liechtenstein Brigitte Haas e il Segretario Generale del Partito Comunista del Vietnam Tô Lâm – ha segnato il culmine di un processo diplomatico eccezionalmente lungo. I primi colloqui tra le parti hanno avuto inizio addirittura nel 2012. Il percorso verso un accordo è stato tutt’altro che agevole: le negoziazioni sono state sospese nel 2018 e sono riprese solo l’anno scorso.
Portare queste discussioni a una conclusione positiva rappresenta un traguardo significativo. Esso dimostra la determinazione di entrambe le parti nel raggiungere un compromesso che coinvolge economie molto diverse, eppure complementari. In questo modo, il Vietnam ha manifestato la propria disponibilità a integrarsi nei mercati occidentali sulla base di principi trasparenti, mentre i quattro Stati europei hanno consolidato la propria presenza in una regione di crescente importanza economica.
Cosa prevede l’accordo?
Il documento sottoscritto è un accordo che va ben oltre la semplice eliminazione dei dazi doganali. Esso disciplina il commercio di beni e servizi, affrontando al contempo questioni quali la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, gli investimenti, le barriere tecniche, gli appalti pubblici e i principi dello sviluppo sostenibile.
Per le imprese di entrambe le parti, ciò si traduce innanzitutto in un più agevole accesso al mercato e in una riduzione dei costi operativi. Secondo il governo norvegese, circa la metà delle esportazioni della Norvegia verso il Vietnam sarà immediatamente esentata dai dazi doganali; tale quota è destinata a superare il 98 percento nell’arco di sette anni. Le strutture commerciali delle due parti sono fortemente complementari: gli Stati dell’EFTA esportano in Asia principalmente macchinari, attrezzature avanzate, prodotti chimici e farmaceutici, nonché prodotti ittici, mentre il Vietnam esporta in Europa prodotti elettronici, calzature, abbigliamento e frutti di mare. L’anno scorso il valore degli scambi bilaterali ha raggiunto quasi 4,8 miliardi di euro e questo accordo ha il potenziale per incrementare significativamente tale cifra.
La cooperazione riguarda anche i capitali. La Svizzera e la Norvegia sono già coinvolte in centinaia di progetti di investimento in Vietnam, che spaziano dal settore manifatturiero a quello energetico e tecnologico. Il nuovo quadro giuridico mira ad attrarre in Vietnam ulteriori investimenti di alta qualità provenienti dai Paesi europei, favorendo al contempo il trasferimento di conoscenze e tecnologie avanzate.
Articolo tradotto da Giacomo Cellupica. Leggi qui l’originale pubblicato su Focus Europe Poland.

