All’arrivo al Consiglio europeo, circondato da una fitta folla di giornalisti, il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha colto l’occasione per promuovere un’iniziativa congiunta tra Romania e Bulgaria, aperta anche alla Turchia, volta a una moratoria sugli attacchi contro le navi commerciali nel Mar Nero, inquadrando al contempo il vertice più ampio come un momento di solidarietà contro “un’aggressione inaccettabile”.
L’incontro di due giorni si è aperto in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche. I leader devono affrontare i prezzi elevati dell’energia, il controverso quadro finanziario pluriennale 2028–2034 sotto la presidenza irlandese, il sostegno continuo all’Ucraina in vista dell’inverno, gli attacchi ibridi collegati alla Russia, l’allargamento e le riforme interne, la migrazione e il Medio Oriente. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy dovrebbe unirsi venerdì alla discussione principale sulle esigenze operative di Kiev e sui progressi dell’adesione. L’atmosfera è incalzata dai recenti incidenti nel Mar Nero – diversi attacchi con droni contro navi mercantili vicino alle acque bulgare, con affondamenti e marinai dispersi, oltre a un presunto attacco alla petroliera *Yara J* all’interno delle acque territoriali rumene – e dalle tensioni tra Kiev e Washington riguardo agli attacchi alle infrastrutture energetiche, alla sospensione temporanea da parte degli Stati Uniti delle sanzioni sul gasolio russo e alle interruzioni dei terminali Starlink di uso militare.
Radev ha affermato di aver già parlato con il primo ministro rumeno e di incontrare il presidente Nicușor Dan nel corso della giornata per presentare una proposta comune al Consiglio, “per sostenere gli sforzi della Romania, della Bulgaria e anche della Turchia, in quanto membro della NATO, al fine di garantire che il Mar Nero diventi un mare in cui non si verifichino attacchi contro navi commerciali”, ha spiegato.
“Questa inaccettabile aggressione contro le navi civili deve cessare”.
Ha deliberatamente evitato di nominare né la Russia né l’Ucraina, sottolineando invece che il Mar Nero è un corridoio vitale la cui interruzione colpisce “molti milioni di persone… specialmente in zone vulnerabili come l’Africa e il Medio Oriente”. “Mi aspetto solidarietà dai nostri partner per l’adozione della moratoria che proponiamo”, ha aggiunto.
Dal punto di vista pratico dell’iniziativa, Radev ha osservato che l’idea di un’operazione di polizia congiunta tra Romania, Bulgaria e Turchia non è nuova. Ha chiarito la forma istituzionale in discussione: “Non si tratta di forze della NATO, ma di un posto di comando della NATO. Ci sono due opzioni: una prevede una presenza fissa, l’altra si basa sul principio della rotazione, con uno dei tre paesi che assume il comando ogni anno”. Alla domanda se la Russia fosse stata consultata, ha risposto che i contatti erano in corso e che aveva recentemente convocato l’ambasciatore russo a Sofia, “quindi disponiamo di questo canale di comunicazione”.
Sulla questione dell’attribuzione, Radev si è mostrato cauto. “Non c’erano ancora prove” che identificassero il Paese responsabile. Due esperti militari avevano ispezionato una delle navi colpite e non avevano trovato tracce di un drone. Ha aggiunto nuove informazioni secondo cui la *Chelsea 3*, battente bandiera maltese, sarebbe stata rimorchiata oggi verso Burgas per un’ispezione approfondita che “potrebbe consentire di ottenere prove concrete sull’origine del drone”.
Passando al tema dell’energia, Radev ha affermato di non sostenere gli attacchi alle infrastrutture energetiche “perché… questo si ripercuote su di noi” attraverso l’aumento dei prezzi in Europa. Per quanto riguarda il bilancio a lungo termine, ha accolto con favore l’ultima proposta della Presidenza irlandese, sottolineando che le politiche fondamentali, tra cui la coesione, sono state preservate. Ha inoltre sollevato la questione della raffineria Lukoil a Burgas con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, descrivendone l’importanza come «non solo regionale, ma anche europea». Tuttavia, ha osservato, “il destino della raffineria Lukoil verrà deciso al di fuori dell’Europa. Dobbiamo far sentire la voce dell’Europa quando si deciderà questo futuro”.
Infine, rispondendo a una domanda di EUalive, Radev ha affermato che la Bulgaria è “fermamente contraria alla proposta della Commissione di aggirare l’unanimità quando si tratta di aprire i capitoli negoziali per l’adesione all’UE”.
Gli interventi di Radev hanno sottolineato il duplice carattere del vertice: un tentativo di mostrare determinazione collettiva riguardo all’Ucraina e alle minacce ibride, gestendo al contempo le priorità nazionali divergenti in materia di costi energetici, quadri fiscali e regole decisionali in un contesto di sicurezza sempre più incerto.
Interrogato da EUalive in merito al sabotaggio dei radar Starlink nei pressi di Sofia, Radev ha risposto: “Aspettatevi notizie oggi”.

