Il presidente romeno Nicușor Dan ha sostituito a sorpresa domenica il candidato da lui designato alla carica di primo ministro, nominando Adrian Veștea, esponente di primo piano del Partito Nazionale Liberale (PNL | PPE), dopo che Eugen Tomac ha rinunciato all’incarico appena dieci giorni dopo aver ricevuto il mandato per formare un nuovo governo.

La decisione ha aumentato ulteriormente l’incertezza nel tentativo della Romania di dar vita a un nuovo esecutivo, in una fase in cui il Paese è sottoposto a forti pressioni per accelerare le riforme, attuare i progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e garantire la stabilità dei conti pubblici.

La scelta di Dan ha immediatamente aperto un fronte di polemiche politiche. I critici hanno sostenuto che la nomina di Veștea senza una nuova fase di consultazioni con i partiti rappresentati in Parlamento potrebbe sollevare dubbi di legittimità costituzionale, mentre alcuni esponenti del PNL hanno accusato il presidente di interferire nelle dinamiche interne del partito. La presidenza romena non ha finora replicato a queste contestazioni.

Nell’annunciare la nomina, Dan ha spiegato che Tomac aveva rassegnato le dimissioni dal mandato ricevuto nella mattinata e ha definito Veștea un amministratore esperto, capace di costruire il consenso politico necessario per formare un governo.

“Il signor Adrian Veștea ha attraversato tutte le tappe dell’amministrazione pubblica”, ha dichiarato il presidente. “È stato un sindaco di successo, un presidente di consiglio provinciale di successo e un ministro di successo. Ha ottenuto fondi europei, si è concentrato sullo sviluppo e possiede una vasta esperienza nella gestione dei bilanci”.

Dan ha inoltre sottolineato l’orientamento filo-occidentale di Veștea, ribadendo che la Romania ha bisogno di una soluzione politica in grado di ottenere una maggioranza parlamentare.

Il presidente ha ringraziato Tomac per il lavoro svolto e ha respinto l’idea che il processo di designazione sia stato condotto con superficialità. “Né lui né io stavamo giocando a governare”, ha affermato Dan.

Tomac, incaricato di formare un esecutivo dopo le consultazioni con i partiti parlamentari, ha ammesso di non essere riuscito a convincere tutte le forze politiche democratiche a sostenere la sua proposta di governo.

“Sono stato sincero, onesto e aperto a qualsiasi compromesso ragionevole che potesse permettere al Paese di avere rapidamente un governo”, ha dichiarato Tomac. “Non ho riscontrato questo atteggiamento da parte di tutti i partiti e me ne rammarico”.

Il suo ritiro è arrivato dopo giorni di trattative e dopo la definizione di una possibile squadra ministeriale. La nomina di Veștea sposta ora il focus sulla sua capacità di costruire una maggioranza parlamentare in grado di sostenere il nuovo esecutivo.

Esponente storico del PNL, Veștea ha costruito gran parte della propria carriera nell’amministrazione locale. Nato nel 1973, è stato sindaco di Râșnov per tre mandati prima di diventare presidente del Consiglio della contea di Brașov nel 2016. Tra il 2023 e il 2024 ha ricoperto l’incarico di ministro dello Sviluppo ed è attualmente primo vicepresidente del PNL.

Ha inoltre rappresentato la Romania presso il Comitato europeo delle Regioni ed è considerato vicino ai dossier legati alle infrastrutture e allo sviluppo regionale, in particolare nella contea di Brașov, dove ha sostenuto anche il progetto dell’aeroporto internazionale locale.

Accettando l’incarico, Veștea ha promesso di formare un governo politico orientato alle riforme, allo sviluppo economico e al mantenimento della collocazione strategica occidentale della Romania.

“Voglio un governo politico che realizzi riforme concrete e mantenga la Romania su una traiettoria filo-occidentale”, ha dichiarato. Tra le priorità immediate ha indicato l’attuazione dei progetti del PNRR, il percorso di adesione della Romania all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e l’avvio operativo del programma SAFE per il rafforzamento della sicurezza. “Siamo il sesto Paese più grande d’Europa e dobbiamo puntare con decisione sullo sviluppo”, ha aggiunto.

Resta tuttavia incerto il percorso verso il voto di fiducia in Parlamento. La nomina ha fatto emergere tensioni anche all’interno del PNL. Sebbene Veștea sia uno dei principali dirigenti del partito, alcuni esponenti liberali hanno sollevato dubbi sulle modalità della sua designazione.

Secondo i media romeni, sono in corso discussioni interne per stabilire se il partito sosterrà ufficialmente la sua candidatura. Anche le altre forze politiche stanno definendo la propria posizione.

L’Unione Salvate la Romania (USR | Renew), partito riformista, ha ribadito dopo una riunione della leadership di voler mantenere la decisione precedente di non partecipare a un governo insieme al Partito Social Democratico (PSD | S&D). “Dobbiamo chiarezza ai nostri elettori”, ha dichiarato il partito in una nota.

L’Alleanza Democratica degli Ungheresi in Romania (UDMR | PPE) ha invece adottato una posizione attendista. “Aspettiamo di vedere quale decisione prenderanno i liberali”, ha dichiarato il portavoce dell’UDMR Csoma Botond, aggiungendo che il partito intende comunque incontrare Veștea prima di assumere una decisione definitiva.

Il PSD non ha ancora espresso ufficialmente la propria posizione, anche se diversi suoi rappresentanti hanno lasciato intendere una possibile disponibilità al dialogo.

Veștea, dal canto suo, si è detto fiducioso di poter ottenere il sostegno necessario in Parlamento. Nella sua prima intervista televisiva da premier designato ha affermato che, secondo le sue stime, oltre 240 parlamentari sarebbero pronti a votare a favore del suo governo durante il voto di investitura.

L’esecutivo deve essere approvato in una seduta congiunta delle due Camere, che attualmente riuniscono complessivamente 464-465 parlamentari, cioè 134-136 senatori e 330-331 deputati.

I negoziati politici sono destinati a intensificarsi nei prossimi giorni, mentre i partiti valuteranno la possibilità di costruire una maggioranza stabile prima della fine dell’attuale sessione parlamentare, prevista per la fine del mese.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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