A seguito del rimpasto di governo voluto dal presidente Volodymyr Zelensky, il ministero della Difesa ucraino è oggi guidato da Yevhenii Khmara, che occupa il ruolo ad interim. Le proteste popolari sorte a seguito della rimozione del precedente ministro Mychailo Fedorov hanno infatti impedito l’insediarsi di un successore definitivo. Nonostante la natura provvisoria dell’incarico, Khmara ha un’idea chiara di come procedere nel conflitto con la Russia: puntando su tecnologia, logistica e capacità di colpire in profondità le infrastrutture strategiche.
Intervistato a Kyiv dall’influencer statunitense Laura Loomer, vicina agli ambienti conservatori di Washington e tra i consiglieri informali più fidati del presidente Donald Trump, il ministro ha sottolineato come l’Ucraina non possa competere con la Russia attraverso un confronto diretto sul piano delle risorse militari. “Non possiamo combattere colpo su colpo. Dobbiamo essere asimmetrici”, ha dichiarato, spiegando che la priorità deve essere individuare strumenti capaci di produrre il massimo impatto con un impiego limitato di risorse.
Khmara, già alla guida dei servizi segreti ucraini (SBU), ha indicato come priorità una gestione più efficiente delle risorse disponibili e un maggiore coordinamento logistico tra le unità sul campo. Secondo il ministro, la capacità dell’Ucraina di colpire obiettivi strategici russi rappresenta uno degli elementi centrali della nuova fase del conflitto.
Negli ultimi mesi Kyiv ha intensificato gli attacchi a medio e lungo raggio contro raffinerie, depositi di carburante e infrastrutture energetiche russe, con l’obiettivo di aumentare i costi economici e militari sostenuti da Mosca. Una strategia che mira a compensare il significativo squilibrio tra i due Paesi in termini di popolazione, produzione industriale e disponibilità di armamenti. Sebbene la Russia continui a rivendicare progressi lungo il fronte, esteso per circa 1.200 chilometri, le forze ucraine sono riuscite a rallentare l’avanzata russa in diversi settori.
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Il ministro ha inoltre evidenziato l’importanza del rapporto con gli Stati Uniti, auspicando che la cooperazione bilaterale possa trasformarsi in una partnership strategica di lungo periodo. Kyiv potrebbe infatti, secondo Khmara, offrire ai partner occidentali un patrimonio di esperienza maturato sul campo nella guerra moderna, caratterizzata dall’impiego massiccio di droni, guerra elettronica e attacchi a distanza.
Nel corso dell’intervista con Loomer, il ministro ha posto particolare enfasi sulla collaborazione tra Ucraina e Stati Uniti, dedicando meno spazio al ruolo dell’Unione europea. Una scelta che potrebbe riflettere la volontà di rivolgersi direttamente agli ambienti politici vicini all’amministrazione Trump, nella prospettiva di rafforzare il sostegno statunitense alla causa ucraina.
Khmara ha sottolineato in particolare la necessità per l’Ucraina di poter produrre autonomamente gli intercettori dei sistemi Patriot, considerati fondamentali per contrastare gli attacchi missilistici russi. La possibilità di una produzione nazionale degli intercettori è stata indicata dallo stesso presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato l’intenzione di concedere a Kyiv una licenza per realizzarli.
La difesa aerea è stata al centro del colloquio di ieri (28 luglio) alla Casa Bianca proprio tra Trump e Zelensky, durante il quale i due leader hanno discusso sia il possibile rilancio dei negoziati di pace con Mosca sia le prospettive della cooperazione militare. Per l’Ucraina, il rafforzamento delle capacità difensive rimane infatti una condizione essenziale per affrontare qualsiasi futuro processo diplomatico da una posizione di maggiore forza.

