Questa lezione fa parte del secondo modulo del corso di formazione per insegnanti “EUPress”, sul tema  “Lo Spazio europeo dell’istruzione”.

In questa lezione, esploreremo i sette obiettivi dell’UE in ambito educativo:

  1. Scarso rendimento nelle competenze di base
  2. Scarso rendimento degli studenti di terza media nelle competenze digitali
  3. Partecipazione all’educazione e alla cura della prima infanzia
  4. Abbandono precoce dell’istruzione e della formazione
  5. Conseguimento di titoli di studio terziari
  6. Apprendimento basato sul lavoro
  7. Apprendimento degli adulti

L’Europa si sta impegnando per raggiungere sette obiettivi chiave entro il 2030, nell’ambito del suo progetto di costruire uno Spazio europeo dell’istruzione più inclusivo e competitivo. Gli obiettivi, concordati dagli Stati membri dell’UE nel 2021, riguardano diversi aspetti, dalle competenze di base e l’educazione della prima infanzia alla preparazione digitale e all’apprendimento degli adulti.

Gli obiettivi riflettono preoccupazioni condivise: lacune nelle competenze, cambiamenti demografici, esigenze del mercato del lavoro e il crescente impatto del COVID-19 sui sistemi educativi. Tuttavia, con forti disparità tra paesi, regioni e gruppi sociali, la strada verso il 2030 rimane ardua.

  1. Competenze di base: dimezzare il rendimento insufficiente

L’UE mira a ridurre il rendimento insufficiente in lettura, matematica e scienze a meno del 15% degli studenti di 15 anni, un calo drastico rispetto all’attuale 22%. Dati PISA recenti mostrano che uno studente su cinque non raggiunge la competenza di base in queste materie fondamentali. Paesi come l’Estonia hanno dimostrato che le riforme incentrate sull’equità e l’inclusione possono migliorare il rendimento, soprattutto tra gli studenti svantaggiati.

  1. Competenze digitali: massimo 15% di studenti in ritardo in ottava elementare

Un nuovo obiettivo per il 2030 impegna gli Stati membri a garantire che non più del 15% degli studenti di ottava elementare rimanga indietro nelle competenze digitali. Una priorità quanto mai attuale: l’alfabetizzazione digitale è diventata essenziale durante la pandemia e si stima che il 90% dei futuri posti di lavoro richiederà un certo livello di competenza digitale.

  1. Educazione della prima infanzia: 96% di partecipazione

Entro il 2030, l’UE vuole che il 96% dei bambini dai 3 anni all’età di inizio della scuola sia iscritto a servizi di educazione e cura della prima infanzia. La partecipazione attuale è del 92-93%, con accesso e qualità disomogenei tra i vari paesi. I progressi sono in corso, ma richiedono investimenti in personale, programmi di studio e infrastrutture.

  1. Abbandono scolastico precoce: meno del 9%

La percentuale di giovani di età compresa tra 18 e 24 anni che abbandonano la scuola precocemente dovrà scendere al di sotto del 9% (dal 9,9% del 2020). Permangono ampi divari di genere e in base allo status migratorio: l’abbandono scolastico precoce è 3,8% più alto tra i giovani uomini e significativamente più alto tra gli studenti nati all’estero.

  1. Istruzione terziaria: 45% dei giovani adulti

L’obiettivo dell’UE per il 2030 è che almeno il 45% dei giovani di età compresa tra 25 e 34 anni abbia completato un percorso di istruzione terziaria. La media attuale si aggira intorno al 40%, ma i divari tra città e aree rurali rimangono marcati: oltre il 50% contro il 28,9% rispettivamente.

  1. Apprendimento basato sul lavoro: il 60% dei diplomati di istruzione e formazione professionale

Entro il 2025, il 60% dei diplomati di istruzione e formazione professionale dovrebbe aver partecipato ad attività di apprendimento basate sul lavoro. L’obiettivo è quello di incrementare l’occupabilità dei giovani e allineare le competenze alle esigenze del mercato del lavoro.

  1. Apprendimento per adulti: 60% di partecipazione entro il 2030

I tassi di partecipazione all’apprendimento per adulti sono ancora bassi: solo il 10,8% partecipa attualmente a percorsi formativi. L’obiettivo è raggiungere il 47% entro il 2025 e il 60% entro il 2030, grazie alla transizione digitale, agli investimenti del RRF e al Piano d’azione dell’UE sul pilastro europeo dei diritti sociali.

Questi sette obiettivi costituiscono la spina dorsale della visione educativa dell’UE per il prossimo decennio. Mentre alcuni obiettivi sono a portata di mano, in particolare quelli relativi all’istruzione prescolare e all’occupazione dei laureati, altri, come le competenze di base e l’apprendimento degli adulti, richiedono un’azione urgente e costante.

Nella prossima fase, l’attuazione dipenderà dalla volontà politica, da investimenti mirati e dalla titolarità nazionale: tutti fattori cruciali per la capacità dei sistemi educativi europei di mantenere la promessa condivisa per il 2030.

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