La VDMA (Verband Deutscher Maschinen), la principale associazione tedesca dei costruttori di macchinari e impianti, critica duramente l’impostazione del bilancio federale in discussione al Bundestag, il parlamento tedesco. Al centro delle contestazioni dell’industria vi sono l’aumento dell’indebitamento, la crescita della spesa sociale e il rischio che risorse destinate alla trasformazione climatica vengano impiegate per coprire esigenze del bilancio ordinario.
“Un bilancio record segue l’altro e, nel giro di pochi anni, il quadro finanziario è stato messo a dura prova da un debito enorme”, ha affermato il direttore generale della VDMA, Thilo Brodtmann. “I futuri pagamenti degli interessi, in costante e rapida crescita, limiteranno prevedibilmente in modo considerevole il margine di manovra”.
Secondo Brodtmann, il governo starebbe rinviando “ancora una volta” il necessario risanamento strutturale delle finanze pubbliche. La critica si concentra in particolare sulle priorità di spesa previste dal bilancio, che ammontano a 555,4 miliardi di euro.
“Il problema principale è la definizione delle priorità di spesa”, ha sostenuto il direttore generale dell’associazione in un articolo pubblicato il 6 luglio sul sito ufficiale dell’associazione. “Finché miliardi di euro vengono investiti in programmi sociali e colmando deficit di bilancio, mancano i fondi necessari per la competitività e, di conseguenza, per il futuro del nostro polo imprenditoriale. Non abbiamo un problema di entrate, abbiamo un problema di spese”.
La VDMA esprime inoltre preoccupazione per il prestito da 5,2 miliardi di euro destinato all’Agenzia federale per l’impiego. Per l’associazione, la necessità di assicurare nuova liquidità all’ente rappresenta un segnale negativo sia per la tenuta del mercato del lavoro sia per la stabilità finanziaria del sistema di sicurezza sociale.
“Se l’Agenzia federale per l’impiego necessita di liquidità per un importo di 5,2 miliardi di euro, questo rappresenta un chiaro segnale d’allarme riguardo alla situazione del mercato del lavoro e alla stabilità finanziaria del sistema di sicurezza sociale”, ha dichiarato Brodtmann. La VDMA contesta anche la classificazione del prestito come investimento, osservando che non sarebbe destinato alla costruzione di nuove infrastrutture come strade, ponti o linee ferroviarie.
Un altro punto critico riguarda l’utilizzo delle risorse del Fondo per il clima e la trasformazione. Secondo l’associazione, i proventi derivanti dal sistema europeo di scambio delle quote di emissione dovrebbero essere reinvestiti prioritariamente nella decarbonizzazione e nell’ammodernamento dell’economia tedesca.
“L’impiego di questi fondi per il bilancio ordinario priva l’economia della sostanza di cui ha urgente bisogno”, ha avvertito Brodtmann, chiedendo che le risorse siano impiegate in modo più coerente con gli obiettivi di trasformazione industriale e climatica.
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La difesa spinge Berlino a prendere in prestito oltre 800 miliardi di euro
Secondo quanto riporta il Financial Times, la Germania prevede di prendere in prestito oltre 800 miliardi di euro entro il 2030, rompendo con decenni di rigore fiscale per portare la spesa per la difesa a livelli mai raggiunti dalla fine della Guerra fredda.
Nel 2027, il governo del cancelliere Friedrich Merz intende raccogliere sui mercati oltre 200 miliardi di euro, il 12,5% in più rispetto a quest’anno, secondo funzionari del ministero delle Finanze citati dal quotidiano britannico, mentre tra il 2027 e il 2030, la Germania dovrebbe prendere in prestito circa 838 miliardi di euro. Il bilancio segna una netta rottura con la radicata avversione del Paese al debito e con la stessa linea dell’Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU), il principale partito di centro-destra tedesco. di Merz in materia di prudenza fiscale, mantenuta dopo l’aumento della spesa seguito alla riunificazione tedesca negli anni Novanta.
L’obiettivo del debito aggiuntivo è quello di finanziarie anzitutto il bilancio della difesa tedesco, destinato a raggiungere 109 miliardi di euro il prossimo anno e 183,6 miliardi nel 2030. Berlino prevede inoltre di fornire 11,6 miliardi di euro in aiuti militari all’Ucraina il prossimo anno.
Dopo la vittoria dei Cristiano-democratici di Merz alle elezioni dello scorso anno, Berlino ha modificato il freno costituzionale al debito per esentare la spesa per la difesa, consentendo di fatto allo Stato di indebitarsi senza limiti per finalità militari.
Nell’ambito di queste riforme, Merz e i suoi partner di coalizione socialdemocratici hanno inoltre istituito un fondo dedicato da 500 miliardi di euro per modernizzare ponti, strade, ferrovie, ospedali, scuole e reti energetiche ormai obsolete.
La maggiore economia europea, il cui rating tripla A sostiene i costi di finanziamento dell’intera area euro, prevede di raccogliere circa 55 miliardi di euro nel 2027 per finanziare gli investimenti nelle infrastrutture, sempre secondo funzionari del ministero delle Finanze citati dal Financial Times.

