La Commissione europea ha dato il primo via libera alla richiesta dell’Italia di attivare la clausola nazionale di salvaguardia prevista dalle regole europee di bilancio, aprendo la strada a una maggiore flessibilità nella gestione della spesa pubblica. A confermarlo è stato il portavoce della Commissione europea per gli Affari economici, Balazs Ujvari, rispondendo alle domande dei giornalisti durante il briefing di mezzogiorno con la stampa a Palazzo Berlaymont.

“Abbiamo ricevuto la richiesta di attivazione dall’Italia l’11 settembre e l’abbiamo valutata, come facciamo sempre. L’Italia è, tra l’altro, il diciannovesimo Stato membro a richiedere l’attivazione della clausola”, ha spiegato il portavoce della Commissione europea per gli Affari economici, Balazs Ujvari.

Per il portavoce UE, la richiesta inoltrata dall’Italia soddisfa le condizioni necessarie per procedere con l’attivazione della clausola, in particolare per quanto riguarda il rispetto degli obblighi di sostenibilità delle finanze pubbliche.

“La nostra valutazione ha concluso che l’attivazione della clausola non compromette la sostenibilità di bilancio nel medio termine. In altre parole, nel caso dell’Italia, la nostra valutazione è positiva”, ha precisato Ujvari.

La luce verde da parte dell’esecutivo comunitario segue le dichiarazioni rilasciate mercoledì dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del vertice MED9 di Spalato. In conferenza stampa, Meloni ha ribadito la necessità di riconoscere agli Stati membri una maggiore flessibilità di bilancio per far fronte agli effetti dell’inflazione, confermando di aver affrontato la questione direttamente con Ursula von der Leyen osservando allo stesso tempo come il problema riguardi allo stesso tempo non solamente l’Italia, ma anche altri Paesi europei, tra cui la Grecia.

Come indicato dalla premier, l’obiettivo del governo italiano è ottenere che le spese aggiuntive determinate dall’aumento dei prezzi, comprese quelle legate alla rivalutazione delle pensioni e ai maggiori costi delle materie prime per gli investimenti del PNRR, vengano adeguatamente considerate nella valutazione del rispetto dei parametri europei. “Non stiamo chiedendo spesa libera”, ha precisato Meloni, sostenendo che si tratti di maggiori oneri non derivanti da nuove decisioni discrezionali dei governi.

Il parere favorevole della Commissione non rappresenta tuttavia l’autorizzazione definitiva. Ora il fascicolo passa al Consiglio dell’Unione europea che avrà l’ultima parola sull’attivazione della misura. “Il fascicolo passa ora al Consiglio, che avrà un mese di tempo per concedere il via libera definitivo. Solo allora la clausola potrà essere ufficialmente attivata per l’Italia”, ha sottolineato il portavoce.

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