Raffaele Fitto rilancia la centralità della politica di coesione europea in una fase in cui Bruxelles sta ripensando profondamente sia la struttura dei fondi UE sia l’architettura interna della Commissione. Intervenendo alla presentazione del nuovo pacchetto europeo sulla mobilità multimodale, il vicepresidente esecutivo della Commissione ha collegato direttamente il tema dei trasporti al futuro della coesione, insistendo sul fatto che la riduzione delle disparità territoriali dovrà restare uno degli assi centrali del prossimo bilancio europeo.
“La riduzione delle disparità territoriali è il cuore della politica di coesione”, ha affermato Fitto, rivendicando il percorso di “modernizzazione” avviato negli ultimi mesi dall’esecutivo europeo.
Il commissario italiano ha ricordato che la recente revisione intermedia dei programmi di coesione ha consentito agli Stati membri di riprogrammare circa 35 miliardi di euro verso nuove priorità strategiche, dalla competitività all’energia, fino alla resilienza idrica e all’edilizia abitativa. Secondo Fitto, questo processo dovrà proseguire anche nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
Il vicepresidente della Commissione ha citato in particolare la nuova strategia europea sul “right to stay”, lanciata la scorsa settimana, che punta a contrastare spopolamento e divari territoriali rafforzando investimenti e servizi nelle aree più periferiche e fragili dell’Unione.
È in questo contesto che Fitto ha affrontato anche il nodo delle infrastrutture e dei trasporti, rispondendo a una domanda sulle difficoltà di connessione nelle regioni più remote. “Questo sistema del biglietto unico e dell’efficientamento ha un senso se in tutti i territori ci sono le infrastrutture che consentono di utilizzarlo e beneficiarne”, ha spiegato.
Per Fitto, il tema infrastrutturale rappresenta uno degli elementi decisivi per rendere concreta la politica di coesione nei territori più svantaggiati. “Dobbiamo lavorare perché sia nell’attuale programmazione sia soprattutto nel futuro bilancio europeo si possa intervenire per coprire anche il differenziale infrastrutturale”, ha aggiunto.
Le dichiarazioni arrivano mentre a Bruxelles cresce il dibattito sul futuro stesso della politica di coesione. Nelle ultime settimane è emersa infatti l’ipotesi di una profonda riorganizzazione delle direzioni generali della Commissione europea, inclusa la DG Regio, il dipartimento responsabile dei fondi strutturali.
L’idea allo studio sarebbe quella di accorpare le strutture che oggi gestiscono coesione, agricoltura e investimenti in un’unica grande direzione generale collegata al futuro fondo europeo per competitività e investimenti previsto nel prossimo bilancio pluriennale.
Uno scenario che preoccupa molte regioni europee e amministrazioni locali, timorose che la politica di coesione possa perdere centralità o essere progressivamente subordinata alle nuove priorità industriali e geopolitiche dell’Unione.
Fitto ha però cercato di rassicurare sul mantenimento del ruolo strategico della coesione. “La coesione è e resterà centrale nella nostra politica”, aveva dichiarato nei giorni scorsi, sottolineando la necessità di adattare gli strumenti europei alle nuove sfide senza abbandonare l’obiettivo storico di riequilibrio territoriale.
Nel suo intervento il vicepresidente della Commissione ha insistito anche sulla necessità di un approccio integrato tra coesione, trasporti, turismo, agricoltura, pesca e blue economy, sostenendo che solo una strategia coordinata potrà rafforzare la competitività dei territori più fragili senza aumentare ulteriormente i divari interni all’Unione.

