Oltre 10 milioni di persone hanno partecipato a programmi di formazione nell’ambito del Patto per le competenze dal suo lancio nel 2020, con quasi 4 milioni coinvolti nel solo 2025. È quanto emerge dall’ultima indagine annuale della Commissione europea, che fotografa l’avanzamento di uno dei pilastri della strategia europea su lavoro e competitività.
L’iniziativa, nata per sostenere le transizioni verde e digitale, punta a colmare il divario tra domanda e offerta di competenze attraverso partenariati pubblico-privati. L’obiettivo è contribuire al target UE che prevede il coinvolgimento annuale del 60% degli adulti in attività di formazione entro il 2030, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali.
“La riqualificazione è essenziale per colmare il mismatch tra domanda e offerta di competenze e affrontare la carenza di manodopera”, ha affermato Roxana Mînzatu, sottolineando come il Patto stia aiutando imprese e lavoratori ad allinearsi alle esigenze del mercato.
Una rete ampia, investimenti in crescita
Dal 2020, il Patto ha mobilitato circa 4.000 organizzazioni tra imprese, parti sociali, enti di formazione e autorità pubbliche. Secondo la relazione, queste realtà hanno investito complessivamente oltre 1 miliardo di euro in programmi di upskilling e reskilling.
L’indagine evidenzia anche un alto livello di soddisfazione: l’85% di imprese e lavoratori coinvolti riconosce benefici concreti, dall’accesso a dati sulle competenze alla possibilità di creare reti e collaborazioni. Nel complesso, oltre 277.600 organizzazioni hanno partecipato a ecosistemi di competenze, contribuendo allo sviluppo o aggiornamento di circa 46.500 programmi formativi, tra corsi brevi e percorsi qualificanti.
Le priorità restano coerenti con le esigenze del mercato: competenze digitali, green e settoriali sono al centro degli investimenti, riflettendo la trasformazione industriale in corso.
Il ruolo dei territori e delle filiere
Un elemento chiave emerso dall’indagine riguarda l’efficacia dei partenariati regionali. Il 93% segnala un miglior allineamento tra domanda e offerta di competenze a livello locale, mentre l’86% indica un contributo diretto alla transizione verde e digitale.
Tra i casi citati, il partenariato della Tessaglia in Grecia, focalizzato su agricoltura intelligente ed energie rinnovabili, e l’iniziativa EURADRIA tra Italia e Slovenia, che ha rafforzato opportunità di formazione e occupazione in diversi settori. Complessivamente, il 79% dei partenariati regionali ha avuto un impatto positivo sulla crescita economica locale.
Parallelamente, i partenariati su larga scala, che coinvolgono interi ecosistemi industriali, mostrano un’accelerazione significativa: nel 2025, le organizzazioni aderenti hanno formato in media il 26% della propria forza lavoro.
Le organizzazioni coinvolte nel Patto si sono impegnate a riqualificare complessivamente 25 milioni di persone entro il 2030. Nel quadro della più ampia strategia europea per le competenze, Bruxelles ha ora invitato governi, imprese e attori della formazione a raddoppiare gli sforzi.

