Péter Magyar, nuovo primo ministro dell’Ungheria, ha compiuto una visita ufficiale a Berlino, il suo terzo viaggio all’estero dall’insediamento dopo Varsavia e Vienna. L’incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha prodotto dichiarazioni che lasciano intravedere una svolta nei rapporti tra Budapest e l’Europa, nuovi impegni economici e i primi segnali di apertura sul dossier ucraino.

Accogliendo il premier ungherese, Merz ha sottolineato il valore simbolico dell’incontro, ricordando che è la seconda volta negli ultimi decenni che la Germania riceve da Budapest un messaggio incoraggiante. La prima fu nel 1989, quando l’Ungheria contribuì alla caduta della Cortina di ferro.

“Péter Magyar ha dimostrato che il pendolo non oscilla in una sola direzione. Può tornare indietro e spostarsi nuovamente verso il centro”, ha dichiarato il cancelliere durante la conferenza stampa. “Crediamo che lei sia in grado di riportare l’Ungheria nel cuore dell’Europa”, ha aggiunto rivolgendosi direttamente al premier ungherese.

Magyar ha citato le parole di József Antall, primo capo di governo democraticamente eletto dell’Ungheria post-comunista: “Servo e continuerò a servire finché sarò utile alla nazione. Lo farò finché ne sarò capace”.

Ha inoltre sottolineato l’eccezionalità del proprio mandato elettorale, ricordando che dal 1990 nessuna elezione ungherese aveva registrato un’affluenza così elevata e che nessun governo aveva ricevuto un sostegno così ampio.

“So perfettamente che un mandato così forte comporta una responsabilità enorme e aspettative altrettanto grandi”, ha affermato. “Aspettative che non sono elevate soltanto in Ungheria, ma in tutta Europa”.

Un segnale di affidabilità agli investitori

“La Germania è il più importante investitore straniero in Ungheria, sia per quanto riguarda le esportazioni sia per le importazioni”, ha sottolineato Magyar.

L’interscambio commerciale tra i due Paesi ammonta a 67 miliardi di euro, mentre gli investimenti tedeschi garantiscono lavoro a decine di migliaia di cittadini ungheresi. Secondo il premier, un ulteriore rafforzamento della cooperazione passa necessariamente attraverso una lotta efficace alla corruzione.

Per questo ha annunciato un ampio programma di riforme che comprende il rafforzamento dell’Autorità per l’Integrità, la creazione di un’Ufficio per il Recupero e la Protezione del Patrimonio Nazionale e il ripristino dell’indipendenza della magistratura e degli organi investigativi.

“Una delle priorità del nostro governo è combattere la corruzione e ristabilire l’indipendenza del sistema giudiziario e delle autorità investigative”, ha dichiarato.

Parallelamente, Magyar ha annunciato una serie di incontri con i principali investitori tedeschi presenti in Ungheria per ascoltarne esigenze e proposte. “Gli investimenti tedeschi e il know-how ungherese, insieme al coraggio ungherese, possono realizzare risultati straordinari”, ha affermato.

Diversificazione energetica al posto della dipendenza

Il nuovo leader ungherese ha promesso di allontanarsi dalla linea seguita dal precedente governo di Viktor Orbán, che aveva mantenuto stretti legami energetici con la Russia e si era opposto alle sanzioni occidentali contro il settore energetico russo.

Magyar ha assicurato che il nuovo esecutivo farà tutto il possibile per diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. “La diversificazione serve sia alla sicurezza energetica sia a ottenere una posizione negoziale migliore sui prezzi”, ha spiegato.

Il premier ha anche affrontato il tema del veto, strumento spesso utilizzato dal precedente governo ungherese nei negoziati europei.

“Io credo nei negoziati. Ho lavorato per nove anni a Bruxelles come diplomatico del precedente governo ungherese e alla fine si riusciva sempre a trovare un compromesso. Il veto è un diritto sovrano, ma dovrebbe essere utilizzato solo quando tutte le altre possibilità di negoziazione sono state esaurite”, ha dichiarato.

Merz ha accolto positivamente queste parole, invitando l’Ungheria a partecipare attivamente al dibattito europeo sulla competitività e sul futuro quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, richiamando i rapporti elaborati da Enrico Letta e Mario Draghi.

“Abbiamo bisogno di un’Europa sovrana e economicamente forte”, ha affermato il cancelliere. Magyar ha confermato che Budapest sarà un partner costruttivo nei negoziati sul prossimo bilancio europeo e parteciperà pienamente ai principali dibattiti dell’Unione, dalla migrazione alla competitività fino alla politica estera.

Ucraina: condizioni preliminari ma ottimismo

Sul dossier ucraino, Magyar ha confermato che il rispetto dei diritti della minoranza ungherese in Ucraina resta una condizione preliminare per il sostegno di Budapest all’apertura dei primi capitoli negoziali per l’adesione di Kyiv all’Unione europea.

“È una condizione preliminare, ma non credo sia necessario soffermarsi troppo sulla questione, perché sembra che un accordo sia vicino”, ha dichiarato.

I colloqui tecnici tra Budapest e Kyiv sui diritti linguistici, culturali ed educativi della minoranza ungherese della Transcarpazia, composta da oltre centomila persone, sono in corso e, secondo Magyar, stanno procedendo “in modo molto incoraggiante”.

Il premier ha inoltre espresso la disponibilità a incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky all’inizio della prossima settimana, a condizione che venga raggiunta un’intesa sui punti ancora aperti.

“Poter usare la propria lingua madre all’asilo, a scuola, nell’amministrazione pubblica e godere dei propri diritti culturali è un diritto umano fondamentale”, ha affermato.

Allo stesso tempo, Magyar ha precisato che l’Ungheria non intende modificare la propria posizione sul coinvolgimento militare diretto nel conflitto: Budapest continuerà a escludere qualsiasi partecipazione militare ungherese alla guerra in Ucraina.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

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