La Commissione europea ha raccomandato ieri (2 giugno) a Germania, Austria e altri sette Paesi dell’Unione europea di eliminare i controlli alle frontiere interne introdotti negli ultimi anni per contrastare l’immigrazione irregolare. Secondo l’esecutivo europeo, il numero degli attraversamenti illegali è diminuito sensibilmente e oggi esistono strumenti alternativi più adeguati.

Negli ultimi anni circa un terzo degli Stati membri dell’Unone ha reintrodotto controlli alle frontiere interne, una possibilità prevista dalle norme europee ma che dovrebbe essere limitata nel tempo. La Commissione non può imporne la revoca, ma può formulare raccomandazioni e collaborare con i governi nazionali per individuare soluzioni che evitino disagi, soprattutto in vista dell’imminente stagione turistica estiva.

“La Commissione raccomanda che i nove Stati membri interessati lavorino a una progressiva cessazione e abolizione dei controlli alle frontiere interne, utilizzando pienamente le misure alternative disponibili e la cooperazione regionale”, ha dichiarato Bruxelles.

Oltre a Germania e Austria, l’invito riguarda anche Danimarca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia.

La Germania controlla attualmente l’intero perimetro delle proprie frontiere. I controlli al confine con l’Austria sono in vigore dal 2015, mentre nell’ottobre 2023 sono stati estesi ai confini con Repubblica Ceca, Polonia e Svizzera. Nel settembre 2024, l’allora ministra dell’Interno Nancy Faeser dispose inoltre controlli ai confini con Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi e Danimarca.

L’Austria ha introdotto controlli alla frontiera con la Repubblica Ceca nell’ottobre 2023. Alla fine dello scorso anno i media austriaci avevano ipotizzato una loro abolizione, sostenuta dal partito liberale NEOS, membro della coalizione di governo. Tuttavia il ministro dell’Interno Gerhard Karner ha successivamente annunciato una proroga di altri sei mesi e l’intenzione di estendere progressivamente il nuovo sistema di sorveglianza a tutta l’area di confine.

Bruxelles ha inoltre ricordato che entrerà presto in vigore il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che dovrebbe facilitare il rimpatrio dei migranti presenti illegalmente nell’Unione e rafforzare i controlli alle frontiere esterne.

Secondo le statistiche citate dalla Commissione, il numero degli attraversamenti irregolari delle frontiere dell’Unione è diminuito del 40% dall’inizio dell’anno. Per questo motivo Bruxelles ritiene che i controlli permanenti alle frontiere interne possano essere sostituiti da strumenti meno invasivi, come controlli di polizia a campione, una maggiore cooperazione tra le forze di sicurezza nazionali e sistemi elettronici di monitoraggio dei veicoli.

La questione tocca direttamente il futuro dello Spazio Schengen, uno dei pilastri dell’integrazione europea, che negli ultimi anni è stato messo sotto pressione sia dai flussi migratori sia dalle preoccupazioni legate alla sicurezza interna.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da update-eu disponibile qui.

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