Le elezioni parlamentari di domenica a Cipro hanno prodotto una frammentata Camera dei Rappresentanti composta da sei partiti, con il conservatore Raggruppamento Democratico (DISY | PPE) emerso come primo partito, il Partito Progressista dei Lavoratori (AKEL | Left) di sinistra confermatosi al secondo posto e il Fronte Popolare Nazionale (ELAM | ECR) di estrema destra che ha quasi raddoppiato la propria forza, classificandosi terzo.
L’affluenza è salita al 66,4%, rispetto al 63,9% del 2021, con 378.150 schede votate su 569.182 elettori registrati. Diciannove liste di partito e nove candidati indipendenti si sono contesi i 56 seggi nella parte meridionale dell’isola, controllata dai greco-ciprioti, con una soglia di sbarramento del 3,6% per ottenere la rappresentanza.
Secondo i risultati finali, il DISY, guidato dalla presidente della Camera Annita Demetriou, ha ottenuto circa il 27,2% dei voti e 17 seggi. AKEL ha seguito con circa il 23,9% e 15 seggi. ELAM, di estrema destra, è salito al 10,9%, conquistando otto seggi, un significativo aumento rispetto al 6,8% e ai quattro seggi della precedente elezione.
I partiti centristi che avevano sostenuto il presidente Nikos Christodoulides hanno subito perdite rilevanti. Il Partito Democratico (DIKO | S&D) si è classificato quarto con circa il 10% e otto seggi. Il Movimento dei Socialdemocratici (EDEK | S&D) è sceso sotto la soglia di sbarramento, spingendo il loro leader ad annunciare inizialmente le proprie dimissioni. Anche Schieramento Democratico (DiPa | Renew) non è riuscito a entrare in parlamento.
Due nuovi soggetti politici sono riusciti a emergere: il movimento anticorruzione Cittadini per Cipro (ALMA | Renew), guidato da Odysseas Michailides, e Democrazia Diretta (DD | NI), fondato dall’influencer ed eurodeputato Fidias Panayiotou, noto a livello internazionale per la sua protesta del 2023 davanti agli uffici di Elon Musk. Entrambi hanno ottenuto quattro seggi.
Cipro al voto, l’establishment trema: avanzano estrema destra e movimenti anti-sistema
Gli scandali di corruzione e l’aumento del costo della vita hanno dominato la campagna elettorale, insieme alle preoccupazioni legate all’immigrazione. Il voto rappresenta inoltre un importante banco di prova in vista delle elezioni presidenziali del 2028.
Il presidente Christodoulides, un indipendente centrista eletto nel 2023 con il sostegno di diversi partiti minori, ha riconosciuto il risultato e promesso collaborazione con il nuovo Parlamento. Gli analisti sottolineano che potrebbe incontrare difficoltà nel costruire alleanze per una rielezione, dato l’indebolimento dei suoi precedenti sostenitori.
La nuova composizione della Camera potrebbe complicare la governabilità dell’isola divisa, dove la Repubblica di Cipro, riconosciuta a livello internazionale, controlla il sud, mentre i turco-ciprioti amministrano il nord dopo la divisione del 1974. Nessun partito dispone della maggioranza, aprendo così una fase di negoziati su questioni chiave come economia, immigrazione e il processo di riunificazione da tempo in stallo.
Annita Demetriou del DISY ha sottolineato “sicurezza e stabilità”, mentre Christos Christou di ELAM ha celebrato una “straordinaria vittoria”. Stefanos Stefanou di AKEL ha invece parlato di una rinnovata fiducia pubblica.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

