La Commissione europea prova ad accelerare sulla crisi abitativa e chiama a raccolta governi, città, regioni e operatori del settore immobiliare. Bruxelles ha infatti lanciato un invito pubblico a manifestare interesse per aderire alla prima Alleanza europea per l’edilizia abitativa, una piattaforma che punta a coordinare istituzioni e stakeholder per affrontare una delle emergenze sociali più pressanti nell’Unione.

L’iniziativa è stata presentata dal commissario europeo per l’Energia e l’edilizia abitativa Dan Jørgensen durante la riunione informale dei ministri europei responsabili dell’housing a Nicosia. L’Alleanza contribuirà all’attuazione del piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili presentato dalla Commissione lo scorso dicembre e punta a favorire cooperazione, scambio di buone pratiche e coordinamento sugli investimenti nel settore.

“In un momento in cui la crisi abitativa colpisce le comunità di tutta Europa, la collaborazione è più importante che mai”, ha dichiarato Jørgensen, spiegando che l’obiettivo è costruire “una piattaforma comune per plasmare insieme il futuro dell’edilizia abitativa in Europa”.

Il tema è ormai diventato centrale nell’agenda europea. Secondo i dati citati dalla Commissione, dal 2013 i prezzi delle case nell’Ue sono aumentati di oltre il 60%, mentre gli affitti medi sono cresciuti di circa il 20%, con incrementi ancora più marcati nelle grandi città. Parallelamente, i permessi di costruzione nell’Unione sono diminuiti di oltre il 22% dal 2021.

Per Bruxelles, la questione non riguarda più soltanto le politiche sociali, ma anche competitività economica, coesione territoriale e tenuta democratica. Negli ultimi mesi la Commissione ha iniziato a costruire un vero e proprio pacchetto europeo sull’housing, un terreno finora rimasto quasi interamente nelle mani degli Stati membri.

Tra le misure in preparazione c’è anche una futura proposta legislativa sugli alloggi accessibili, che dovrebbe fornire alle autorità locali strumenti per limitare gli effetti degli affitti brevi nelle aree sotto pressione abitativa. La Commissione considera infatti la proliferazione delle piattaforme turistiche uno dei fattori che stanno contribuendo alla crescita dei prezzi nelle città europee. Tra il 2018 e il 2024 gli affitti brevi sono quasi raddoppiati nell’Ue e in alcune zone arrivano a rappresentare fino al 20% del patrimonio immobiliare disponibile.

“Bruxelles da sola non sarà in grado di risolvere questa crisi”, ha ammesso Jørgensen, sottolineando la necessità di mobilitare tutti i livelli di governance.

L’esecutivo europeo punta inoltre a mobilitare nuovi investimenti pubblici e privati attraverso una piattaforma paneuropea dedicata all’edilizia sociale e accessibile. Secondo le stime circolate a Bruxelles, l’Europa avrebbe bisogno di circa 650mila abitazioni aggiuntive ogni anno rispetto ai livelli attuali per rispondere alla domanda crescente.

 

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