Nel giorno della Festa dell’Europa, Roma ha celebrato l’Unione europea con bandiere, musica, interventi istituzionali e migliaia di giovani riuniti in Piazza del Campidoglio per l’evento “Luci d’Europa”, con la partecipazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. La manifestazione, organizzata in occasione della Giornata dell’Europa, ha trasformato il cuore istituzionale della Capitale in uno spazio di partecipazione, memoria e rilancio del progetto europeo, in una fase segnata dalle tensioni internazionali, dalla guerra in Ucraina e dalla necessità di riaffermare il valore politico dell’integrazione.
Rivolgendosi ai ragazzi presenti in piazza, Metsola, parlando in collegamento da Strasburgo ha rivendicato il valore del progetto europeo, definendo l’Unione “ancora il posto migliore in cui vivere” e “il luogo più sicuro” dove creare una “famiglia”. “Voi siete italiani, voi siete europei”, ha detto la presidente del Parlamento europeo, sottolineando che “questa è la bellezza del nostro progetto. Noi siamo l’Europa, voi siete l’Europa”. Per Metsola, Roma rappresenta un luogo simbolico della costruzione europea: “Vi trovate proprio nel luogo in cui il nostro progetto europeo ha preso vita. Siete qui perché credete nell’Europa, nel potenziale della sua gente, nella speranza che il domani sia migliore di oggi”.
La presidente del Parlamento europeo ha poi insistito sul rapporto tra identità nazionale e appartenenza europea, respingendo l’idea che le due dimensioni siano in contraddizione. “L’Italia sa cosa significa essere europei”, ha affermato Metsola, aggiungendo che gli italiani sanno “che tradizione e innovazione non sono in contraddizione, che diversità e dialogo possono coesistere, che identità e apertura non sono opposti, ma sono la stessa definizione di Europa”. Da qui il richiamo alla storia culturale del continente, definito “la casa degli inventori, dei pionieri, di chi si è spinto oltre i confini del possibile”, ma anche “un faro di speranza, una superpotenza dei diritti”.
La Festa dell’Europa si celebra ogni anno il 9 maggio in ricordo della dichiarazione pronunciata nel 1950 dall’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman, considerata l’atto fondativo del processo di integrazione europea. In quel discorso, Schuman propose di mettere in comune la produzione franco-tedesca di carbone e acciaio, due settori allora centrali per l’industria bellica, ponendo le basi della futura Comunità europea del carbone e dell’acciaio. L’obiettivo era rendere non solo impensabile, ma materialmente impossibile una nuova guerra tra Francia e Germania. Da quella intuizione nacque il percorso che avrebbe portato, attraverso successivi trattati e allargamenti, all’attuale Unione europea.
A Roma, la ricorrenza è stata declinata soprattutto come momento di incontro con le nuove generazioni. Le coperture dell’evento raccontano l’intera serata: dagli arrivi istituzionali — tra cui il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, le vicepresidenti del Parlamento europeo Pina Picierno e Antonella Sberna — agli interventi dei giovani, dalle premiazioni delle scuole fino ai momenti di piazza. Un’attenzione particolare è stata riservata anche all’Ucraina, con riferimenti e simboli legati alla guerra e alla solidarietà europea verso Kyiv.
La serata è poi proseguita con musica e spettacolo. Sul palco si sono alternati Francesca Michielin, Nicola Piovani e Andrea Bocelli, con la conduzione di Aurora Ramazzotti davanti a migliaia di ragazzi arrivati in gruppi da scuole e regioni diverse d’Italia. Una partecipazione che ha dato alla celebrazione un carattere meno formale e più popolare, confermando l’intenzione di avvicinare l’Europa non solo alle istituzioni, ma anche alla vita quotidiana dei cittadini e dei più giovani.
Nelle interviste realizzate sul posto, Andrea Bocelli ha rilanciato l’idea che “l’Unione fa la forza” per contribuire alla pace. Francesca Michielin ha sintetizzato il proprio legame con il progetto europeo affermando: “Mi sento europea”. Aurora Ramazzotti ha sottolineato il bisogno di ritrovare “un senso di unione sotto lo stesso cielo”, mentre Nicola Piovani ha parlato dell’Europa unita come di “un sogno” da trasformare in realtà.
Anche gli interventi politici hanno insistito sul nesso tra giovani, democrazia e responsabilità europea. La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha parlato di un’Europa da immaginare per difendere la democrazia. Antonella Sberna ha ricordato che l’Europa è una scelta da coltivare su valori comuni. L’eurodeputata Camilla Laureti ha richiamato la responsabilità dei giovani nel far camminare il sogno europeo sulle loro gambe, mentre Dario Nardella ha affermato che i ragazzi “non sono il futuro, sono già il presente dell’Europa”. Nicola Procaccini ha invitato i giovani a “stare dentro le cose” e a “prendere a morsi la vita”. Matteo Ricci ha infine indicato l’UE come “lo strumento contro le guerre”.
Nel suo intervento, Metsola ha affidato proprio ai giovani il compito di scrivere il prossimo capitolo dell’integrazione europea. “La storia dell’Europa è ancora da scrivere”, ha detto, ricordando che il futuro del progetto europeo appartiene anche “a tutti coloro che non si chiedono solo cosa l’Europa possa fare per loro, ma quale responsabilità abbiano per renderla migliore”. La presidente ha quindi invitato i ragazzi a essere “la luce che non si spegne quando tutto intorno si fa buio” e a non considerare l’Europa come un progetto distante: “Non si deve scegliere tra amare il proprio Paese e credere nell’Europa. L’Europa non è il progetto di qualcun altro, è il progetto nostro ed è il progetto vostro”.
[a cura di Simone Cantarini]

