Dalla lotta contro l’esclusione abitativa al rafforzamento dei diritti delle persone con disabilità, passando per una riduzione della povertà infantile, la Commissione europea mette in campo un ambizioso piano sociale che mira ad eliminare la povertà nel blocco entro il 2050. Presentato mercoledì a Bruxelles, il pacchetto di misure comprende la prima strategia UE contro la povertà, una proposta di raccomandazione del Consiglio sulla lotta all’esclusione abitativa e due comunicazioni: una sulla rottura del ciclo della povertà infantile e una sul rafforzamento della strategia per i diritti delle persone con disabilità fino al 2030.

L’Unione europea deve e può garantire che le esigenze di efficienza economica “non siano a costo di danni sociali” e sa preservare “un equilibrio” tra obiettivi fiscali e convergenza sociale, ha affermato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Roxana Mînzatu, presentando in conferenza stampa il pacchetto UE anti-povertà.

“Penso che la Commissione europea disponga di buoni strumenti che, se applicati in modo equilibrato, e l’equilibrio è sempre, a mio avviso personale, la chiave, possono garantire che le traiettorie economiche, di bilancio e fiscali degli Stati membri restino solide”, ha sottolineato Minzatu.

La vicepresidente esecutiva responsabile per i diritti sociali, le competenze, il lavoro di qualità e la formazione ha affermato che con questo nuovo pacchetto Bruxelles vuole assicurare che “queste esigenze di efficienza non avvengano a costo di danni sociali” e che vi sia “anche convergenza sociale”.

Minzatu ha anche difeso il Semestre europeo e il nuovo quadro di convergenza sociale, sostenendo che oggi l’UE dispone di strumenti “più equilibrati che mai”, “non concentrati soltanto sull’economia”, ma dotati anche di “una dimensione sociale”.

Per la commissaria rumena, “la misura in cui l’UE riuscirà o meno a gestire queste trasformazioni e transizioni dipenderà da quanto saremo credibili davanti ai nostri cittadini”, in particolare nel difendere i diritti fondamentali come “istruzione, sanità, lavoro dignitoso”.

Il costo della vita preoccupa gli europei

Secondo quanto emerge dai sondaggi di Eurobarometro, il 52% degli europei indica il costo della vita come la principale preoccupazione. La Commissione sostiene che l’Unione europea sta affrontando tre sfide urgenti: una crisi abitativa (la mancanza di alloggi a prezzi accessibili è considerata un problema immediato e urgente dal 40% dei cittadini, e un milione di persone sono senza fissa dimora); gli ostacoli alla partecipazione a un mercato del lavoro in rapida evoluzione; e la povertà, che colpisce un europeo su cinque e un bambino su quattro.

Inoltre, molte persone socioeconomicamente vulnerabili sono esposte a discriminazioni e stigmatizzazione. Occorre fare di più per garantire la tutela dei loro diritti. Ciò include i diritti delle persone con disabilità, che devono essere pienamente realizzati in ogni aspetto della vita.

In questo contesto la strategia dell’UE per la lotta alla povertà definisce, secondo Bruxelles, un percorso chiaro per raggiungere l’obiettivo stabilito nel Piano d’azione del Pilastro europeo dei diritti sociali, ovvero ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale entro il 2030, nonché contribuire all’eliminazione della povertà entro il 2050.

Tre priorità: lavoro, servizi e azioni coordinate contro la povertà

Nello specifico, il piano integra tre priorità: posti di lavoro di qualità per tutti, accesso effettivo a servizi di qualità e azioni coordinate contro la povertà.

La strategia elenca una serie di azioni chiave per raggiungere queste priorità. Per spezzare il ciclo della povertà a ogni età, la Commissione consulterà, ad esempio, le parti sociali su un possibile nuovo strumento giuridico per l’integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro.

La strategia pensata da Bruxelles delinea anche le modalità per sostenere gli anziani attraverso pensioni adeguate, chiedendo inoltre una maggiore unità tra governi nazionali, regionali e locali con imprese e la società civile per combattere la povertà, anche attraverso la creazione di una coalizione contro la povertà entro la fine dell’anno e un nuovo dialogo strutturato per consultare le persone che vivono in povertà sulle politiche pertinenti.

Infanzia, casa e disabilità: il nuovo fronte sociale dell’UE

La Commissione europea intende rafforzare la Garanzia europea per l’infanzia, il principale strumento dell’UE a sostegno dei minori in condizioni di vulnerabilità, di fronte a una povertà infantile che resta strutturalmente elevata.

Secondo Bruxelles, nell’UE i bambini continuano a essere più esposti degli adulti al rischio di povertà o esclusione sociale, senza che negli ultimi cinque anni si sia registrata una riduzione significativa del fenomeno.

La Garanzia europea per l’infanzia punta a garantire ai bambini bisognosi un accesso gratuito ed effettivo a servizi essenziali come l’educazione e la cura della prima infanzia, l’assistenza sanitaria e i pasti scolastici. Con la nuova proposta, Bruxelles vuole intervenire non solo sull’accesso ai servizi, ma anche sulle condizioni delle famiglie, rafforzando il legame tra lotta alla povertà infantile, occupazione di qualità, servizi per l’infanzia e reti di protezione sociale. L’esecutivo UE intende inoltre migliorare l’accesso dei minori vulnerabili a programmi di tutoraggio e al sostegno per la salute mentale.

Tra le novità annunciate figura anche un progetto pilota, da realizzare con gli Stati membri, per una Carta europea della Garanzia per l’infanzia, pensata per facilitare l’accesso ai servizi e rendere più coerente il sostegno ai bambini più fragili. La Commissione richiama inoltre la necessità di proteggere i minori dalle minacce online e offline, compresi sfruttamento e abusi.

Sul fronte abitativo, Bruxelles punta invece a contrastare l’esclusione abitativa e la condizione di senzatetto attraverso una proposta di raccomandazione del Consiglio fondata sulla prevenzione e su soluzioni di lungo periodo.

La Commissione ricorda che l’accesso alla casa è un diritto fondamentale, ma che dal 2013 i prezzi delle abitazioni nell’UE sono aumentati del 60%, rendendo sempre più difficile per molti europei trovare un alloggio adeguato.

La raccomandazione promuove un aumento dell’offerta di alloggi sociali e a prezzi accessibili e un approccio centrato sulla persona, con l’obiettivo di accompagnare chi si trova in condizioni di esclusione abitativa verso una sistemazione stabile. La proposta rientra tra i primi risultati attesi del Piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili, presentato dalla Commissione nel dicembre 2025 per affrontare in modo più organico una crisi che coinvolge milioni di cittadini europei.

La Commissione rilancia anche l’impegno sull’inclusione delle persone con disabilità, ricordando che nell’UE vivono circa 90 milioni di persone con disabilità, oltre un europeo su cinque. Nonostante i progressi compiuti, restano divari profondi: solo il 55% delle persone con disabilità ha un lavoro, contro il 77% delle persone senza disabilità; 1,4 milioni vivono ancora in strutture residenziali; e una persona con disabilità su tre è a rischio di povertà, quasi il doppio della media europea.

Per tradurre i diritti in misure concrete, Bruxelles annuncia un rafforzamento dell’attuazione della propria agenda sulla disabilità. Tra le iniziative previste figurano l’introduzione a livello europeo della Carta europea della disabilità e della Tessera europea di parcheggio, il lancio di un’Alleanza per la vita indipendente per favorire il passaggio dalle strutture residenziali ai servizi di supporto basati sulla comunità, il miglioramento dell’accessibilità dei trasporti e maggiori investimenti nelle tecnologie assistive, comprese quelle basate sull’intelligenza artificiale.

, , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *