Una società tecnologica con sede a Cluj-Napoca sta fornendo strumenti avanzati di intelligenza artificiale alle istituzioni statali più sensibili della Romania – il servizio di intelligence rumeno (SRI), il servizio di protezione e guardia (SPP) e il ministero della Difesa nazionale (MApN). L’azienda, ZA Cloud SRL, opera con il marchio Zetta ed è spesso descritta dai media romeni come l’equivalente nazionale del colosso statunitense Palantir Technologies.
Zetta è specializzata in “IA sovrana” – sistemi che elaborano i dati interamente su server locali, garantendo che le informazioni sensibili non lascino il territorio romeno. L’azienda sostiene che il proprio software sia impiegato per missioni critiche, tra cui intelligence open source, monitoraggio dei social media, rilevamento di minacce informatiche, riconoscimento automatico del parlato, traduzione e tracciamento della disinformazione.
Secondo i registri degli appalti pubblici, Zetta ha ottenuto negli ultimi anni diversi contratti con istituzioni della sicurezza: un contratto del 2024 da quasi 500.000 lei (circa 100.000 euro) con un’agenzia di ricerca militare del MApN, più accordi con l’Istituto per tecnologie avanzate dell’SRI, contratti nel 2025 con l’SPP per un totale di 54.000 lei per supporto a moduli IA e integrazione server, collaborazioni in corso dal 2022 con la Scuola nazionale di studi politici e amministrativi (SNSPA).
Il fatturato dell’azienda ha superato il milione di lei in diversi anni recenti; ha inoltre ottenuto un piccolo finanziamento dal Fondo europeo per la difesa nell’ambito di un consorzio multinazionale e un premio della Google Digital News Initiative. Il cofondatore e chief strategist, George Bara, ha anche dichiarato ai media romeni che Zetta avrebbe fornito sistemi di IA al Pentagono statunitense, anche se i dettagli restano classificati.
Sulla carta, Bara, 42 anni, si presenta come un imprenditore dell’IA con un profilo consolidato: 20 anni nel software e 12 nell’intelligence applicata. Detiene il 27,9% di ZA Cloud ed è responsabile di strategia, vendite e partnership. L’azienda gestisce anche Stirili.ro, un sito di aggregazione di notizie che attinge sia a fonti mainstream sia a canali di parte, alcuni dei quali noti per diffondere disinformazione.
Eppure, due decenni fa Bara frequentava ambienti molto diversi. Nel 2005, giornali locali lo identificarono come presidente della sezione della contea di Bihor di Noua Dreaptă (“Nuova Destra”), un’organizzazione neo-legionaria ispirata alla Guardia di Ferro dell’epoca interbellica – un movimento fascista noto per antisemitismo, xenofobia e violenza politica. Bara era anche a capo del “dipartimento Internet” e del “dipartimento studenti” dell’organizzazione.
Resoconti dell’epoca lo descrivono mentre organizzava azioni di propaganda, tra cui l’affissione di manifesti a Oradea per commemorare il compleanno del fondatore della Guardia di Ferro, Corneliu Zelea Codreanu. Partecipò inoltre al campo di lavoro del 2005 e ricoprì ruoli di leadership almeno fino al 2007.
Nello stesso periodo e nei primi anni 2010, Bara fu caporedattore di NapocaNews, un portale online nazionalista e complottista con sede a Cluj. Articoli firmati o pubblicati sotto la sua direzione editoriale paragonavano eventi culturali ungheresi in Transilvania ai massacri del 1940 compiuti dalle truppe ungheresi a Ip e Trăznea. Criticò le Giornate culturali ungheresi a Cluj definendole un “pozzo senza fondo di denaro” e fece osservazioni denigratorie sulla lingua e la cultura ungherese. Alcuni di questi testi furono successivamente citati con approvazione da Dan Tănasă, attuale deputato del partito di estrema destra AUR.
Messo di fronte a queste informazioni dai giornalisti di PressOne, Bara ha affermato di “non ricordare” il suo coinvolgimento in Noua Dreaptă e ha suggerito una possibile confusione di identità, nonostante la corrispondenza dei dati biografici (tra cui gli studi alla Facoltà di Informatica di Timișoara). Ha minimizzato il proprio ruolo in NapocaNews, negato contenuti xenofobi e sostenuto di avere colleghi ungheresi. Ha inoltre accusato il media investigativo di condurre una campagna di “linciaggio”.
Bara ha cercato di prendere le distanze da quel passato, costruendo nuove credenziali. Nel 2021 ha partecipato a un progetto finanziato dall’Unione europea contro la radicalizzazione politica online insieme a ONG come ActiveWatch – organizzazioni che in seguito ha definito “legate a Soros”. Ha presentato Zetta come un difensore della sovranità nazionale nell’era dell’IA, sostenendo che l’elaborazione locale dei dati protegga la Romania da influenze straniere.
L’episodio evidenzia una tensione più ampia in Romania e in tutta Europa: la rapida crescita di aziende nazionali dell’intelligenza artificiale che ottengono contratti sensibili con lo Stato, mentre il passato ideologico dei loro fondatori resta in gran parte poco esaminato. Per ora, Zetta continua ad ampliare la propria presenza all’interno dell’apparato di sicurezza rumeno. Resta aperta la questione se i servizi di intelligence del Paese abbiano verificato a fondo la storia personale dell’uomo che vende loro “IA sovrana”.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

