Il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sul pacchetto “Omnibus VI” per la semplificazione delle norme europee su classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze chimiche, prodotti cosmetici e fertilizzanti. Il testo, approvato mercoledì a larga maggioranza con 540 voti favorevoli, 60 contrari e 45 astensioni, punta a introdurre maggiore flessibilità per le imprese, mantenendo al tempo stesso un elevato livello di protezione per la salute umana e l’ambiente. Dopo il voto, il Parlamento europeo è ora pronto ad avviare i negoziati con gli Stati membri sui dossier.
La posizione dell’Eurocamera accoglie gran parte delle modifiche proposte dalla Commissione europea, ma interviene su alcuni punti ritenuti essenziali per la tutela dei consumatori e la chiarezza delle informazioni. Nel testo, gli eurodeputati si oppongono alla cancellazione generalizzata dei requisiti relativi al testo da riportare sulle etichette dei prodotti chimici, insistendo sulla necessità che le informazioni restino leggibili per i consumatori. Chiedono inoltre di reintrodurre l’obbligo di indicare sull’etichetta un numero di telefono del fornitore e di valutare eventuali riduzioni specifiche degli elementi obbligatori per le confezioni tra 10 e 125 millilitri.
“L’Europa può offrire una regolamentazione più semplice, più intelligente e più efficace senza compromettere la sicurezza. La salute umana non è negoziabile”, ha dichiarato il relatore della commissione Ambiente, clima e sicurezza alimentare, Dimitris Tsiodras, del Partito popolare europeo (PPE). Secondo Tsiodras, il compromesso raggiunto garantisce “un approccio basato sulla scienza, chiarezza giuridica e tempistiche realistiche”, proteggendo i consumatori e rafforzando innovazione, occupazione e competitività europea. P
er il relatore della commissione Mercato interno e protezione dei consumatori, Piotr Müller, dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), il voto rappresenta “un grande passo nella giusta direzione”, perché introduce “una vera semplificazione per le imprese europee e l’innovazione” mantenendo standard di sicurezza elevati.
Sul fronte della classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche, il Parlamento chiede anche che ogni pubblicità rivolta al pubblico per sostanze o miscele classificate come pericolose includa un avvertimento, ad esempio uno o più pittogrammi di pericolo. Il voto si inserisce nel percorso già avviato dall’Eurocamera il 23 ottobre 2025, quando il Parlamento aveva rinviato al primo gennaio 2028 l’applicazione della maggior parte delle disposizioni del regolamento rivisto sulla classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze chimiche.
Per quanto riguarda i prodotti cosmetici, gli eurodeputati intendono restringere i margini previsti dalla proposta della Commissione per la commercializzazione di cosmetici contenenti sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione, le cosiddette sostanze CMR. Il Parlamento vuole ridurre il periodo durante il quale questi prodotti possono continuare a essere venduti e si oppone alla proposta di esentare alcune sostanze CMR sulla base dell’esposizione orale o per inalazione. Gli eurodeputati chiedono inoltre di reintrodurre l’obbligo di notificare alla Commissione i prodotti cosmetici contenenti nanomateriali prima della loro immissione sul mercato, e non sei mesi prima come previsto oggi.
Un altro punto riguarda le vendite online o comunque senza contatto diretto con il consumatore. Secondo la posizione adottata dal Parlamento, i cosmetici venduti a distanza dovranno indicare in modo chiaro e visibile tutte le informazioni obbligatorie per i consumatori, come la durata del prodotto e l’elenco degli ingredienti. L’obiettivo è evitare che la semplificazione normativa si traduca in una riduzione della trasparenza per chi acquista prodotti cosmetici attraverso canali digitali.
Sui fertilizzanti, il Parlamento sottolinea la necessità di modificare il regolamento UE sui prodotti fertilizzanti per semplificare le regole a carico dei produttori europei e sostenere gli agricoltori. Gli eurodeputati chiedono norme proporzionate, maggiore chiarezza regolatoria e un quadro capace di sostenere innovazione e competitività nel settore, senza indebolire la protezione della salute e dell’ambiente. In questo ambito, il Parlamento sostiene un approccio “digital-by-default”, con informazioni rese più facilmente disponibili in formato digitale, e l’aggiornamento delle regole tecniche per includere nuovi materiali e metodi.
Rafforzare l’Agenzia europea per le sostanze chimiche
In una votazione separata, l’Eurocamera ha adottato anche la propria posizione sul regolamento relativo all’Agenzia europea per le sostanze chimiche, l’ECHA, con 526 voti favorevoli, 56 contrari e 69 astensioni. Il testo mira a rafforzare l’agenzia, garantendole risorse, flessibilità e adeguamenti strutturali necessari per svolgere i compiti derivanti da un mandato sempre più ampio, confermando al tempo stesso la sua missione principale di protezione della salute e dell’ambiente.
“Il voto di oggi segna un passo decisivo verso una politica europea sulle sostanze chimiche più forte e coerente”, ha affermato il relatore per la revisione del regolamento ECHA, Christophe Clergeau, del gruppo dei Socialisti e Democratici. Rafforzare l’ECHA, ha aggiunto, significa consolidare “un elemento chiave di un puzzle più ampio per migliorare la gestione delle sostanze chimiche in Europa”, proteggendo meglio la salute dei cittadini e l’ambiente e offrendo all’industria maggiore prevedibilità.
Il regolamento sull’ECHA punta a migliorare la gestione delle sostanze chimiche attraverso valutazioni del rischio più rapide e complete, procedure più chiare e tempistiche più brevi per le imprese. Il Parlamento chiede anche una valutazione annuale obbligatoria per verificare che l’agenzia disponga di risorse sufficienti per svolgere i propri compiti, oltre a modifiche destinate ad aiutare gli Stati membri a garantire la sicurezza chimica e a contribuire al lavoro dell’ECHA.
Il pacchetto “chemicals omnibus” rientra nel più ampio sforzo di semplificazione della legislazione europea e di riduzione degli oneri amministrativi, in linea con il rapporto Draghi sulla competitività dell’UE. Secondo la Commissione europea, le misure proposte per ridurre i costi di conformità e alleggerire il carico amministrativo dovrebbero consentire all’industria risparmi per almeno 363 milioni di euro l’anno. Il settore chimico europeo conta circa 29 mila imprese, impiega direttamente 1,2 milioni di persone e sostiene altri 19 milioni di posti di lavoro lungo le catene di approvvigionamento.
[a cura di Simone Cantarini]

