Al Parlamento europeo di Bruxelles si è acceso il confronto su una delle novità più rilevanti per il sistema produttivo italiano: l’estensione delle Indicazioni Geografiche ai prodotti dell’artigianato. L’occasione è stata l’evento “Indicazione Geografica per i Prodotti Artigianali: una grande opportunità per gli artigiani italiani e il Made in Italy”, promosso dall’eurodeputato di ECR Stefano Cavedagna, con la partecipazione, tra gli altri, dell’eurodeputato del Partito democratico (S&D) ed ex presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee e italiane, associazioni di categoria e operatori economici, con l’obiettivo di fare il punto sul nuovo quadro normativo europeo che introduce una tutela specifica per i prodotti artigianali e industriali legati a un territorio. Si tratta di un passaggio strutturale, che avvicina questo comparto a quanto già avviene da anni per il settore agroalimentare, rafforzando strumenti di protezione, valorizzazione e promozione sui mercati internazionali.

Nel corso dell’evento, il presidente di Assocamerestero, Mario Pozza, ha sottolineato il potenziale della riforma nel rafforzare la presenza delle eccellenze italiane all’estero, in particolare attraverso la rete delle Camere di commercio italiane nel mondo. Un punto chiave, considerando che molte produzioni artigianali soffrono da tempo la concorrenza di imitazioni e contraffazioni, soprattutto nei mercati extra-UE.

Sul piano istituzionale, l’intervento dell’ambasciatore e rappresentante permanente aggiunto presso l’UE, Marco Canaparo, ha evidenziato il valore strategico della normativa nel quadro delle politiche europee per la competitività e la tutela della proprietà intellettuale. La nuova disciplina si inserisce infatti in un contesto più ampio di rafforzamento del mercato unico, dove la protezione delle specificità territoriali diventa anche leva industriale.

Dal lato delle realtà produttive, il dibattito ha portato esempi concreti di applicazione delle Indicazioni Geografiche. Simona Paolillo, segretario di CNA Salerno, ha richiamato il percorso avviato per il riconoscimento della ceramica vietrese, sottolineando come il marchio possa garantire non solo tutela legale ma anche maggiore riconoscibilità e valore aggiunto per le imprese locali. Analogamente, Luciano Gambaro, presidente del Consorzio Promovetro Murano, ha ribadito l’importanza di strumenti europei più incisivi per difendere produzioni iconiche come il vetro di Murano, da anni esposte a fenomeni di imitazione su larga scala.

A fare da cornice, la presenza del presidente della Camera di commercio italiana in Belgio, Fabio Morvilli, che ha insistito sulla dimensione internazionale della sfida: senza una tutela riconosciuta a livello europeo, molte eccellenze artigianali rischiano di perdere competitività proprio nei mercati dove il “Made in Italy” continua a essere un fattore distintivo.

L’evento ha quindi messo in luce un punto politico non banale: le Indicazioni Geografiche per l’artigianato non sono soltanto uno strumento di protezione, ma un tassello della strategia europea per rafforzare autonomia economica e posizionamento globale. Resta però una questione aperta, emersa implicitamente nel dibattito: l’efficacia reale della misura dipenderà dalla sua applicazione concreta, dalla capacità delle imprese di accedervi e, soprattutto, dal livello di enforcement contro le violazioni, in Europa e fuori. Senza questi elementi, il rischio è che la nuova etichetta resti più simbolica che operativa.

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