In qualità di vicepresidente del Parlamento europeo, Nicolae Ștefănuță si è rivolto all’Autorità elettorale ungherese per esprimere “serie preoccupazioni” in merito al voto per corrispondenza dei cittadini ungheresi con doppia cittadinanza residenti in Romania.

Queste preoccupazioni non riguardano aspetti politici o geopolitici, bensì il rigoroso rispetto del quadro giuridico e degli standard democratici europei, precisa l’eurodeputato romeno.

“Sul territorio della Romania, la partecipazione di un numero considerevole di elettori a questa consultazione impone una maggiore attenzione alle modalità con cui vengono applicate le regole sul voto per corrispondenza”, si legge nella lettera inviata all’Autorità elettorale ungherese. “In questo senso, sono state segnalate una serie di situazioni concrete che sollevano interrogativi sulla conformità ai principi di legalità, trasparenza e tutela del voto”.

Ștefănuță fa presente innanzitutto che le schede elettorali vengono inviate per posta e, in numerosi casi, sono lasciate direttamente nelle cassette postali senza conferma di ricezione. Questa pratica consente a terzi di accedere al materiale elettorale e crea un rischio reale di utilizzo non autorizzato dei voti.

Segnala inoltre situazioni in cui le schede elettorali potrebbero essere inviate a persone decedute, a causa della mancanza di un’efficace sincronizzazione dei registri. Tali disfunzioni possono generare legittimi sospetti sulla correttezza del processo elettorale.

La lettera dell’eurodeputato contiene anche un riferimento all’intermediazione del processo elettorale da parte di organizzazioni con affiliazione politica. Nella pratica, organizzazioni come UDMR e la Fondazione Eurotrans sono coinvolte in attività di registrazione, raccolta e trasmissione delle schede elettorali. Questo coinvolgimento solleva, dice Ștefănuță, “legittimi interrogativi sulla neutralità del processo e sul rispetto del carattere segreto del voto”.

Ancora, sono assenti chiari meccanismi di supervisione indipendente – non sono definite né le procedure di verifica né il percorso completo delle schede elettorali – e non c’è uniformità e sicurezza nelle pratiche di raccolta dei voti. Su quest’ultimo aspetto, sono stati riportati da Ștefănuță dei casi concreti.

In località come Corund, gli elettori possono depositare le schede in diversi luoghi informali della comunità; a Târgu Mureș, sono stati segnalati punti di raccolta improvvisati, come contenitori non adatti a un processo elettorale; – nelle aree rurali esistono casi in cui intermediari raccolgono direttamente i voti dai cittadini. “Queste pratiche possono incidere direttamente sul carattere libero, personale e segreto del voto”, avverte Ștefănuță.

Un numero crescente di cittadini sceglie di recarsi personalmente in Ungheria per depositare le schede. Questo comportamento indica una mancanza di fiducia nei meccanismi attuali e suggerisce la percezione di rischi per l’integrità del processo.

“Questi elementi, analizzati nel loro insieme, delineano la necessità di una valutazione rigorosa del modo in cui vengono applicate le norme legali in materia elettorale”, afferma l’eurodeputato romeno, chiedendo la verifica di eventuali irregolarità nel processo elettorale e la garanzia del rispetto del quadro giuridico vigente.

Chiede inoltre chiarimenti sulle regole applicabili al voto per corrispondenza e sulle modalità della loro attuazione. Allo stesso tempo, sollecita una posizione ufficiale da parte dell’istituzione, nonché spiegazioni precise sulle misure adottate per garantire che il voto per corrispondenza sia organizzato e svolto in modo corretto, sicuro e trasparente per i cittadini ungheresi residenti fuori dall’Ungheria.

Il vicepresidente del Parlamento europeo ha quindi chiesto formalmente di: chiarire il quadro giuridico applicabile al voto per corrispondenza per i cittadini residenti all’estero; dettagliare le procedure di distribuzione delle schede elettorali e i meccanismi di conferma della loro ricezione; spiegare come vengono prevenuti i casi di voto multiplo o l’uso fraudolento delle schede; descrivere l’intero percorso del voto, dalla spedizione alla convalida; precisare i meccanismi di controllo, audit e supervisione indipendente; indicare le misure con cui si garantisce il carattere libero e segreto del voto in presenza del coinvolgimento di terzi.

“Il rispetto del diritto fondamentale al voto significa più che semplice accesso al voto. Significa protezione efficace, regole chiare e fiducia nel sistema. Non possiamo assistere passivamente a un processo elettorale compromesso. È una responsabilità comune proteggere l’integrità democratica”.

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