Con 311 voti contrari, 228 favorevoli e 92 astenuti, il Parlamento europeo ieri ha respinto la proposta della Commissione di prorogare la deroga temporanea alle norme europee sulla privacy che consentiva alle piattaforme di scansionare volontariamente i messaggi privati alla ricerca di materiale pedopornografico. La deroga scadrà il 3 aprile 2026 e, senza un accordo, non verrà rinnovata.

Fino a quella data, il regolamento europeo in vigore permetteva ai fornitori di servizi di comunicazione, tra cui app di messaggistica e provider di posta elettronica, di utilizzare tecnologie di scansione automatica per individuare immagini e video di abusi sessuali su minori, segnalare tentativi di adescamento online e rimuovere i contenuti illeciti dai propri servizi.

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Una misura transitoria, nata per colmare il vuoto normativo in attesa di una legge definitiva sul tema, il cosiddetto Chat Control, ancora oggetto di negoziato tra Parlamento e Consiglio Ue.

La trattativa su una proroga più breve e più limitata nel campo di applicazione – fino all’agosto 2027 – proposta dallo stesso Parlamento a marzo,  non ha prodotto alcun accordo con il Consiglio. Il risultato è che dal 3 aprile le piattaforme perderanno la copertura giuridica necessaria per continuare a effettuare questi controlli in modo volontario, con il rischio concreto di un vuoto normativo proprio mentre i negoziati sul quadro permanente sono ancora in corso.

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