La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata ad Algeri per incontrare il presidente Abdelmadjid Tebboune, in una visita ufficiale centrata sul rafforzamento della cooperazione energetica ed economica tra Italia e Algeria. La missione, la seconda nel Paese dall’inizio del governo dopo quella del gennaio 2023, arriva all’indomani delle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, mentre resta aperto il nodo della ministra del Turismo Daniela Santanchè.
“Abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima cooperazione, anche lavorando su nuovi fronti come ocean gas e off shore e questo consentirà di rafforzare il flusso di gas”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine dell’incontro ad Algeri con il presidente Abdelmadjid Tebboune, ribadendo la centralità del partenariato energetico tra Italia e Algeria.
“Per l’Italia l’Algeria è un partner di assoluto rilievo strategico. Soprattutto quando l’instabilità è crescente e le certezze diminuiscono, il rapporto Italia-Algeria resta una straordinaria certezza”, ha aggiunto la premier, sottolineando che “in campo energetico e delle forniture abbiamo deciso di rafforzare i nostri rapporti anche attraverso i nostri campioni Eni e Sonatrach”.
Meloni ha poi richiamato il contesto internazionale: “Abbiamo parlato del complesso momento globale. L’ipotesi di colloqui tra Stati Uniti e Iran sarebbe un’ottima notizia e l’Italia sosterrà qualsiasi iniziativa per la pace e la stabilità”.
Sul fronte migratorio, la premier ha definito la cooperazione con Algeri “un modello per la regione”: “La nostra priorità comune è contrastare le reti criminali che trafficano esseri umani. Se in questi anni siamo riusciti a ridurre gli sbarchi illegali e le tragedie in mare, lo dobbiamo anche alla forte cooperazione con l’Algeria”.
Da parte sua, Tebboune ha confermato la disponibilità del Paese nordafricano a consolidare ulteriormente il rapporto bilaterale: “C’è la disponibilità dell’Algeria a rispettare tutti gli impegni come partner strategico ed affidabile”.
La visita: energia e geopolitica in primo piano
La missione ad Algeri rappresenta la seconda visita ufficiale di Meloni nel Paese dall’inizio della legislatura e si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento della presenza italiana nel Mediterraneo e in Africa.
Il vertice con Tebboune è servito a fare il punto su una relazione definita “strategica” da entrambe le parti, che negli ultimi anni si è intensificata soprattutto dopo la crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina. In quel contesto, l’Algeria è diventata progressivamente il principale pilastro della diversificazione delle forniture italiane.
Oltre all’energia, i colloqui hanno toccato i principali dossier internazionali: dalla situazione in Medio Oriente – con particolare attenzione a Iran, Libano e Gaza – alla stabilità del Sahel, fino alla guerra in Ucraina, ormai entrata nel quinto anno. Un focus specifico è stato dedicato anche alla Libia, Paese con cui l’Algeria condivide quasi mille chilometri di confine e che resta centrale per gli equilibri del Mediterraneo.
Il nodo energetico: il ruolo chiave dell’Algeria
L’Algeria si conferma oggi il primo fornitore di gas naturale dell’Italia e il principale partner energetico nel continente africano. Nel 2025 le importazioni italiane di gas algerino hanno raggiunto circa 20,1 miliardi di metri cubi, consolidando un rapporto costruito nel tempo grazie anche alla cooperazione tra Eni e Sonatrach.
Questa relazione affonda le radici nella strategia energetica avviata già negli anni di Enrico Mattei e si è rafforzata ulteriormente negli ultimi anni, anche attraverso nuovi investimenti e accordi per aumentare la capacità produttiva e le forniture.
Secondo i dati del ministero dell’Ambiente, nel 2024 l’Italia ha importato complessivamente 59,4 miliardi di metri cubi di gas, in calo del 3,9% rispetto al 2023. Si tratta del terzo calo consecutivo, che riporta i livelli vicino ai minimi degli ultimi quindici anni.
Nonostante la contrazione complessiva, l’Algeria mantiene il primo posto tra i fornitori con il 39,1% delle importazioni, seguita da Azerbaigian (17,4%) e Qatar (11,6%). In crescita anche il peso degli Stati Uniti (8,7%) e della Russia (9,6%), mentre i Paesi del Nord Europa si attestano complessivamente intorno al 10%.
GNL e diversificazione: il ruolo degli Stati Uniti
Il quadro cambia parzialmente se si guarda al gas naturale liquefatto. Secondo ARERA, la quota del GNL sul totale delle importazioni è scesa dal 27% del 2023 al 25% nel 2024.
La quasi totalità del GNL importato in Italia proviene da Qatar (47%) e Stati Uniti (35%), con l’Algeria al terzo posto (13%). Negli ultimi mesi, il governo italiano ha segnalato l’intenzione di aumentare ulteriormente le importazioni di gas liquefatto americano, anche nel quadro dei rapporti transatlantici.
Questo processo evidenzia una strategia a doppio binario: da un lato il rafforzamento del corridoio energetico con l’Algeria via gasdotto, dall’altro l’espansione delle forniture via nave, in particolare dagli Stati Uniti.
Piano Mattei e cooperazione economica
Oltre all’energia, il vertice ha rilanciato il Piano Mattei, considerato uno dei pilastri della strategia italiana in Africa. In Algeria sono già in fase avanzata due progetti: un’iniziativa di agricoltura desertica in collaborazione con BF International e il Centro di formazione Enrico Mattei a Sidi Bel Abbès, concepito come polo di eccellenza con vocazione panafricana.
Meloni ha sottolineato anche le opportunità emerse dal Business Forum Italia-Algeria, evidenziando la complementarità tra i sistemi produttivi dei due Paesi. “Le aziende italiane possono offrire un contributo fondamentale non solo nella fornitura di beni e servizi, ma anche nell’attrazione di investimenti e nella diversificazione del tessuto economico e industriale”, ha dichiarato.
Migranti e sicurezza nel Mediterraneo
Un altro capitolo centrale del bilaterale è stato quello migratorio. La cooperazione tra Italia e Algeria viene considerata da Palazzo Chigi un modello efficace, sia nella gestione dei flussi sia nel contrasto alle reti criminali.
Il tema si intreccia con la crescente instabilità del Sahel, dove Italia e Algeria condividono l’impegno nel contrasto al terrorismo jihadista e ai traffici illeciti, oltre che nella promozione della stabilità regionale.
Una missione nel pieno delle tensioni politiche interne
La visita ad Algeri si svolge mentre il governo italiano è alle prese con le conseguenze politiche della sconfitta al referendum sulla giustizia. Le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi hanno aperto una fase delicata per l’esecutivo.
Resta inoltre aperto il nodo della ministra del Turismo Daniela Santanchè, su cui la stessa Meloni ha esercitato un pressing pubblico per un passo indietro.
In questo contesto, la missione in Algeria assume anche un valore politico: ribadire il ruolo internazionale dell’Italia e la solidità delle sue partnership strategiche, mentre sul fronte interno resta alta la pressione sul governo.

